Banca Popolare di Bari: azione di responsabilità contro ex vertici. E adesso?

Banca Popolare di Bari ha approvato l’azione di responsabilità contro ex vertici aziendali. Cosa succederà sul fronte del salvataggio?

Banca Popolare di Bari: azione di responsabilità contro ex vertici. E adesso?

La crisi della Banca Popolare di Bari ancora sotto i riflettori. Secondo gli ultimi aggiornamenti, il cda ha approvato l’azione di responsabilità contro gli ex vertici dell’istituto finanziario.

In attesa del via libera anche da parte dell’assemblea, la vicenda della banca si complica. Potrebbe essere necessario, infatti, l’intervento del Governo con un decreto per facilitare il piano di ristrutturazione bancaria considerato urgente.

L’azione di responsabilità contro gli ex vertici aziendali getta ombre importanti sulla gestione creditizia degli anni passati. Nella crisi della Banca Popolari di Bari, quindi, sono diverse le questioni sul tavolo che devono essere ancora chiarite.

Crisi Banca Popolare di Bari: azione di responsabilità contro ex vertici. I dettagli

Nella seduta di ieri del Consiglio di Amministrazione della banca pugliese è stato dato il via libera all’azione di responsabilità contro gli ex vertici aziendali dell’istituto di credito. Nello specifico, la procedura riguarda l’ex amministratore delegato Giorgio Papa, Nicola Loperfido, l’ex responsabile della direzione crediti e Gianluca Jacobini, ex condirettore generale e figlio dell’ex presidente Marco Jacobini.

La decisione era stata in parte anticipata dall’ad Vincenzo De Bustis, che in un’intervista al Corriere della Sera di una settimana fa aveva annunciato l’inserimento in agenda della procedura di responsabilità.

Una mossa strategica che, nell’intenzione dei vertici attuali della Popolare pugliese, vuole fare chiarezza su come è stato gestito l’istituto negli anni passati. La crisi di oggi che rende urgente un intervento di ricapitalizzazione affonda le sue radici in scelte sbagliate e ai limiti della legalità, secondo l’ad De Busits. Nelle sue parole, è emerso un quadro chiaro della situazione attuale dell’istituto:

La banca ha perso un miliardo di euro e lo si può attribuire per una parte alla recessione ma un’altra a una gestione creditizia al di fuori delle regole, negli ultimi tre o quattro anni. Gli stessi revisori di Pwc hanno registrato un aggiramento delle norme. Abbiamo montagne di documentazione al riguardo.”

Quando arriverà anche l’approvazione da parte dell’assemblea, la procedura contro gli ex vertici potrà prendere avvio. Dovrebbero emergere documenti e notizie importanti per ricostruire gli ultimi anni della gestione bancaria, ad oggi sotto accusa.

Cosa succederà al piano di salvataggio?

Per la banca barese sono settimane cruciali sul fronte del salvataggio. Il piano di ristrutturazione richiede un intervento di 1 miliardo di euro e la trasformazione in spa.

L’obiettivo è di poter concretizzare un piano di rilancio societario almeno prima di Natale. In vista di tempi stretti e di uno stallo non più sostenibile per l’istituto di credito, sta avanzando l’ipotesi di un coinvolgimento del Governo, che potrebbe intervenire con un decreto.

L’istituto pugliese ha già iniziato negoziati con il Mediocredito Centrale, considerato un ipotetico partner industriale e con il Fondo interbancario di tutela dei depositi.

L’intervento dell’esecutivo potrebbe facilitare e sveltire una potenziale via d’uscita dalla difficoltà finanziaria della Banca Popolare di Bari. E, soprattutto, offrire prospettive future più certe.

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