Azioni su intelligenza artificiale: i titoli migliori da comprare

R. F.

12 Gennaio 2024 - 14:16

Quali titoli scegliere per puntare sull’intelligenza artificiale? Ecco una selezione di società pronte a beneficiare dell’innovazione legata all’AI.

Azioni su intelligenza artificiale: i titoli migliori da comprare

I miei titoli preferiti nel mondo dell’Intelligenza Artificiale? I produttori di chip, le società di gestione dell’energia e i fornitori di database innovativi che consentiranno la crescita dell’IA, indipendentemente dal fatto che il mercato azionario sia in rialzo o in ribasso.

La domanda che spesso mi sono posto quando si tratta di fare una asset allocation di lungo periodo, e coerente con il profilo di rischio a noi associato, e la seguente:

Possiamo investire in aziende innovative che conquistano quote di mercato e creano valore aggiunto, indipendentemente dal contesto macroeconomico e dalla volatilità dei mercati?

Forse sì.

Mentre i siti di finanza USA - come CNBC e Marketwatch - vorrebbero che gli investitori si concentrassero su cicli di breve durata che più sono in grado di attirare l’attenzione per determinare le scelte di investimento (come le elezioni politiche, le azioni delle banche centrali e le espansioni e contrazioni economiche), alcuni investitori ritengono che gli alti e bassi di tali cicli siano per lo più un rumore, un “disturbo statistico” che serve a distrarre gli investitori dagli obiettivi di lungo periodo di uno sviluppo economico.

Nel mio articolo del 10 gennaio ho accennato al fatto che potremo essere alle porte di un nuovo “super-ciclo economico” dell’economia americana, grazie proprio all’avvento dell’IA. Selezionare le aziende che ne saranno protagoniste è quindi essenziale per costruire un portafoglio dal lungo orizzonte temporale. Mi spiego meglio.

Perché puntare alle azioni sull’intelligenza artificiale

La creazione di ricchezza in una economia è guidata:

  • dalla capacità di creare il credito nel circuito economico, e quindi di indebitarsi delle imprese e delle famiglie, per produrre aumento degli investimenti, dei consumi, e della occupazione
  • dall’innovazione tecnologica, che aumenta la produttività, il prodotto interno lordo e, in ultima analisi, il tenore di vita.

I prodotti e i servizi innovativi che forniscono un valore reale alle imprese e ai consumatori, rendendoli più efficienti, più sani o addirittura più felici, trovano una forte domanda fra i consumatori, perché con l’innovazione tecnologica si creano bisogni che prima non c’erano e che devono essere soddisfatti con nuovi beni e servizi: si pensi all’avvento degli smartphone alla fine degli anni ’90, oppure alla nascita della musica liquida e del formato MP3 a metà anni ’90.

Nascono così aziende che sono in grado di soddisfare, puntando sulla innovazione tecnologica, una forte domanda di nuovi beni e nuovi servizi. Queste aziende al centro delle innovazioni tecnologiche (si pensi ad Apple o a Google) premiano gli investitori nel tempo, indipendentemente dalle elezioni politiche e dal fatto che i tassi di interesse siano in aumento o in diminuzione.

Guardando indietro agli alti e bassi, negli ultimi 100 anni di mercati borsistici spiccano per noi due lezioni importanti:

  1. l’innovazione tecnologica non si ferma mai, è cresciuta in ogni tipo di volatilità finanziaria ed economica.
  2. le aziende con forti vantaggi competitivi perché sono state le prime ad entrare in un determinato mercato spesso traducono se stesse in leader, con un aumento delle quote di mercato, soprattutto in periodi economici difficili.

Ma questo non sempre accade. Per esempio, Kodak era stata la prima a fare investimenti nella fotografia digitale (un ingegnere di 25 anni che lavorava alla Kodak produsse nel 1975 la prima immagine digitale) ma poi, dopo aver brevettato alcuni progetti, non continuò ad investire in questo settore, diversamente da Fuji e da Canon. Risultato? Kodak è fallita nel 2012. Mentre Fuji e Canon sono ancora leader nel settore dell’imaging digitale.

