Intervista di Money.it a Marshall Langer, professore di Finanza presso la Rome Business School. Dopo l’euforia per l’IPO, quale futuro per le azioni SpaceX?
L’IPO di SpaceX è stata accolta con grande entusiasmo dalla comunità degli investitori, che non ci hanno pensato due volte a fare incetta della nuova grande scommessa lanciata dal patron di Tesla, Elon Musk, a dispetto dei vari attenti che sono stati lanciati da diversi analisti anche nei giorni precedenti al debutto dell’azienda sul Nasdaq.
Nelle ultime due sessioni, il dietrofront delle azioni è stato tuttavia evidente. Cosa può succedere a questo punto alle azioni SpaceX? Quali sono i rischi per chi ha acquisto i titoli?
Money.it ha intervistato Marshall Langer, professore di Finanza presso la Rome Business School.
Langer ha alle spalle una carriera di 12 anni che lo ha visto attivo a Wall Street e Europa, dove ha ricoperto posizioni in istituti come BNP Paribas e Donaldson, Lufkin & Jenrette.
Azioni SpaceX, il trend dal giorno dell’IPO fino alla fine della prima settimana di trading sul Nasdaq
Come premessa, è importante fare il punto della situazione, esaminando quanto accaduto nelle ultime sessioni. Le azioni dell’azienda aerospaziale sono schizzate dal prezzo di collocamento pari a $135 fino a oltre $229,85, valore testato nelle contrattazioni afterhours di Wall Street di martedì, 16 giugno 2026.
Il massimo toccato nelle ore in cui la borsa USA è rimasta aperta è pari invece a $225,64, record intraday toccato dai titoli SPCX sempre martedì scorso. Ciò significa che, dal giorno del debutto sul Nasdaq venerdì 12 giugno, le azioni SpaceX sono balzate di oltre il 67%.
Il balzo delle azioni SpaceX dal giorno dell’IPO ai record testati martedì 16 giugno
La febbre per l'IPO di SpaceX ha dato il via a una carica di buy sulle azioni, che hanno fatto il loro debutto sul Nasdaq venerdì 12 giugno 2026.(Grafico Bloomberg).
Poi, a partire da mercoledì, la doccia fredda: prima, nella sessione di quella giornata, un calo del 5%. Poi, giovedì 18 giugno, una flessione del 3,56%, a quota $185.
Considerando la chiusura di Wall Street di venerdì 19 giugno, si può parlare di un trend delle azioni SpaceX, dal giorno dell’IPO sul Nasdaq, pari a un rialzo del 37% circa. Ancora eccessivo? Dopo la febbre esplosa nei primi giorni, si deve per caso parlare già di un bagno di realtà per chi ha reagito con euforia al debutto dell’azienda sul Nasdaq?
Money.it ha posto le seguenti domande al docente presso la Rome Business School Marshall Langer.
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Domanda: Come considera l’esito dell’IPO e la performance iniziale delle azioni SpaceX?
Risposta: Il titolo è salito fino a oltre $200 (dai $135 del prezzo di collocamento dell’IPO). Guardando ai fondamentali, la valutazione è risultata subito molto elevata, in una situazione in cui non è possibile indicare un vero rapporto prezzo-utili, in quanto SpaceX è in perdita, presentando anche un utile operativo negativo. Con un fatturato pari a circa 18 miliardi di dollari, le azioni sono arrivate a essere scambiate a un valore pari a circa 140 volte i ricavi.
Per fare un paragone, le azioni Apple viaggiano attorno a 10 volte i ricavi, o anche meno. Il punto è che, anche se il valore venisse dimezzato (dai massimi attorno a $200), le azioni quoterebbero ancora a circa 70 volte i ricavi. Certo, anche le azioni Tesla hanno versato in questa situazione per molto tempo, e forse tuttora, quindi forse Elon Musk può giustificare quanto è accaduto. Ma gli investitori hanno comunque bisogno che il capitale investito venga ripagato attraverso gli utili nell’arco di circa sette anni. Per questo motivo, SpaceX dovrebbe crescere a ritmi enormi e diventare altamente profittevole. Alla fine conta sempre il rendimento del capitale investito.
