Azioni SpaceX, la capitalizzazione ha già battuto quella di Amazon. Ma l’analista a Money.it: “Come la bolla del Mississippi”

Laura Naka Antonelli

17 Giugno 2026 - 12:55

Superata durante la sessione della vigilia anche la capitalizzazione di Microsoft. Ma l’euforia per le azioni SpaceX non convince l’analista, che parla di bolla.

Azioni SpaceX, la capitalizzazione ha già battuto quella di Amazon. Ma l’analista a Money.it: “Come la bolla del Mississippi”

Le azioni SpaceX continuano ad attirare l’interesse degli investitori: dopo aver chiuso alla vigilia a quota $201,80 salendo sul Nasdaq del 4,83%, i titoli continuano a marciare al rialzo, gonfiando ulteriormente la capitalizzazione dell’azienda aerospaziale fondata dal tycoon Elon Musk.

Il valore di mercato di SpaceX ieri è arrivato a superare anche quello di Amazon, balzando ieri fino a $2,94 trilioni in corrispondenza dei massimi intraday testati dalle azioni, rispetto ai $2,64 trilioni della Big Tech USA.

Non solo: sebbene per un arco temporale brevissimo, la capitalizzazione ha battuto anche quella dell’altro gigante hi-tech e AI Microsoft, pari a $2,93 trilioni, prima di scendere alla fine della giornata di trading di Wall Street a $2,65 trilioni. I guadagni si sono smorzati nel finale, rispetto al +16% registrato durante la sessione di Wall Street.

La corsa delle azioni SpaceX dal giorno del lancio dell’IPO, venerdì scorso 12 giugno 2026, continua, sebbene a un ritmo meno spedito rispetto allo scatto pari a +19% del debutto in Borsa dei titoli.

La domanda assilla però soprattutto gli investitori di lungo termine: il rally è sostenibile, soprattutto alla luce di quanto affermato da alcuni esperti, che hanno già bocciato l’entusiasmo precedente e successivo all’IPO?

Azioni SpaceX, l’analista a Money.it: valore totalmente scollegato dai fondamentali dell’azienda

Money.it ha contattato Tobias Robinson, analista finanziario e CEO di BrokerListing.com, società specializzata nella comparazione e recensione di broker online che stila report e ricerche sul settore del trading online e degli investimenti retail. Robinson, ha commentato il fenomeno SpaceX, invitando gli investitori alla cautela e paragonando quanto sta accadendo a una bolla speculativa ben precisa: la bolla del Mississippi, che risale agli inizi del XVIII secolo.

Robinson ha chiarito a Money.it che la raffica di buy sulle azioni SpaceX non lo ha “sorpreso affatto” visto il clamore mediatico che ha accompagnato l’IPO.

Detto questo, il valore che il mercato sta riconoscendo all’azienda fondata da Musk “è totalmente scollegato dai fondamentali effettivi dell’azienda ” e ciò che sta alimentando la corsa agli acquisti è il fatto che “il titolo è promosso in modo estremamente aggressivo”.

La strategia di marketing, in poche parole, ha pagato e per ora sta pagando. Forse fin troppo, come ha segnalato Robinson, che ha fatto notare che la traiettoria delle azioni SpaceX sta riflettendo quella di Tesla: “con la differenza che le condizioni finanziarie della società sono peggiori, considerando le perdite attorno ai 4 miliardi di dollari sofferte soltanto nel primo trimestre”.

Ad avere successo, finora, è stato piuttosto il modus operandi di SpaceX e di Elon Musk, che è riuscito a “spostare l’attenzione del pubblico da ciò che l’azienda è oggi alle promesse sul futuro”. Promesse che sono state presentate come se la loro realizzazione fosse imminente, per supportare il trend positivo del titolo a Wall Street.

SpaceX, “Musk non può finanziarsi come Google & Co”. Dovrà raccogliere nuovo capitale?

Peccato che la realtà sia del tutto diversa.