In breve, gli investitori dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di investire in azioni di società innovative che conquistano in modo aggressivo le quote di mercato per creare valore aggiunto a prescindere dal contesto macroeconomico. E questo in base ad un principio basilare: l’innovazione è resiliente alle condizioni macro-economiche esterne del mondo in cui si sviluppa. Va sempre avanti. Non si ferma mai, qualunque siano le condizioni macro-economiche esterne. Si evolve persino in tempi di guerra.

Le tecnologie che migliorano la produttività hanno una storia di crescita sia in periodi economici positivi che negativi. Ad esempio, l’uso dei personal computer è aumentato durante la recessione dei primi anni ’90, mentre la pubblicità digitale e gli smartphone sono cresciuti durante la crisi finanziaria globale del 2008, seguita al default Lehman. Queste tecnologie sono cresciute attraverso le avversità perché erano all’inizio del loro ciclo di sviluppo.

Oggi questi settori (telefonia, imaging digitale, musica digitale) sono maturi e più ciclici. Ma con l’avvento dell’Intelligenza Artificiale, queste nuove tecnologie hanno maggiori probabilità di raccogliere una quota crescente della spesa delle imprese o dei consumatori e, di conseguenza, di crescere comunque in diversi contesti economici.

Bill Gates ha dichiarato che l’intelligenza artificiale “è importante quanto il PC e Internet”. L’IA è un mega-tema che avrà un impatto sul business e sugli investimenti per gli anni a venire. ù

Le soluzioni tecnologiche come l’IA potrebbero finire per essere considerate indispensabili a causa dell’importanza vitale della trasformazione digitale e della convinzione che le aziende utilizzeranno questi strumenti per ridurre i costi e rimanere competitive. Altrimenti faranno la fine della Kodak.

L’adozione di questa tecnologia della IA continuerà a prescindere dal ritmo della crescita economica. Trovare i beneficiari di questa tendenza può generare forti rendimenti per gli investitori che sanno puntare ora sulle aziende giuste.

Quali titoli scegliere per puntare sull’intelligenza artificiale?

Ci sono certamente alcuni investimenti potenzialmente interessanti nel settore dell’IA. Ci riferiamo alle società che forniscono l’infrastruttura per i servizi di IA, società che fungono come “abilitatori”.

Alcuni dei componenti più importanti dell’infrastruttura AI sono i semiconduttori. Questi chip forniscono al settore della IA la potenza di elaborazione necessaria ad elaborare gli output della intelligenza generativa, chip che stanno registrando un’impennata della domanda a livello globale.

Si consideri che uno dei principali fattori che determinano la velocità dell’aumento della potenza dei programmi di intelligenza artificiale generativa, come ChatGPT, è la quantità di addestramento a cui vengono sottoposti questi algoritmi, mediante l’analisi ultraveloce dei testi e della sintassi presente su internet, a livello globale. Tale addestramento, o meglio la mole dei dati che gli algoritmi “succhiano” dal web raddoppia all’incirca ogni quattro mesi, molto più velocemente dei quasi due anni con cui la Legge di Moore ha previsto con precisione il numero di transistor che saranno stipati nei chip dei computer. Secondo Moore, come descritto in uno studio del 1965, il numero di transistor, delle resistenze e dei condensatori nei circuiti integrati, indice della potenza del circuito integrato, raddoppia ogni 18-20 mesi.

Tra i principali fornitori di chip per il settore dell’IA con tecnologie innovative figurano Nvidia (NVDA), Marvell Technology (MRVL) e Advanced Micro Devices (AMD). Sono i miei titoli preferiti in assoluto per questo decennio che si concluderà nel 2030, come avevo già scritto in alcuni miei precedenti articoli su questa testata (Perché le azioni di questa società di chip sono da comprare, e di corsa, 2 azioni da comprare dopo lo storno (probabile) di settembre e Riparte il mercato azionario: l’opportunità di Nvidia).

