Azioni MPS, cosa succede dopo rilancio OPAS Intesa Sanpaolo. L’impegno di Delfin complica il piano Lovaglio, scivola Mediobanca (-6%)

Laura Naka Antonelli

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Dopo il grande annuncio del rilancio dell’OPAS di Intesa su MPS è arrivata anche la grande notizia relativa all’impegno di Delfin. Male Mediobanca, buy su Unipol e BPER.

Azioni MPS, cosa succede dopo rilancio OPAS Intesa Sanpaolo. L'impegno di Delfin complica il piano Lovaglio, scivola Mediobanca (-6%)

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Azioni MPS grandi protagoniste della giornata di oggi, lunedì 5 ottobre 2026, dopo il nuovo grande blitz lanciato da Intesa Sanpaolo] nella giornata di sabato scorso, ma anche a seguito dell’annuncio relativo a cosa si è impegnata a fare Delfin, prima azionista della banca senese.

Focus su azioni MPS post rilancio OPAS di Intesa. Mediobanca -6%, bene Unipol e BPER

A Piazza Affari l’attenzione è massima su tutti i titoli interessati dalla grande partita: in evidenza subito le azioni Mediobanca, che si confermano le peggiori del Ftse Mib della Borsa di Milano, scivolando a inizio seduta del 4% per poi accelerare al ribasso e segnare un tonfo superiore a -6%.

I titoli del Monte e le azioni di Intesa Sanpaolo segnano ora entrambi un rialzo dell’1% circa.

Focus anche sulle azioni Banco BPM, Banca Generali, Unipol, Generali, BPER, mentre oggi tutti titoli scambiati sul Ftse Mib della Borsa di Milano.

In evidenza lo scatto delle azioni Unipol, la compagnia assicurativa bolognese - coinvolta nella grande partita per l’accordo che ha stretto con Intesa - che riguarda la controllata BPER, i cui titoli sono anch’essi tra i migliori dell’indice benchmark di Piazza Affari.

L’annuncio di Intesa Sanpaolo: dopo il rilancio Delfin si è impegnata ad aderire alla sua OPAS

Dopo aver annunciato la decisione di rilanciare l’offerta su MPS, aumentando la componente in contanti dell’offerta di 25 centesimi per ogni azione portata in adesione dagli azionisti di Rocca Salimbeni, Intesa Sanpaolo ha reso noto ieri, domenica 4 ottobre 2026, che Delfin si è impegnata ad aderire alla sua OPAS.

Notizia pessima per il CEO del Monte dei Paschi di Siena Luigi Lovaglio, che ha lanciato le due OPS su Banco BPM e su Banca Generali per convincere gli azionisti dell’istituto senese a non aderire all’OPAS di Intesa SanPaolo.

E invece proprio la holding lussemburghese della famiglia Del Vecchio, prima azionista di Siena con una partecipazione del capitale pari al 17,6% circa, si è impegnata ad accettare l’offerta promossa da Intesa SanPaolo.

Così si legge nel comunicato diramato ieri da Intesa Sanpaolo:

“L’Impegno (di Delfin) ha a oggetto il conferimento in adesione dell’intera partecipazione detenuta da Delfin in MPS, rappresentata da 534.676.825 azioni, pari al 17,6% del capitale di MPS e la partecipazione all’assemblea ordinaria e straordinaria convocata da MPS ai sensi dell’art. 104, comma 1, del TUF, tenendo in quella sede ’condotte di voto che siano coerenti con le condizioni dell’Offerta a quella data’ ”.

Carlo Messina conferma il suo Whatever It Takes per conquistare MPS

La notizia della decisione di Delfin di schierarsi con Intesa SanPaolo è arrivata ieri, annunciata dalla stessa banca italiana guidata dal CEO Carlo Messina: il CEO che qualche settimana fa aveva sfoderato anche la frase “Whatever It Takes” proferita più di 10 anni fa dall’ex Presidente del Consiglio ed ex Presidente della BCE Mario Draghi, nel pieno della crisi dei debiti sovrani, per confermare la determinazione a conquistare MPS: “Posso dirvi, come fece Mario Draghi, che faremo tutto il necessario (Whatever It takes)” per portare a termine l’OPAS su MPS.

Le ultime notizie dicono proprio questo: Messina è intenzionato a fare di tutto per convincere gli azionisti del Monte ad aderire alla sua offerta.

La precisazione di Intesa Sanpaolo su fusione MPS-Mediobanca

Sabato scorso 3 ottobre Ca’ de Sass ha annunciato di avere aumentato la componente in contanti della sua OPAS, portandola a 1,25 euro per azione.

Intesa Sanpaolo ha fatto tuttavia anche diverse precisazioni. La prima, cruciale mentre gli azionisti di MPS stanno riflettendo sul da farsi in vista dell’assemblea straordinaria che si terrà il prossimo 29 ottobre, è che la sua OPAS diventerà inefficace se i soci del Monte voteranno a favore del piano di Lovaglio, dunque a favore delle due OPS su Banca Generali e Banco BPM.

La seconda è che la banca guidata da Carlo Messina ha chiarito di ritenere “auspicabile che la fusione tra MPS e Mediobanca venga realizzata successivamente all’OPAS da parte del management di ISP, al fine di minimizzare il rischio di ripercussioni negative nelle attività di integrazione informatica e operativa dei sistemi e di evitare il rischio di duplicazione di costi”, come si legge nel comunicato del rilancio dell’OPAS.

Dunque, prima il successo dell’OPAS, secondo la strategia di Messina, poi la fusione tra MPS e Piazzetta Cuccia. A questo punto, c’è grande trepidazione a Piazza Affari per come MPS e il CEO Luigi Lovaglio potrebbero commentare il nuovo blitz di Intesa Sanpaolo.

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