Banche: quale scenario per i crediti deteriorati? Le previsioni Abi

Il direttore generale dell’Abi Sabatini ha dato indicazioni sul futuro dei crediti deteriorati. Quanto peseranno ancora sui bilanci bancari?

Banche: quale scenario per i crediti deteriorati? Le previsioni Abi

Banche italiane, crediti deteriorati, crisi finanziaria: quale scenario?
Giovanni Sabatini (direttore generale Abi) ha dato indicazioni su cosa aspettarsi nel prossimo anno sulla capacità di cessione dei non performing loan da parte degli istituti di credito.

Anche se non si prospetta uno scenario nero come nel 2008, il futuro non è ottimistico. L’incertezza sulla crescita a causa dall’epidemia spingerà ancora verso un incremento dei crediti deteriorati.

Banche e NPL: cosa aspettarsi?

Nel corso dell’audizione in Senato, Sabatini ha sintetizzato cosa ci si aspetta nel prossimo futuro sui crediti deteriorati. L’impatto epidemia, purtroppo, giocherà ancora un ruolo rilevante:

“La grave crisi economica conseguenza della pandemia tuttora in corso, i cui effetti in termini di estensione nel tempo ma anche di profondità sul tessuto economico sono ancora tutti da determinare, fanno presagire che ci sarà un incremento dei crediti deteriorati”

Il peggiore degli scenari, però, con una vera e propria esplosione dei non performing loan, dovrebbe essere scongiurato. A sostenere le banche, infatti, dovrebbero intervenire, ancora, le misure messe in campo nel settore.

Come, per esempio, le moratorie sui crediti e i finanziamenti garantiti approvati dal Governo, l’opportunità di evitare la riclassificazione automatica dei prestiti oggetto di moratoria (concessa dalla Vigilanza UE) e la flessibilità offerta dall’Eba.

Bad bank: strumento strategico

Il tema dei crediti deteriorati non può tralasciare quello della bad bank, nazionale ed europea.

Sulla questione, infatti, Sabatini ha ricordato che:

“Un asset management company europea avrebbe molto senso, anche se la realizzazione avrebbe sicuramente tempi molto lunghi per i livelli di complessità che comporta, inclusa anche l’armonizzazione della disciplina delle norme fallimentari e del diritto societario, sicuramente sarebbe un processo molto complesso”

Il focus, quindi, deve tornare sulla prospettiva di una bad bank nazionale. Nello specifico, il riferimento è alla possibilità palesata dall’UE di avere Amc delle singole nazionalità con lo scopo di acquistare i crediti deteriorati non a prezzo di mercato, come invece succede adesso.

Il terreno è scivoloso e si rischia di cadere nella trappola degli aiuti di Stato. Infatti, Bruna Szego di Bankitalia ha ricordato che la legge europea sulla concorrenza è chiara e tende a limitare gli acquisti di NPL a valore differente da quello di mercato.

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