Le immense richieste di calcolo dell’IA richiedono lo sviluppo di architetture di chip e server all’avanguardia, che insieme determinano un maggiore consumo di energia per i server all’interno dei giganteschi data center che ospitano questi sistemi, con conseguente aumento del consumo di elettricità. Secondo l’azienda francese Schneider Electric, l’utilizzo di energia elettrica da parte dell’IA aumenterà di oltre il 30% all’anno, con un incremento cumulativo di quattro volte l’utilizzo attuale nei prossimi cinque anni, misurato in gigawatt.

Per questo mi piace anche la Schneider Electric. Che, tra l’altro, si occupa proprio di power storage per i grandi sistemi industriali.

Tuttavia, le densità di potenza più elevate nelle attività di IA comportano un’eccessiva generazione di calore, ponendo problemi di raffreddamento ai data center. Oggi aziende come Vertiv Holdings (VRT) non solo risolvono questo problema di surriscaldamento, ma potenzialmente migliorano i costi e l’efficienza energetica.

Con l’espansione dei data center per soddisfare la crescente domanda di IA, la mancanza di trasmissione e distribuzione di energia potrebbe rivelarsi un problema fondamentale. Ciò potrebbe rendere necessaria la modernizzazione della rete, con potenziali vantaggi per le aziende di gestione infrastrutturale dell’energia e di servizi elettrici che lavorano con le utility e i clienti commerciali. Società come Eaton (ETN), società diversificata di gestione dell’energia a livello globale, stanno lavorando duramente per soddisfare la crescente domanda di trasporto di elettricità e nel frattempo possono generare rendimenti interessanti per gli azionisti nei prossimi 10 anni.

Dopotutto, se l’intelligenza artificiale è un motore potente, i dati ne sono il carburante.

Nell’economia di oggi, i dati sono il nuovo petrolio, una materia prima molto importante per la trasformazione digitale. Per automatizzare e far funzionare il software come il (e talvolta al posto del) nostro cervello, gli algoritmi della IA hanno bisogno di dati digitalizzati e organizzati. L’intelligenza artificiale dipende in particolare dai dati. Se l’intelligenza artificiale è una macchina vorace di energia, i dati ne sono il carburante. I dati non strutturati, come messaggi di testo, e-mail, social media, pagine web e documenti aziendali, devono essere accessibili a programmi software come l’intelligenza artificiale generativa, che ne deve divorare una sempre maggiore quantità nel minor tempo possibile.

Un’azienda che aiuta le imprese ad archiviare e organizzare i dati non strutturati in un sistema di gestione dei database è MongoDB (MDB). Secondo le stime degli analisti, il mercato della gestione dei dati potrebbe crescere del +15/+17% all’anno dal 2023 al 2027, il che lo rende un’area di investimento veramente interessante.

Mantenendo fermo il principio della diversificazione del vostro portafoglio, in un mix di azioni ed obbligazioni calibrato per la vostra propensione al rischio, bisogna tuttavia prepararsi a tutte le possibilità che il mercato azionario USA ci offre nel settore dell’Hi-Tech.

Gli investitori dovrebbero puntare a posizionare i portafogli per una serie di risultati economici che si dispiegano in lungo periodo di tempo, cioè in 10 anni e non 10 mesi, investendo in aziende che guadagneranno quote di mercato sempre più grandi all’interno dell’economia.

Le aziende che consentono lo sviluppo della IA, come i produttori di chip, le società di gestione dell’energia e i fornitori di database, possono essere un buon esempio di aziende che forniscono prodotti e servizi innovativi ai clienti di tutto il mondo. Possono crescere in contesti economici positivi e negativi, consentendo agli investitori di ignorare il “rumore” delle oscillazioni di prezzo di breve periodo e di concentrarsi sulla creazione di ricchezza a lungo termine che esse sono in grado di implementare. E questa è la cosa più importante.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.