Banche italiane: previsioni su utili III trimestre con tassi BCE più bassi

Laura Naka Antonelli

22/10/2024

Le previsioni sugli utili che le banche italiane UniCredit, Intesa, MPS, Banco BPM e Bper si apprestano ad annunciare.

Banche italiane: previsioni su utili III trimestre con tassi BCE più bassi

Manca ormai poco alla pubblicazione degli utili delle banche italiane più importanti quotate sul Ftse Mib di Piazza Affari: UniCredit, Intesa SanPaolo, MPS-Monte dei Paschi di Siena, Banco BPM, BPER, pubblicheranno tutte i risultati di bilancio relativi al terzo trimestre del 2024 tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre.

Ad aprire la stagione degli utili trimestrali del settore bancario italiano sarà Intesa SanPaolo, la banca guidata dal CEO Carlo Messina, con la riunione del CDA che si terrà giovedì prossimo, 31 ottobre, per l’approvazione del resoconto intermedio al 30 settembre 2024 e la deliberazione relativa alla distribuzione di un acconto dividendi.

Il CDA di UniCredit presieduto dall’amministratore delegato Andrea Orcel si riunirà per approvare i conti del terzo trimestre del 2024 della banca, per la precisione la trimestrale consolidata al 30.9.2024, in data 5 novembre.

Le riunioni dei consigli di amministrazione di Banco BPM e BPER si riuniranno infine il 6 novembre, mentre l’ok ai conti di Mps-Monte dei Paschi è stato fissato al 7 novembre.

Quella che prenderà il via giovedì prossimo, 31 ottombre, con l’annuncio dei conti di Intesa SanPaolo, sarà per Piazza Affari una settimana di fuoco, in cui trader e investitori e strategist avranno modo di tastare il polso delle banche italiane, in un contesto meno favorevole per il settore, a causa dei tagli dei tassi di interesse che la BCE di Christine Lagarde sta continuando ad annunciare per sostenere l’economia dell’area euro.

Gli esperti del settore più volte hanno rimarcato che, se le banche dell’area euro in generale e italiane in particolare sono riuscite a macinare utili e a distribuire dividendi a livelli record è stato soprattutto per l’impatto positivo che i rialzi dei tassi di interesse anti-inflazione lanciati dalla BCE nel 2022 e nel 2023 hanno avuto sui loro livelli di redditività, in particolare sui loro NII (Net Interest Income).

Cosa succederà a questa voce di bilancio?

Va sottolineato che, se è vero che è da un po’ che si parla di fine pacchia utili per le banche, è sempre da un po’ che i numeri degli istituti di credito hanno puntualmente smentito fino a oggi le previsioni più pessimistiche formulate sui trend dei margini netti di interessi (per l’appunto, gli NII).

D’altronde, anche con le sforbiciate annunciate dalla BCE, tre in tutto nel 2024, i tassi di interesse dell’area euro rimangono elevati: motivo per cui, già alla fine dell’estate, la divisione Analisi&Ricerche del sindacato dei bancari italiani FABI si era così espressa:

L’aumento dei tassi d’interesse da parte della BCE spingerà anche quest’anno i risultati del settore bancario che vedrà aumentare i profitti lordi di 5-10 miliardi rispetto ai 40,6 miliardi del 2023”. Ancora, la FABI aveva aggiunto:

Si fa fatica a non pensare che anche il 2024 restituirà alle banche un altro anno record e non mancheranno numeri da capogiro per gli azionisti che potrebbero sfiorare i 45-50 miliardi di utili lordi. Si tratterebbe di una crescita tra i 5 e 10 miliardi rispetti ai 40,6 miliardi di profitti messi insieme nel 2023 (perfettamente in linea con la stima Fabi diffusa nell’autunno scorso).

Il settore bancario italiano e dell’Eurozona, più in generale, dovrebbe insomma essere al riparo da brutte sorprese. Di seguito le stime raccolte da Money.it sul trend, in particolare, degli utili delle cinque banche UniCredit, Intesa SanPaolo, MPS-Monte dei Paschi di Siena, Banco BPM, Bper.

UniCredit: preview utili, interesse netto, ricavi. Il trend stellare del titolo

Nel caso di UniCredit - banca attentamente monitorata, sulla scia del dossier Commerzbank che ha fatto tanto infuriare il governo di Berlino, che chiamerebbe in causa anche i BTP - il consensus degli analisti prevede per il terzo trimestre del 2024 ricavi, in media, di un ammontare pari a 5,927 miliardi, a fronte di una stima mediana pari a 5,930 miliardi.

L’interesse netto, ovvero voce di bilancio che finora ha beneficiato dell’effetto tassi della BCE, è atteso in media a 3,488 miliardi (stima mediana di 3,497 miliardi), mentre le commissioni sono attese a 1,945 miliardi di euro.

