Bando RiParto per il lavoro femminile: requisiti e come partecipare

Caterina Gastaldi

20/06/2022

20/06/2022 - 14:45

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È stato pubblicato il Bando RiParto 2022, per progetti di welfare e conciliazione vita-lavoro per le donne. Ecco i requisiti per poter partecipare.

Bando RiParto per il lavoro femminile: requisiti e come partecipare

È stato da poco pubblicato il Bando RiParto 2022, iniziata per promuovere il ritorno al lavoro delle madri lavoratrici post parto. Si tratta di un’agevolazione rivolta a imprese, gruppi di società, e consorzi, per aiutare nella creazione e costruzione di progetti di welfare aziendale rivolti proprio alle madri di ritorno nel modo lavorativo.

È previsto fino a un 90% della copertura dei costi, e i fondi messi a disposizione sono del valore di 50 milioni di euro. Di seguito tutte le informazioni riguardo al funzionamento del bando, chi può partecipare, e come si fa a inoltrare domanda per accedervi.

Bando RiParto 2022: a chi è rivolto e come funzionano i progetti

L’iniziativa di questo bando è quella di sostenere il rientro al lavoro delle madri, grazie al finanziamento di progetti di welfare aziendale ideati appositamente per questo scopo. I progetti proposti dalle aziende devono, infatti, favorire risoluzioni per i problemi più comuni nel momento del rientro sul posto di lavoro, oppure offrire incentivi economici finalizzati al rientro sul posto di lavoro a seguito del parto o dell’adozione.

Per esempio, si possono richiedere i fondi per iniziative che puntino sul sostegno sia psicologico sia fisico delle lavoratrici, oppure per programmi di supporto e aggiornamento che accompagnino al rientro al lavoro.

Il finanziamento può arrivare a coprire fino al 90% dei costi, con percentuali e fondi stanziati di entità differenti a seconda delle dimensioni della realtà in questione.

A poter beneficiare dei progetti sono tutte le lavoratrici dipendenti, sia a tempo indeterminato e determinato, sia part time, del soggetto proponente, indipendentemente dall’essere in forma singola o associata, ovvero:

  • lavoratrici in somministrazioni;
  • dirigenti;
  • in società cooperative, le socie lavoratrici;
  • le titolari di un rapporto di collaborazione.

Importi e percentuali del finanziamento

La percentuale di copertura del progetto proposto da parte del bando varia a seconda delle dimensioni dell’azienda, così come vanno a modificarsi anche gli importi minimi e massimi da poter richiedere. Infatti:

  • le imprese con meno di 10 dipendenti e i cui ricavi relativi all’ultimo esercizio contabile concluso della voce A1 del conto economico siano pari o inferiori ai 2 milioni di euro (ovvero le così dette microimprese) possono richiedere un finanziamento tra un minimo di 15.000 euro e un massimo di 50.000 euro, e devono contribuire ai costi con un minimo del 10% totale dell’importo;
  • le piccole imprese, ovvero quelle con meno di 50 dipendenti e con ricavi della voce A1 del conto economico uguali o inferiori a 10 milioni di euro (sempre riferiti all’ultimo esercizio contabile), devono contribuire con almeno il 15% totale dell’importo, e possono richiedere da un minimo di 30.000 euro a un massimo di 100.000 euro;
  • le imprese con un numero di dipendenti tra i 50 e 250, e ricavi all’ultimo esercizio contabile della voce A1 del conto economico uguali o inferiori ai 50 milioni (le medie imprese), possono richiedere un minimo di 80.000 euro e un massimo di 250.000 euro, coprendo però almeno il 20% del totale dell’importo richiesto;
  • le grandi imprese, ovvero con più di 250 dipendenti e ricavi, sempre della voce A1 del conto economico relativo all’ultimo esercizio contabile concluso, superiori ai 50 milioni di euro, possono richiedere un minimo di 200.000 euro e un massimo di 1.000.000 di euro, coprendo almeno il 30% del totale dell’importo richiesto.

