Azioni MPS sotto esame dopo verdetto ISS su Palermo al posto di Lovaglio. Intanto, c’è chi azzera quota nel capitale

Laura Naka Antonelli

1 Aprile 2026 - 10:33

Azioni MPS-Monte dei Paschi di Siena ancora sotto osservazione dopo il consiglio dato dal proxy advisor ISS agli azionisti, in vista del voto.

Azioni MPS sotto esame dopo verdetto ISS su Palermo al posto di Lovaglio. Intanto, c’è chi azzera quota nel capitale

Non c’è dubbio sul fatto che le azioni di MPS-Monte dei Paschi di Siena, così come quelle di Mediobanca, continueranno a rimanere sotto le lenti degli investitori, in vista dell’assemblea degli azionisti del prossimo 15 aprile 2026, che dovrà decidere chi capitanerà Rocca Salimbeni nei prossimi anni.

La tensione a Siena è tangibile, vista la contrapposizione tra le due liste di maggioranza: quella presentata dal CDA uscente, che ha proposto il nome dell’ex AD di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) Fabrizio Palermo per la poltrona di prossimo CEO del Monte; e quella depositata dall’azionista PLT Holding della famiglia Tortora, che preme invece per la riconferma dell’attuale AD Luigi Lovaglio, regista dell’OPS lanciata da MPS su Mediobanca, così come autore del piano industriale 2026-2030.

Quotate sul Ftse Mib, le azioni Monte dei Paschi di Siena segnano un solido rialzo, avanzando del 2,65% a quota 7,624 euro. Occhio anche ai titoli Mediobanca.

Il clima a Piazza Affari è decisamente positivo: l’indice di riferimento della borsa di Milano avanza infatti del 2,56%, salendo a quota 45.445,43 punti, sulla scia delle dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che alimentato ulteriormente la speranza per la fine della guerra in Iran.

Arriva il momento dei proxy advisor, tocca a ISS. OK alla lista del CDA, ma il nome di Palermo non convince

Tornando a Monte dei Paschi di Siena, dopo le novità che hanno riguardato entrambe le liste - quella del CDA e quella alternativa di PLT Holding -, con quest’ultima che ha irritato non poco l’attuale management, freddato dalla decisione di Lovaglio di non fare un passo indietro e, anzi, di presentarsi con la lista alternativa della famiglia Tortora, è arrivato il momento dei proxy advisor, ovvero dei soggetti che offrono servizi di consulenza agli azionisti per quanto concerne l’esercizio dei diritti di voto, dando in sostanza agli stakeholders di una società quotata indicazioni su come votare.

Ieri è stato il turno del proxy advisor ISS, che ha appoggiato la lista del CDA, ma che non ha mancato di fare qualche appunto, mostrando perplessità sulla decisione del consiglio di candidare Fabrizio Palermo, ora amministratore delegato di Acea, alla posizione di nuovo AD di MPS.

ISS ha fatto notare che la decisione del board di scegliere “ un unico candidato preferenziale per la carica di CEO - che non possiede un’esperienza manageriale diretta all’interno di un istituto bancario paragonabile alla combinazione di Banca MPS e Mediobanca - e di introdurre un ordine di preferenza tra i candidati potrebbe ulteriormente rafforzare i timori circa la solidità del processo ”.

Da segnalare che, inizialmente, il CDA di MPS aveva - aveva individuato tre candidati alla posizione di numero uno di MPS: oltre a Palermo, Corrado Passera e Carlo Vivaldi.

ISS, MPS era pienamente consapevole del profilo di Lovaglio. Le bocciature del proxy advisor

ISS ha commentato la scelta finale del Consiglio, ricordando che MPS “ era pienamente consapevole del profilo di Lovaglio e, già da un anno, del fatto che la banca risultante dalla fusione con Mediobanca sarebbe stata un’entità molto diversa, alle prese con un difficile processo di integrazione”.

Non è praticamente sfuggita al proxy advisor “ la fretta con cui è stata condotta la ricerca di figure esterne”.

Il tutto ha contribuito a creare l’“impressione di una scarsa pianificazione della successione”. E, “peggio ancora, tale inadeguatezza (del processo di selezione dei candidati) si manifesta nel contesto di un’operazione di trasformazione (fusione con Mediobanca), il che aggrava le potenziali conseguenze ”.

Non finisce qui, in quanto ISS ha suggerito agli azionisti di non sostenere il candidato alla Presidenza e attuale Presidente di MPS Nicola Maione e di bocciare l’attuale presidente del comitato nomine Domenico Lombardi, l’attuale consigliere Alessandro Caltagirone e la candidata Elena De Simone.

Non solo: il proxy advisor ha bocciato anche le candidature del CDA alla carica di consiglieri di Gianmarco Montanari, Simonetta Iarlori, Francesca Pace, Rosa Cipriotti.

MPS blinda candidature Nicola Maione e Domenico Lombardi

Pronta la reazione di MPS, che ha rimarcato l’efficacia della sua lista, blindando i candidati, in particolare la figura del Presidente Nicola Maione e del Presidente del Comitato Nomine Domenico Lombardi:

“La lista presentata è dunque senz’altro robusta e coerente con le esigenze anche prospettiche della Banca. Sicché non appare condivisibile una valutazione atomistica dei singoli candidati, e men che meno l’imputazione ad alcuni soltanto degli amministratori uscenti e ricandidati di rilievi di natura procedurale. In questa prospettiva, non può incidere sulla valutazione del processo e dei candidati la scelta di escludere il precedente amministratore delegato, seguita dalla sua candidatura in una lista concorrente – circostanza inedita. Detta scelta è stata, infatti, ampiamente motivata e fondata su solide e plurime ragioni reputazionali, operative e strategiche. Nicola Maione e Domenico Lombardi rappresentano elementi qualificanti dell’assetto complessivo del Consiglio, e come tali debbono essere considerati. La raccomandazione di voto contrario nei loro confronti finisce per incidere su figure che contribuiscono in modo significativo alla qualità e all’efficacia dell’organo amministrativo che la lista del Consiglio aspira a esprimere”.

E intanto Enpam azzera (quasi) quota in MPS. Rumor su mossa Francesco Gaetano Caltagirone

Intanto, nelle ultime ore, è arrivata la notizia relativa alla decisione dell’azionista di MPS Enpam di azzerare quasi del tutto la propria quota, scendendo sotto lo 0,3%.

Allo stesso tempo, circolano a Piazza Affari indiscrezioni secondo cui il secondo azionista del Monte Francesco Gaetano Caltagirone potrebbe aver fatto shopping di altre azioni della banca senese, aumentando la quota in suo possesso, al momento pari all’11,45%.

Negli ultimi giorni il quotidiano La Repubblica ha scritto che Caltagirone potrebbe salire in vista dell’assemblea sul rinnovo dei vertici.

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