A livelli attorno $200, ci vorrebbero 144 anni solo per ripagare la valutazione basandosi esclusivamente sui ricavi, e questo perfino presupponendo che i ricavi fossero tutti profitti. Si può dire che nelle prime sedute delle azioni SpaceX, è come se a prendere la scena fosse stata la Teoria del Folle Più Grande (Greater Fool Theory) (quella secondo cui si è convinti di poter guadagnare acquistando un bene sopravvalutato, in quanto ci sarà sempre “un folle più grande” disposto a ricomprarlo a un prezzo ancora più alto.
D: È stato sorpreso dall’euforia degli investitori?
R: No, non sono rimasto particolarmente sorpreso dalla domanda degli investitori. SpaceX è riuscita a promuovere bene il prodotto, ed Elon Musk è una figura eroica per molte persone. È immensamente ricco, è brillante e ci sono diversi fattori a suo favore. Dunque, posso capire il motivo per cui le azioni sono state oggetto di forti acquisti. Ma molto dipenderà, tra i vari elementi, dal modo in cui l’entusiasmo e la narrativa positiva continueranno ad alimentare gli acquisti sul titolo.
D: Guardando al futuro, qual è la sua view per le azioni SpaceX
R: Se l’intero mercato dovesse scendere, è altamente probabile che le azioni SpaceX potrebbero soffrire perdite maggiori rispetto alle altre, proprio perché la loro valutazione, per l’appunto, non è supportata dai fondamentali. Bisogna vedere cosa accadrà tra sei mesi e se la situazione sarà ancora positiva. Tra l’altro, (oltre all’utile), anche il rapporto tra il valore aziendale e l’EBIT (Enterprise Value to EBIT) è probabilmente negativo e, se non fosse negativo, sarebbe estremamente alto perché l’EBIT è molto basso. La verità è che questa è davvero una scommessa futuristica, che ha a che fare soprattutto con la speranza che le cose cambino.
D: Qual è la sua stima del valore intrinseco (fair value) o il target price per il titolo nei prossimi 12-24 mesi?
R: Personalmente, se scambiasse a un valore pari a 20 volte i ricavi, penserei che la valutazione del titolo SpaceX sarebbe molto ancora alta. Poniamo che i ricavi salgano a 30 miliardi di dollari. A 20 volte i ricavi, ciò implicherebbe una valutazione di 600 miliardi di dollari per la società, che è già alta. Nei giorni scorsi, la capitalizzazione è salita fino a a circa 2.300 miliardi di dollari, quindi a quattro volte quel livello. Vero che è difficile fare i conti, considerando che anche Tesla è sempre sembrata sopravvalutata e ha continuato in ogni caso a a salire, e che lo stesso è accaduto con Apple, anche se non a questi livelli.
Detto questo, considerando i fondamentali possibili del futuro, sarei probabilmente felice se le azioni SpaceX oscillassero attorno a quota $150 nell’arco dei prossimi 12-24 mesi. (sulla base dunque dell’assunto di ricavi a 30 miliardi).
In ogni caso, se le azioni dovessero scendere nel caso in cui il vento sui mercati cambiasse, non ne comprerei molte, neanche dopo il calo.
D: Quali sono i fattori di rischio che gli investitori starebbero sottovalutando?
R: Di norma, nei confronti di queste azioni, gli investitori guardano ai rischi operativi. Gli interrogativi potrebbero dunque essere: quanta domanda esiste per i viaggi nello spazio? Come potrebbero muoversi le società rivali? Cosa potrebbero fare Jeff Bezos o la NASA? A fronte di queste domande, diversi sono gli scenari su ciò che potrebbe accadere. Ma la preoccupazione maggiore non riguarda il tipo di rischio che può essere previsto, ma quello inatteso: per esempio, gli effetti di un cambiamento della politica, dell’accesso ai finanziamenti o di un incidente. Se si verificasse per esempio un incidente, quale potrebbe essere l’impatto?
