Banche, 2 titoli da comprare e 2 da vendere secondo gli analisti

Claudia Cervi

28 Aprile 2026 - 16:49

Banche italiane divise: 2 titoli possono correre ancora, 2 rischiano. La selezione di Barclays.

Banche, 2 titoli da comprare e 2 da vendere secondo gli analisti

A Piazza Affari le banche non si muovono più all’unisono. Dall’analisi di Barclays emerge un settore spaccato in due: alcuni titoli hanno ancora spazio per correre, altri molto meno.

Nel complesso, però, i numeri tengono. La redditività resta elevata, con un ROTE medio intorno al 18%. Ma le aspettative non sono ugualmente positive per tutti gli istituti.

Con il costo del capitale salito di 25 punti base, al 10,25%, e il buffer aggiuntivo dell’1% legato allo SyRB (la riserva richiesta dalla Banca d’Italia per coprire il rischio sistemico), si alza anche la soglia minima di rendimento. Per giustificare valutazioni più alte, le banche devono fare più utili. Questo però implica che lo spazio per sorprese positive si restringe.

È anche per questo che Barclays ha rivisto al ribasso le stime sugli utili del 2% medio per il periodo 2026-2028.

Oggi i numeri sono ancora solidi, ma le banche devono dimostrare di saper difendere questi livelli anche nei prossimi trimestri. È su questa capacità che Barclays separa vincitori e perdenti.

2 azioni da comprare secondo Barclays

Tra i titoli che convincono di più Barclays troviamo BPER Banca e Monte Paschi. Gli ultimi risultati finanziari mostrano già un miglioramento delle dinamiche operative. Secondo gli analisti, quindi, dovrebbero essere in grado, meglio di altre, di difendere la redditività anche in uno scenario meno favorevole.

BPER Banca
BPER è in assoluto il titolo preferito da Barclays. Il target price è stato alzato a 14,3 euro (da 14), con rating “overweight” confermato. Nel primo trimestre sono attesi utili per circa 523 milioni di euro, in crescita di circa +18% anno su anno. Tra le banche italiane è quella che sta mostrando più continuità operativa. A sostenere il quadro ci sono anche i progressi sull’integrazione di Banca Popolare di Sondrio, che si riflettono su efficienza e redditività. Numeri che migliorano trimestre dopo trimestre sono quindi un fattore decisivo.

Banca MPS
Su Monte Paschi il giudizio è più prudente (equalweight), con target fermo a 9,20 euro. Nel breve, però, è atteso un miglioramento del margine di interesse e dei trend operativi su base trimestrale. Il titolo resta a sconto, con un P/E 2026 intorno a 1,3x, inferiore alla media del settore (circa 1,5x). Questo lo rende particolarmente sensibile a eventuali miglioramenti dei fondamentali o a sviluppi sul fronte del consolidamento.
La scorsa settimana anche Goldman Sachs ha alzato il target price su MPS a 11,60 euro (da 10,10 euro), con la raccomandazione «Buy».

2 azioni da vendere

Barclays segnala anche i titoli più esposti alla compressione dei margini o con minori catalizzatori di crescita nel breve periodo: Credem e Mediobanca. Non mette in dubbio la solidità degli istituti, ma la direzione degli utili.

Credem
Credem è il titolo con il segnale più debole. Il target price è stato tagliato a 14,5 euro (da 15,7) e il rating resta “underweight”. Gli utili del primo trimestre sono attesi intorno a 129 milioni di euro, in calo di circa -44% anno su anno. Una contrazione pesante che rende ancora più difficile giustificare una valutazione elevata.

Mediobanca
Anche su Mediobanca il giudizio resta “underweight”, nonostante un lieve ritocco al rialzo del target price a 16,8 euro. Un livello che implica ancora un downside significativo rispetto alle quotazioni attuali, in area 20 euro. La crescita resta, ma è meno brillante rispetto a quella degli altri istituti: gli utili trimestrali sono attesi intorno a 313 milioni di euro, in calo del -6% anno su anno. Qui le criticità riguardano soprattutto la composizione dei ricavi, più esposta a dinamiche cicliche e all’andamento dei mercati. Un fattore che rende la traiettoria meno prevedibile.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.