Il 30% dell’importo, una volta approvata la richiesta, verrà consegnato entro 60 giorni successivi all’inizio dell’attività, mentre dopo 10 mesi dall’inizio dell’attività stessa verrà consegnato un ulteriore 40%. Il restante saldo verrà invece consegnato a seguito chiusura delle attività da comunicare al dipartimento,entro 60 giorni.

Chi può partecipare al bando

A poter partecipare al bando RiParto 2022 sono:

  • le imprese che abbiano sede legale o unità operative sul territorio italiano;
  • gruppi di società collegate o controllate ai sensi dell’articolo 2359 Codice Civile (a patto che siano tutti i partecipanti al soggetto collettivo);
  • i consorzi.

Inoltre le imprese e i consorzi possono anche scegliere di partecipare in forma associata con altri soggetti che abbiano gli stessi requisiti. In questo caso potranno però presentare un’unica domanda, un progetto unico, e un solo piano finanziario. In questo caso potranno scegliere di costituirsi in:

  • contratto di rete;
  • Ati (Associazione Temporanea d’Impresa);
  • Ats (Associazione Temporanea di Scopo).

Quali sono i requisiti

Le realtà che fanno richiesta dei fondi per il bando in questione devono avere determinati requisiti che, se non rispettati, porteranno all’esclusione.

I requisiti in questione sono i seguenti:

  • non devono aver subito sanzioni che siano state definitivamente accertate, che quindi comportino l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti e contributi;
  • devono contribuire ai costi del progetto con almeno le percentuali minime richieste;
  • aver restituito o depositato in un conto vincolato quelle agevolazioni pubbliche godute, per cui sia stata eventualmente disposta la restituzione da parte delle autorità nazionali;
  • avere o la sede legale, o l’unità operativa sul suolo italiano;
  • non trovarsi in una (o più) delle situazioni previste dall’articolo 80 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 che sia causa d’esclusione;
  • essere iscritte al Registro delle imprese presso la Camera di commercio territorialmente competente e, se previsto, anche agli elenchi, albi, anagrafi della rispettiva normativa di riferimento;
  • non devono essere state assoggettate alla sanzione interdittiva di cui all’articolo 9, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, o ad altre sanzioni che comportino il divieto di contrarre con la Pubblica amministrazione.

Come si fa a fare domanda e scadenza

Il termine ultimo per poter presentare la domanda sono le ore 12:00 del 5 settembre 2022, ed è possibile inviare le richieste a partire dal 6 giugno 2022.

L’invio può essere solo telematico, via posta certificata (Pec), all’indirizzo: AvvisoRiParto@pec.governo.it. All’interno dell’oggetto della PEC deve essere indicato il codice Cup “J51D22000010001”, oltre anche alla denominazione del soggetto proponente o del capofila.

Oltre alla domanda, deve essere presente anche tutta la documentazione richiesta. La domanda di finanziamento e la documentazione devono essere entrambe inviate in formato Pdf, e devono essere firmate in modalità digitale dal legale rappresentante del soggetto proponente, o da un suo delegato, utilizzando la modulistica presente sul portale del Dipartimento per le politiche della famiglia.

La documentazione necessaria da allegare è:

  • una relazione relativa alle attività in materia di conciliazione dei tempi di cura della famiglia e di lavoro che siano state svolte nel corso degli ultimi due anni da parte del soggetto proponente, e una dichiarazione di non aver mai intrapreso azioni di welfare;
  • un piano di finanziamento, utilizzando il Modello n.2;
  • il patto di integrità (Modello n.3) presentato e sottoscritto digitalmente;
  • la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, ovvero il Modello n.4, sottoscritta digitalmente;
  • il Modello n.5, sempre sottoscritto digitalmente, in caso di Ats, Ati o contratto di rete, attraverso cui i singoli componenti affermino la volontà di costituirsi formalmente in associazione temporanea, con l’indicazione del soggetto capofila, in caso di ammissione al finanziamento.

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