Qualcuno potrebbe dire “Beh, ci sono incidenti nello spazio”, riferendosi a quello recente che ha visto protagonista Blue Origin. Ma in questo caso nessuno è rimasto ucciso. Guardiamo invece a cosa accadde dopo l’incidente del Challenger nel 1986: le conseguenze furono una lunga interruzione del programma Space Shuttle e un forte contraccolpo per l’intero settore. Sono eventi di questo tipo che possono provocare un enorme dietrofrot. Va ricordato allo stesso tempo che Elon Musk ha accesso a una quantità enorme di capitale, quindi potrebbe essere in grado di finanziare altri progetti.
D: Altri rischi?
R: Un altro rischio è l’accesso alla tecnologia necessaria per approdare su Marte, e se la stessa sia sostenibile nel pianeta. Sono interrogativi enormi. Elon Musk ha poco più di 50 anni, ma vent’anni possono passare molto velocemente nel settore spaziale. Chi può dirlo.
Ci sono inoltre dubbi sulla sulla qualità della struttura manageriale che circonda Musk. Ovviamente lui lavora con persone brillanti, ma qualche dubbio l’ho sempre avuto. Ho letto un libro su Elon Musk e l’impressione è che sia lui il collante capace di unire le persone, colui che ha l’intuizione che permette a tutti di vedere la soluzione. Quindi non si sa se tutto questo sarebbe possibile senza di lui. Si potrebbe guardare a ciò che accadde con Thomas Edison dopo la sua morte, anche se oggi le aziende sono molto più complesse.
La politica federale rappresenta un altro rischio. Negli Stati Uniti sembrano emergere movimenti legati alla percezione che i professionisti dell’hi-tech stiano guadagnando tutto il denaro, lasciando indietro gli altri. Credo invece che le persone potrebbero tornare a studiare, imparando queste competenze e partecipare al progresso, invece che cercare di rallentarlo. Dall’altro lato questa situazione potrebbe promuovere il consenso a favore di alcuni politici, con la conseguenza che, alla fine, potrebbero nascere politiche governative contrarie a questi tipi di aziende.
Ci sono quindi molte incognite difficili da valutare, che potrebbero causare perdite significative o compromettere i ricavi futuri. Questi sono alcuni dei rischi che vedo. Non tanto rischi operativi, perché quelli possono essere testati, quanto quelli imprevedibili: cambiamenti politici, incidenti, problemi ambientali e tecnici nello spazio.
Tra l’altro, SpaceX agisce come se avesse già piena padronanza di questo settore, quando invece una cosa è andare sulla Luna e un’altra è spingersi molto, molto più lontano. Serve tantissimo tempo. Dicevano proprio l’altro giorno che per arrivare su Marte servono molti giorni, forse mesi: circa nove mesi di viaggio ad alta velocità. Questi sono rischi seri.
D: Considera questa IPO come un segnale più ampio del sentiment verso l’AI e i mercati tecnologici ad alta crescita?
R: Sì, è un segnale, e lo sarà almeno fino a quando non ci sarà una battuta d’arresto. In questo caso potrebbe esserci un forte contraccolpo e il mercato potrebbe scendere del 5% o del 10% già la prossima settimana. Non si può sapere.
Nel corso della mia vita ho seguito i mercati e in parte ci ho anche lavorato, e cambiamenti drastici come quelli del 1987, del 2000 e del 2008 sono avvenuti molto rapidamente. Quindi finora il segnale è che, fino a poco fa, c’è stato appetito per questo tipo di investimenti. Ma la situazione potrebbe mutare velocemente, in un contesto in cui c’è moltissima attenzione verso l’AI e in cui servono enormi quantità di capitale. Ho sentito che le spese in conto capitale necessarie per il prossimo anno saranno impressionanti. In alcuni casi questi investimenti vengono già ostacolati perché consumano troppa elettricità. Inoltre, è difficile prevedere quale sarà la reazione della società se l’intelligenza artificiale dovesse sostituire posti di lavoro e produrre effetti di questo tipo.
Quindi sì, è un segnale che c’è domanda e interesse. Tuttavia, una singola IPO di dimensioni molto grandi potrebbe anche assorbire gran parte del capitale disponibile, lasciandone di meno per tutte le altre società. È qualcosa che in passato è già successo.