Il testo del soprannominato Basilea 3+ (o Basilea 3 plus) introduce novità importanti per le banche italiane ed europee.
Ad essere modificati, come rivela la pubblicazione del testo definitivo sulla Gazzetta Ufficiale dell’UR, è il regolamento UE 2024/1623 (CRR III) e la Direttiva (UE) 2024/1619 (CRD VI), che introducono modifiche sul fronte dei requisiti patrimoniali all’interno dell’area di competenza circoscritta dal Basilea 3, che risulta così rivoluzionato.
In buona sostanza, l’Europa sarà meno severa circa gli oneri di accantonamento delle banche europee, un fattore che - almeno sulla carta - dovrebbe favorire la concessione di mutui e prestiti a imprese e persone. Il filtro prudenziale sui Bto svincola gli istituti di credito, mentre viene introdotta la possibilità di presentare a garanzia delle somme richieste i terreni agricoli.
Ma, più nel dettaglio, cosa cambia con il Basilea 3+ e quali novità riguardano le banche in Italia?
Cosa prevede il nuovo Basilea 3+
Nello specifico, il CRR III (Regolamento UE 2024/1623) va a modificare quanto contenuto nel Regolamento UE 575/2013
sul fronte dei requisiti imposti alle banche per:
- il rischio di credito,
- il rischio di mercato,
- il rischio operativo,
- il rischio di aggiustamento della valutazione del credito,
- e l’output floor.
Il CRD VI (Direttiva UE 2024/1619) modifica invece la Direttiva 2013/36/UE nei punti riguardanti:
- poteri di vigilanza,
- sanzioni,
- succursali in Paesi terzi,
- rischi ambientali, sociali e di governance (ESG).
Cosa cambia per le banche in 10 punti
Sintetizziamo le novità più importi contenute nel nuovo Basilea 3+ in dieci punti:
1) Per le società con sede in Paesi terzi si introduce l’obbligo per gli Stati membri di imporre loro la presenza di una succursale. È poi necessaria richiedere e ricevere l’autorizzazione all’autorità di vigilanza del relativo Stato membro. Nella CRD, art. 21 quater, si parla dell’“obbligo di stabilire una succursale per la prestazione di servizi bancari da parte di imprese di Paesi terzi”. L’obiettivo è quello di favorire una maggiore armonizzazione degli strumenti e dei poteri di vigilanza.
2) L’introduzione di un output floor definisce i limiti minimi sui requisiti patrimoniali fissandoli al 72,5%, applicati nel caso di utilizzo di misure standardizzate.
3) Si introduce una soglia minima di rendimento volta a limitare le eccessive riduzioni dei requisiti patrimoniali delle banche. In questo modo, tali requisiti risultano essere più comparabili, facilitando la vigilanza degli istituti bancari sull’intero territorio europeo.
4) Si stabilisce un nuovo regime prudenziale, seppur transitorio, per le soprannominate “cripto attività”.
5) Si introducono modifiche volte a ottimizzare la gestione delle banche dei rischi ambientali, sociali e di governance (ESG).
6) Viene confermato uno sconto sul capitale da accantonare per i prestiti alle PMI, liberando risorse per i finanziamenti dei progetti delle imprese
7) Vengono diminuite le riserve a fronte dei prestiti garantiti dalla cessione del quinto dello stipendio, una spinta potenzialmente favorevole allo stimolo del credito al consumo.
8) Confermata l’estensione del “filtro prudenziale”, a partire dal 9 luglio, sui titoli di Stato, cosicché le oscillazioni dei prezzi non influiscano sulle somme che le banche italiane ed europee accantonare, alimentando la possibilità di concedere più credito e comprare più titoli.
9) Si introduce la possibilità di usare come garanzia i terreni agricoli al fine di ottenere più credito dalle banche.
10) Stop agli accantonamenti per le quote detenute presso la relativa banca centrale.
Ora l’Italia, come il resto degli Stati membri, ha un anno e mezzo di tempo per recepire la Direttiva CRD VI, mentre il Regolamento CRR III sarà in vigore a partire dal 20° giorno dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Più nello specifico, il CRR III sarà attivo dal 9 luglio 2024 per alcuni punti di cui all’art. 1, elencati nell’art. 2. Per le restanti parti, il regolamento sarà applicato dal 1° gennaio 2025.
“Le nuove regole di Basilea sulle banche rappresentano un piccolo passo in avanti positivo per il nostro sistema e agevolano i sistemi di credito all’economia”, ha commentato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che ha aggiunto:
“Ora bisogna andare avanti su questo percorso: la posizione del governo italiano continua a essere volta a migliorare l’approccio del sistema di credito verso l’economia reale”.
Di tutte le modifiche al framework generale del Basilea 3+, il ministro sottolinea:
- la conferma di SMEs supporting factor (fattore di supporto per le Pmi),
- i terreni agricoli utilizzabili per garanzie valide ai fini di Basilea,
- la riduzione degli assorbimenti di capitale sui mutui prima casa,
- la conferma della riduzione dell’assorbimento alla cessione del quinto,
- un “filtro prudenziale sui titoli di Stato”,
- un nuovo sistema di computo per le minorities (le partecipazioni societarie di minoranza.