Il Bollettino Statistico Consob, riferito al primo semestre 2023, fornisce dati molto interessanti e chiari:
Le banche di diritto italiano quotate su EXM hanno registrato utili per 12,8 miliardi di euro (+61% rispetto al 2022) e ciò è dovuto principalmente a un miglioramento dei risultati della gestione operativa: a parità di costi operativi rispetto alla gestione precedente (circa 19 miliardi di euro), l’utile dell’attività di business è cresciuto di circa 10 miliardi, a causa del balzo del margine di interesse che è avanzato del 49%, ovvero oltre 7 miliardi in più rispetto al primo semestre 2022. Il patrimonio netto è rimasto sostanzialmente stabile attestandosi sui 182 miliardi rispetto ai 180 di fine 2022 (+1%).
Titoli di Stato italiani
% su Strumenti finanziari detenuti in custodia o amministrazione presso intermediari italiani per conto della clientela e per la gestione del risparmio
L’elemento più interessante che emerge è come i clienti professionali degli intermediari italiani si siano alleggeriti delle posizioni in titoli di stato italiani a partire dal 2020 passando da una quota del 40% in amministrato ad una quota di poco meno del 26% nel 2022; l’investitore retail, al contrario, ha iniziato ad aumentare la propria posizione da inizio 2022, raggiungendo il record del 21% nel primo semestre 2023, top assoluto dal 2010, con un valore di 1.060,6 mld di euro che è lontano dal massimo nominale di 1.205,2 mld del primo trimestre 2010.
Nel 2023, ipotizzando forse un pivot della Bce per fine anno, sono tornati nuovamente gli acquisti anche dei clienti professionali sia in amministrato che gestito. In definitiva i gestori vendevano dai portafogli degli istituzionali e compravano per quelli dei retail, questo ha forse consentito di ridurre le eventuali perdite in conto capitale per gli istituzionali. Se l’investitore fai da te seguisse i dati tali flussi avrebbe delle informazioni sul timing, anche se leggermente ritardate, molto importanti ed utili.