Azioni, gli esperti lanciano un segnale d’allarme mentre il mercato continua a crescere. Sebbene l’ottimismo regni sovrano e il rally sembri non conoscere freni, è importante rimanere cauti di fronte al rischio di una situazione simile a quella che ha caratterizzato lo scoppio della bolla dot-com alla fine degli anni ’90.
Per il momento non siamo ancora nella fase critica dell’isteria irrazionale. Société Générale ritiene che nonostante l’evidente ottimismo, manchino ancora i segnali di una esuberanza così intensa da provocare una correzione improvvisa dei prezzi. Gli analisti di Capital Economics condividono questa visione, proiettando un futuro ancora roseo per l’indice S&P 500, che potrebbe raggiungere quota 6.500 entro il 2025.
In questo contesto, è fondamentale agire con prudenza e mantenere costantemente sotto controllo i rischi potenziali. Esaminiamo dunque le opinioni degli esperti per una comprensione approfondita delle dinamiche finanziarie che possono influenzare il mercato.
Le previsioni di Société Générale
Secondo Société Générale, l’S&P 500 dovrebbe ancora salire del 25% per raggiungere i livelli di “esuberanza irrazionale” osservati durante la bolla tecnologica degli anni ’90.
S&P 500 rapporto P/E 2024 vs 2000
Fonte SoGen, Factset
I suoi analisti hanno calcolato che, per raggiungere il livello di esuberanza irrazionale visto durante la bolla tecnologica, l’S&P 500 dovrebbe arrivare a quota 6.250.
Questo calcolo si basa sull’osservazione che, al culmine della bolla delle dot-com, il settore tecnologico veniva scambiato al doppio della sua quota di profitto nell’indice S&P 500, con un rapporto prezzo/utili di 25x. In questo momento, il Nasdaq-100 viene scambiato a 1,25 volte la sua quota di profitti, mentre il rapporto prezzo/utili dell’S&P 500 è di 20x.
Questi dati suggeriscono che gli investitori non stanno sopravvalutando le azioni tanto quanto facevano durante la bolla tecnologica delle dot-com. Inoltre, Société Générale riconosce che, nonostante sussistano preoccupazioni per la concentrazione in alcuni titoli, come Microsoft, Apple e Nvidia, il rally attuale sembra essere motivato da un “ottimismo razionale” che è supportato da solide prospettive di profitto.
Le previsioni di Capital Economics
La società di ricerca londinese Capital Economics ritiene che “la bolla che si sta formando ora sull’indice S&P 500 somiglia sotto molti aspetti a quella formatasi nella seconda metà degli anni ’90, ma potrebbe essere lungi dall’esplodere”.
Secondo John Higgins, chief markets economist di Capital Economics, il mercato attuale sta cercando di catturare i futuri benefici di una tecnologia trasformativa, simile a quanto accadde con l’esplosione di internet alla fine degli anni ’90: l’attuale rapporto P/E a poco più di 20 è ben al di sotto dei massimi di 25 visti durante la bolla tecnologica.
S&P 500, rapporto prezzo-utili (P/E ratio) al di sotto del picco dell’era delle dot-com
Fonte CNBC
Inoltre, Capital Economics ha rilevato che il recente incremento dell’indice è principalmente concentrato nei titoli tecnologici di grande capitalizzazione, come Apple e Microsoft. Tuttavia, la società di ricerca ha precisato che la valutazione complessiva dei settori in cui operano queste società - tecnologia dell’informazione, comunicazione e beni di consumo discrezionali - è ancora inferiore rispetto al periodo della bolla delle dot-com.
Secondo i calcoli della società di ricerca, il rally potrebbe dunque proseguire, alimentato da una crescita modesta dei profitti fino al 2025 con target a 6.500 punti.
Occorre però notare come il rialzo delle ultime settimane che ha portato al superamento dei 5.000 punti sia stato accompagnato da una perdita di momentum, evidenziato dai principali oscillatori grafici.
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