Cos’è l’intelligenza artificiale

Giulia Adonopoulos

14 Dicembre 2021 - 16:29

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Tutti parlano di intelligenza artificiale, ma che cos’è davvero? Scopriamo definizione, tipi, come funziona, dove viene usata oggi e perché è importante.

Cos'è l'intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale (IA, o AI in inglese) è la simulazione dei processi dell’intelligenza umana attraverso i computer.

Il clamoroso hype intorno all’IA porta le aziende a promuovere il modo in cui i suoi prodotti e servizi la usano. Spesso, però, come ha rivelato un report di MMC, società londinese di capitale di rischio, molte imprese classificate come società di intelligenza artificiale non la usano davvero, ma la sfruttano nella comunicazione perché rappresenta una forte calamita per gli investitori e i clienti.

Oggigiorno, infatti, si tende a considerare intelligenza artificiale ciò che non lo è per davvero. O meglio, dal momento che intelligenza artificiale è un termine ombrello che raduna tante tecnologie, spesso si fa confusione su cos’è intelligenza artificiale.

In generale possiamo dire che spesso ciò che viene chiamato intelligenza artificiale è semplicemente un componente dell’IA, come l’apprendimento automatico. Niente di lontanamente paragonabile agli scenari da film fantascientifici con macchine Terminator ultra-intelligenti capaci di distruggere il genere umano. Ma entriamo nel dettaglio per dare una definizione di intelligenza artificiale e vedere quali sono oggi i suoi principali ambiti di applicazione.

Cos’è l’intelligenza artificiale

La capacità di un computer o di un robot controllato da un computer di svolgere, tramite particolari tecnologie software, compiti che di solito vengono eseguiti da esseri umani e di imitare le capacità di risoluzione dei problemi e decisionali della mente umana: ecco una definizione semplice di intelligenza artificiale.

Il riconoscimento vocale, l’apprendimento automatico, il processo decisionale, la percezione visiva, la traduzione tra le lingue, ad esempio, sono caratteristiche dell’intelligenza umana che l’intelligenza artificiale può possedere. Essa abbraccia anche i sottocampi del machine learning e del deep learning, che vengono frequentemente citati in concomitanza con l’AI.

Il termine intelligenza artificiale (Artificial Intelligence) è stato coniato da John McCarthy (1927-2011), un informatico e scienziato cognitivo americano tra i fondatori della disciplina dell’IA.

In un articolo del 2005 McCarthy ha cercato di rispondere alla domanda Cos’è l’intelligenza artificiale che in molti continuavano a porgli. Qui McCarthy scrive che

“l’intelligenza artificiale è la scienza e l’ingegneria di fare macchine intelligenti, in particolare programmi informatici intelligenti. È correlata al simile compito di usare i computer per capire l’intelligenza umana, ma l’IA non deve limitarsi a metodi che sono biologicamente osservabili”.

Alla domanda 
“L’IA simula l’intelligenza umana?” lo scienziato risponde:

“A volte, ma non sempre e nemmeno di consueto. Da un lato possiamo imparare qualcosa su come le macchine risolvono problemi osservando le persone o semplicemente osservando i nostri personali metodi. Dall’altro lato la maggior parte del lavoro nell’Intelligenza artificiale comporta lo studio di problemi che il mondo presenta all’intelligenza piuttosto che studiare persone o animali. Gli studiosi di IA sono liberi di usare metodi che non sono osservati nelle persone o che implicano molto più calcolo di quanto l’uomo riesce a fare”.

Tipi di intelligenza artificiale: debole e forte

Gli studiosi distinguono due tipi di intelligenza artificiale: “debole” e “forte”.

L’IA debole, chiamata anche Narrow AI o Artificial Narrow Intelligence (ANI), che è addestrata per svolgere compiti specifici ed è alla base della maggior parte dell’intelligenza artificiale che ci circonda oggi. Per esempio, rende possibili alcune applicazioni come Siri di Apple, Alexa di Amazon, IBM Watson e i veicoli autonomi.

L’IA forte è formata dall’AGI (Artificial General Intelligence) e dall’ASI (Artificial Super Intelligence). L’AGI è una forma teorica di AI in cui una macchina avrebbe un’intelligenza pari a quella umana e una coscienza autoconsapevole in grado di risolvere problemi, apprendere e fare piani per il futuro. L’ASI supererebbe l’intelligenza e la capacità del cervello umano. Anche se l’AI forte è ancora del tutto teorica e senza esempi pratici attualmente in uso, ciò non significa che i ricercatori dell’AI non ne stiano esplorando possibilità e sviluppi. Nel frattempo i migliori esempi di ASI potrebbero provenire dalla fantascienza, come HAL, l’assistente computerizzato e superumano di 2001: Odissea nello spazio.

Dove è usata l’intelligenza artificiale

Oggi sono tantissimi i settori che vedono l’applicazione di intelligenza artificiale. Tra questi possiamo citare il marketing, le banche e la finanza, l’agricoltura, la medicina e l’assistenza sanitaria, i videogiochi, l’esplorazione dello spazio, i veicoli a guida autonoma e l’arte.

Esempi di IA nel mondo reale sono i già citati assistenti virtuali dei nostri dispositivi come Siri e Alexa, che tramite il riconoscimento vocale possono eseguire una serie di attività al nostro posto. Per esempio possono riprodurre le canzoni, controllare gli elettrodomestici, fare chiamate e rispondere ai messaggi, dare indicazioni stradali e leggere le previsioni del tempo.

Anche i social media fanno uso di intelligenza artificiale: d’altronde dove c’è abbondanza di dati AI e machine learning sono sempre presenti. In Facebook l’intelligenza artificiale, o meglio l’apprendimento automatico, viene utilizzata per la verifica del volto e rilevare le caratteristiche del viso per taggare gli amici. Il deep learning viene usato per estrarre i dettagli da un’immagine utilizzando una serie di reti neurali profonde. D’altra parte gli algoritmi di apprendimento automatico vengono utilizzati per progettare i l tuo feed in base ai tuoi interessi.

O ancora, avete presente quando Netflix ci mostra i film che potrebbero piacerci? È perché usa una tecnologia predittiva altamente accurata basata su milioni di dati che hanno a che fare con le nostre precedenti azioni e scelte di contenuti. Più il set di dati cresce, più la piattaforma diventa intelligente.

Per quanto riguarda il settore bancario, molti istituti stanno adottando sistemi basati su intelligenza artificiale per fornire assistenza ai clienti con i chatbot, rilevare anomalie e frodi; la finanza si sta rivolgendo all’intelligenza artificiale per migliorare le prestazioni di trading azionario e aumentare i profitti.

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