Così il CEO di BrokerListing.com:

“Questa narrativa è fondamentale anche per la raccolta di capitali. I 75 miliardi di dollari (ora diventati 86 miliardi) raccolti tramite l’IPO garantiscono alcuni anni di autonomia finanziaria, ma l’azienda finirà per consumare queste risorse e dovrà raccogliere nuovo capitale. Musk non dispone di un motore di generazione di cassa da cui attingere e non può autofinanziarsi, come invece possono fare Google, Meta o Microsoft per le loro iniziative nell’intelligenza artificiale. Di conseguenza, SpaceX dipende interamente dalla disponibilità di investitori esterni a continuare a finanziare il progetto”.

In questa situazione, ha aggiunto Robinson, “è impossibile fornire un target price a 12 mesi”, e questo perché molti sono i possibili scenari.

Rimane inoltre il fatto che “è molto difficile attribuire un valore a un titolo costruito su narrazioni che riguardano un futuro molto lontano e che, in larga misura, probabilmente non si realizzeranno mai”.

Gli interrogativi sono fin troppi: “SpaceX costruirà davvero fabbriche autonome di satelliti sulla Luna gestite da robot Optimus? Queste fabbriche estrarranno risorse dagli asteroidi? Oppure si tratta di promesse che vengono formulate per ottenere benefici in Borsa?”.

SpaceX, come la bolla del Mississippi

Robinson non ha fatto nulla per nascondere il proprio scetticismo, arrivando a paragonare il caso SpaceX con la “Bolla del Mississippi del XVIII secolo”, che vide protagonista l’accesa speculazione che montò sulle azioni della Compagnia del Mississippi, guidata dal finanziere John Law.

Law promise enormi ricchezze facendo leva sul monopolio dello sfruttamento della Louisiana e convincendo così migliaia di investitori a comprare le azioni della sua Compagnia.

L’euforia e la speculazione furono tali che il valore delle azioni schizzò alle stelle. Ma quando gli investitori aprirono gli occhi a fronte di guadagni inesistenti e chiesero così di convertire le banconote in oro, la Banca di Francia esaurì le riserve e l’intero sistema finanziario crollò, mandando al tappeto la Francia.

Lo scoppio della bolla, che avvenne nel 1720, viene ricordato tuttora come un grande esempio di bolla speculativa e di crack finanziario della storia.

Per Robinson, il paragone con la mania esplosa per le azioni SpaceX è più che calzante:

“La promozione del progetto da parte del finanziere John Law e i suoi legami con il governo contribuirono enormemente al suo successo in termini di valutazione, creando immense fortune sulla carta. Tuttavia, le promesse non erano reali e non esisteva alcuna attività economica concreta in grado di costituire il fondamento e il valore autentico dell’impresa”.

Stessa cosa si starebbe verificando con i titoli della scommessa di Musk, che hanno macinato guadagni, secondo l’esperto, basandosi praticamente sul nulla. E il problema è che aumentano gli analisti ed esperti che scuotono la testa di fronte all’atteggiamento tanto bullish che gli investitori stanno mostrando di avere nei confronti dei titoli SPCX.

SpaceX azienda sempre più AI. Appena annunciata l’acquisizione di Cursor

Nel frattempo, per chi vede SpaceX un’azienda non tanto aerospaziale ma effettivamente attiva nel mercato dell’intelligenza artificiale (AI), a seguito dell’acquisizione dell’altra società fondata da Elon Musk xAI, e per chiunque sia interessato a seguire il titolo, un nuovo annuncio è arrivato nella giornata di ieri.

SpaceX si è lanciata subito nelle acquisizioni di potenziali gioielli AI, annunciando di avere raggiunto un accordo definitivo per acquisire la startup di intelligenza artificiale Cursor. L’acquisto avverrà interamente in azioni, per un valore di 60 miliardi di dollari.

Cursor è nota per aver creato un popolare strumento di coding basato sull’intelligenza artificiale che aiuta gli sviluppatori software a generare, modificare e revisionare i codici. Dalla sua fondazione nel 2022, l’azienda ha registrato una crescita straordinaria. A novembre, Cursor ha annunciato di aver superato 1 miliardo di dollari di ricavi annualizzati, secondo quanto riportato in un comunicato diffuso all’epoca. Nel 2026, inoltre, la società si è classificata al 37° posto nella classifica annuale CNBC Disruptor 50.

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