Banca Carige nel caos: Mincione chiede revoca Cda. E Fiorentino querela Tesauro

Oggi il giorno del Cda che si svolge in un clima infuocato dopo la raffica di dimissioni, mentre il titolo sprofonda in Borsa e Fiorentino minaccia querele

Banca Carige nel caos: Mincione chiede revoca Cda. E Fiorentino querela Tesauro

Investito dalla bufera delle ultime settimane, il Consiglio di amministrazione di Banca Carige si appresta a riunirsi oggi in un clima piuttosto incandescenteo.

Sul tavolo del board dell’istituto ligure, le recenti dimissioni dell’ex presidente e di altri due consiglieri, che hanno sollevato forti critiche all’operato svolto dall’ad della banca.

Ma all’ordine del giorno, ci sarà anche la richiesta dell’azionista Raffaele Mincione di convocare l’assemblea al fine di revocare l’intero Cda.

Intanto, a Piazza Affari il titolo di Banca Carige non trova pace: anche oggi le azioni scambiano al ribasso e al momento della scrittura perdono l’1,19% a 0.0083 euro.

La richiesta di Mincione

L’eventualità di una richiesta di revocare il Consiglio di amministrazione da parte di Mincione era già nell’aria, soprattutto dopo la raffica di dimissioni presentate negli ultimi 10 giorni.

Stamattina, l’azionista romano ha annunciato di aver scritto una lettera per chiedere che venga convocata l’assemblea degli azionisti a settembre al fine di procedere alla revoca del consiglio e alla nomina di un nuovo Cda.

Mincione, che è azionista della banca attraverso le società Pop12 e Time & Life, ha spiegato:

“Ho preso questa decisione come atto dovuto per tutelare il corretto proseguimento del piano di crescita e il futuro sviluppo di Banca Carige, con l’obiettivo di difenderne il valore”.

Come i tre dimissionari (Giuseppe Tesauro, Francesca Balzani e Stefano Lunardi) e il primo azionista di Banca Carige, Vittorio Malacalza, anche l’imprenditore romano disapprova la governace dell’istituto, ritenendo che

“la situazione a livello di governance sia repentinamente peggiorata e sia venuto a mancare il contesto favorevole affinché il management possa portare avanti le azioni già avviate e necessarie alla ristrutturazione della banca, quelle stesse approvate e auspicate anche dalla Bce e dalla Banca d’Italia”.

Il contesto

Come si ricorderà, gli ultimi dieci giorni sono stati piuttosto travagliati per Banca Carige, che ha perso il presidente del Cda e due consiglieri, membri del comitato rischi.

Giuseppe Tesauro è stato il primo a dare l’addio, seguito poi da Stefano Lunardi e Francesca Balzani.

I tre hanno motivato le loro dimissioni con lettere molto dure e parole di disapprovazione nei confronti anche dell’ad, Paolo Fiorentino, uomo che non piace neanche a Vittorio Malacalza, al quale i dimissionari sono ritenuti vicini o comunque graditi.

E la disputa si potrebbe spostare ora dagli uffici della Banca a un’aula di tribunale, visto che Fiorentino ha annunciato una querela nei confronti di Tesauro per alcune dichiarazioni rilasciate contestualmente alle sue dimissioni.

La battaglia sulla governance

È chiaro, dunque, che la battaglia è tutta sulla governance, questione che sta tenendo vigile anche la Consob, interessata a seguire l’evoluzione della vicenda su questo fronte.

Al fianco di Fiorentino, si è schierato, in un tentativo di pacificazione, Aldo Spinelli (quota intorno all’1%) che chiede di non commettere l’errore di isolare l’ad, in quanto

“è protagonista del risanamento della banca, abbandonarlo adesso non avrebbe senso. Carige ha sostenuto l’economia del territorio per anni: vogliamo che riprenda a farlo”.

Non è invece ancora chiara la posizione dell’altro azionista, Giuseppe Volpi, che detiene una quota simile a quella di Mincione.

Cosa succederà oggi

In un clima incandescente come quello odierno, è davvero difficile prevedere cosa succederà da qui a breve.

Intanto, il Cda di oggi dovrà prendere atto delle dimissioni del presidente e dei consiglieri e dalla riunione potrebbe uscire il nome del sostituto di Tesauro. Nelle ultime ore è circolato quello di Giuseppe Pericu, ma anche quello dello stesso Vittorio Malacalza sembra essere gradito all’ala vicino al primo azionista.

Tra poche ore, inoltre, si saprà anche la data della convocazione dell’assemblea degli azionisti, che comunque non potrà tenersi prima del prossimo mese di settembre.

Come richiesto da Mincione, in quella occasione si dovrebbe procedere alla revoca dell’attuale Cda e alla nomina del nuovo Consiglio.

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