Il risultato netto di gestione è stimato in media a 3,395 miliardi, mentre il valore medio degli altri oneri e accantonamenti è atteso a 189 milioni (in media), e a 176 milioni, considerando le aspettative mediane del consensus.

Va ricordato che il 24 luglio scorso, nel presentare i conti del secondo trimestre del 2024 e dell’intero primo semestre dell’anno, UniCredit ha annunciato il quattordicesimo trimestre consecutivo di crescita redditizia e di qualità, caratterizzato da un utile netto pari a €2,7 miliardi, in rialzo del 16% rispetto all’anno precedente, e un RoTE di circa il 20%. I ricavi netti si sono attestati a €6,3 miliardi, in rialzo del 6% anno su anno, con una crescita del 2% del margine di interesse a €3,6 miliardi, e una forte crescita del 10% delle commissioni a €2,1 miliardi: €15 milioni sono stati nel secondo trimestre del 2024 gli accantonamenti per perdite su crediti (noti anche come “LLP”). UniCredit vedrà un calo del margine di interesse del 2,4%, con un utile netto stimato di EUR2,28 miliardi.

Dalle stime del consensus relative al terzo trimestre dell’anno, emerge dunque l’outlook di ricavi in lieve ribasso, a fronte di un calo del margine di interesse piuttosto irrisorio (dai 3,6 miliardi a 3,488 miliardi) e un trend poco mosso per le commissioni (da 2,1 a 1,945 miliardi di euro).

L’attesa media è per un utile netto contabile di 2,283 miliardi, mentre l’aspettativa mediana è di un utile netto contabile di 2,277 miliardi, mentre le aspettative sull’utile netto sono di 2,272 miliardi in media e di2,244 su base mediana, rispetto a un utile netto che, nel secondo trimestre del 2024, è aumentato del 16% a €2,7 miliardi nel trimestre e del 20% a €5,2 miliardi nel semestre.

Da segnalare che il consensus degli analisti rimane bullish sul titolo UCG: il target price medio punta a un valore pari a € 46,46, con un rating comprare (Overweight, Outperform, Add, Accumulate) che incide per il 76% sui rating complessivi annunciati dagli analisti che coprono il titolo, un rating mantenere (Neutral, Market Perform, Equalweight, In line) che ha una incidenza del 24%. Assenti i rating vendere, ovvero (Reduce, Underperform, Underweight).

Rimane decisamente positiva la performance del titolo, che è di un rialzo del 10% su base mensile, di oltre il 64% dall’inizio dell’anno, di oltre il 78% in un anno e di un rally di oltre il 250% negli ultimi tre anni di contrattazioni.

Preview utili Intesa SanPaolo, MPS, Banco BPM, Bper

Per Intesa SanPaolo, le attese del consensus sono di ricavi netti, nel terzo trimestre del 2024, di un valore pari a 6,589 miliardi, rispetto ai proventi operativi netti pari a 6,856 miliardi del secondo trimestre di questo anno. I ricavi netti sono attesi poi attestarsi a 6,549 miliardi nell’ultimo trimestre del 2024, ovvero quarto trimestre dell’anno.

L’utile netto è atteso a 2,289 miliardi, nel terzo trimestre del 2024, (e poi in ulteriore ribasso a 2,087 miliardi nel quarto trimestre del 2024), rispetto ai 2,465 miliardi del secondo trimestre dell’anno. L’EBIT è atteso a 3,858 miliardi, rispetto ai 4,219 miliardi del secondo trimestre del 2024.

Decisamente positiva anche la performance del titolo Intesa SanPaolo a Piazza Affari: nell’ultimo mese di contrattazioni sul Ftse MIB, le azioni sono infatti salite del 5% circa, avanzando di oltre il 49% YTD e di oltre il +66% su base annua. Negli ultimi tre anni di contrattazioni, il trend è stato di una crescita di quasi il 61%.

Per MPS-Monte dei Paschi di Siena il consensus prevede ricavi netti per un valore di 927 milioni di euro, nel terzo trimestre del 2024, rispetto ai ricavi di 1,018 miliardi del secondo trimestre, poi in ulteriore ribasso a 918 miliardi nell’ultimo trimestre del 2024.

L’EBIT è stimato a 461 milioni, rispetto ai 555 milioni del secondo trimestre e l’utile netto a 314 milioni, rispetto agli 827 milioni di utile netto del secondo trimestre del 2024. Nel quarto trimestre del 2024, l’utile netto dovrebbe poi ulteriormente contrarsi, a 263 milioni di euro. Le azioni MPS sono balzate di oltre il 7,5% nell’ultimo mese di contrattazioni, di oltre il 73% YTD e di più del 119% nell’ultimo anno.

Per Banco BPM le stime sono di ricavi netti di 1,388 miliardi di euro nel terzo trimestre del 2024, rispetto agli 1,361 miliardi del secondo trimestre. I ricavi netti dovrebbero poi scendere a 1,352 miliardi nel quarto trimestre del 2024; l’EBIT di Banco BPM è stimato a 717 milioni di euro (poi a 708 milioni nell’ultimo trimestre del 2024), in crescita in questo caso, rispetto ai 691 milioni del secondo trimestre. L’utile netto è atteso a 849 milioni di euro, in forte rialzo rispetto ai 380 milioni di euro del secondo trimestre del 2024. Occhio al titolo, in rialzo del 4,81% nell’ultimo mese di contrattazioni, di oltre il 30% YTD e di più del 31 su base annua. Ottima la performance degli ultimi tre anni, pari a un rally del 110%.

Per BPER il consensus prevede infine ricavi netti per 1,315 miliardi di euro, rispetto agli 1,397 miliardi del secondo trimestre. Il fatturato dovrebbe poi attestarsi a 1,320 miliardi nel quarto trimestre del 2024. L’EBIT è previsto a 661 milioni nel terzo trimestre, in rialzo rispetto ai 517 milioni di euro del trimestre precedente, mentre l’utile netto dovrebbe salire a 376 milioni di euro, rispetto ai 267 milioni precedenti. Quotato anch’esso sul Ftse Mib di Piazza Affari, il titolo Bper ha riportato in questi ultimi anni una performance da sogno, complice anche, nell’ultimo periodo, la notizia relativa al nuovo piano industriale presentato dal neo CEO Gianfranco Papa. Nell’ultimo mese, le azioni sono così volate di oltre il 18%, forti di un guadagno dall’inizio del 2024 pari a +89%. Su base annua la performance è stata di uno scatto superiore a +92%, mentre negli ultimi tre anni di contrattazioni il balzo è stato pari a quasi +180%.

Indice Stoxxx 600 Banks +22% YTD e “c’è ancora margine di upside sui titoli”

Guardando in generale a tutto il settore bancario dell’area euro, un articolo di Bloomberg riporta il trend dell’indice azionario Stoxx 600 Banks Index, che quest’anno è balzato del 22%, confermando come la migliore performance di questo 2024, a livello settoriale e in Europa, sia stata archiviata proprio dal comparto bancario. Proprio questo indice Stoxx 600 Banks ha testato alla fine della scorsa settimana il valore record dall’agosto del 2015.

L’ottima notizia è la presenza di margini di rialzo che potrebbero essere ulteriormente colmati, nel caso di sorprese dal fronte degli utili.

A tal proposito, gli analisti del team di Andrew Stimpson di Keefe, Bruyette & Woods hanno fatto notare di credere che i titoli delle banche europee rimangano tuttora “troppo convenienti” e che siano, di conseguenza, destinati a salire ancora in modo graduale, in un contesto in cui “la redditività più alta si dimostrerà più sostenibile rispetto a quanto il mercato, al momento, prevede”.

Fiducioso anche Roberto Scholtes, responsabile della divisione di strategia di Singular Bank, secondo il quale le banche europee si confermeranno resilienti, riuscendo a far fronte anche alla pressione rappresentata dai tagli dei tassi varati dalle banche centrali: “I margini netti di interesse (NII) si stabilizzzeranno nel secondo semestre del 2024, per poi scendere solo moderatamente nel 2025”, ha detto Scholtes, intravedendo ulteriori assist nell’accelerazione attesa per la “generazione di nuovi prestiti” e nel fatto che “le commissioni dovrebbero salire, sulla scia della crescita delle attività sui mercati finanziari”. Tutto questo, a fronte di “costi che dovrebbero restare relativamente contenuti”.

Anche gli analisti di Bloomberg Intelligence non temono affatto un forte dietrofront della redditività delle banche, in generale, dell’Eurozona: a loro avviso, gli NII (margini netti di interesse) degli istituti dovrebbero infatti ampiamente centrare le stime formulate dal consensus. Certo, è possibile che i toni dei CEO si confermino meno improntati all’entusiasmo di quanto lo siano stati in passato, e dunque più cauti.

In generale, secondo gli esperti, il fatturato delle banche farà sempre più affidamento sulle commissioni, in un contesto di tassi di interesse più bassi: come, d’altronde, sta già accadendo. Insomma, per ora gli utili delle banche dell’Eurozona dovrebbero essere ancora blindati. Occhio, operò, visto che qualche dubbio, negli ultimi giorni, ha gettato un’ombra, su quella pioggia di dividendi promessa da UniCredit & Co. che ha contribuito non poco a fare la fortuna dei titoli in Borsa.