Enel, piano industriale 2020-2022. Cosa prevede?

Azioni Enel in focus dopo il piano industriale 2020-2022: cosa prevede?

Enel, piano industriale 2020-2022. Cosa prevede?

Enel ha presentato il piano industriale 2020-2022. Crescono le ambizioni nel business della sostenibilità che, secondo il gruppo, porterà un aumento dell’utile netto ordinario del 27%.

La società ha reso nota la strategia dei prossimi tre anni, puntando sulla transizione energetica come traino delle attività. L’ottima posizione raggiunta nel settore dal progetto aziendale iniziato nel 2015, infatti, consentirà al colosso di rafforzare la leadership mondiale nell’energia pulita.

Come affermato dall’AD Francesco Starace, il piano industriale Enel 2020-2022 seguirà le due tendenze in focus a livello globale: la decarbonizzazione e l’elettrificazione.

L’annuncio del progetto triennale ha portato sotto i riflettori le azioni Enel, che però hanno reagito scendendo sotto la parità.

Enel, piano industriale 2020-2022: i dettagli

Il progetto di crescita aziendale presentato per il triennio prossimo ha previsto innanzitutto un impegno importante in nuovi investimenti.

Lo scopo è di supportare attività considerate cruciali per il business dell’energia rinnovabile. Per la decarbonizzazione ad esempio verranno messi sul piatto 14,4 miliardi di euro, circa la metà del totale.

I servizi per l’elettrificazione dei consumi avranno investimenti nuovi da 1,2 miliardi di euro. Inoltre, 13 miliardi di euro totali saranno utilizzati per la transizione energetica, puntando su digitalizzazione e automazione delle reti con 11,8 miliardi e su ecosistemi e piattaforme ai quali andranno 1,1 miliardi di euro.

In generale, il gruppo ha stimato un totale di 28,7 miliardi di euro di investimenti organici, in crescita dell’11% rispetto al precedente piano industriale.

Enel ha pianificato un aumento dell’utile netto ordinario pari a 6,1 miliardi di euro nel 2022, in incremento del 27% rispetto al risultato atteso per quest’anno, che dovrebbe attestarsi sui 4,8 miliardi di euro.

Positiva anche la previsione sull’ebidta, che dovrebbe arrivare a quota 20,1 miliardi di euro alla fine del triennio, aumentando del 13% rispetto al 2019.

In miglioramento anche l’incidenza delle fonti di finanziamento sostenibili (obbligazioni SDG-linked) sul livello di indebitamento lordo dell’azienda, che si attesterà al 43% nel 2022 e al 77% nel 2030.

Per quanto riguarda l’indebitamento finanziario netto, la società ha comunicato che salirà di circa 1,4 miliardi, raggiungendo quota 47,3 miliardi di euro nel 2022. La forte spinta agli investimenti è considerata una delle principali cause della crescita dei debiti.

Il piano industriale 2020-2022 ha voluto, dunque, lanciare il gruppo nella leadership mondiale della transizione energetica. Le azioni Enel sono finite sotto i riflettori dopo la pubblicazione del documento.

Stime in crescita per il dividendo

La spinta alla crescita stimata dal piano industriale di Enel dovrebbe portare anche all’aumento del dividendo minimo garantito agli azionisti. La previsione aziendale è stata di 1 centesimo in più per gli anni 2020 e 2021 e di 40 centesimi per il 2022.

L’obiettivo societario resta, infatti, l’aumento nella remunerazione degli azionisti, come spiegato nella nota:

“Enel continuerà a corrispondere, lungo l’arco di piano, il più elevato tra un dividendo del 70% sull’utile netto ordinario consolidato e un dividendo per azione (DPS) minimo garantito, con un tasso annuo di crescita composto dell’8,4% del DPS implicito e del 7,7% del DPS minimo”.

Al momento in cui si scrive, dopo il piano industriale, le azioni Enel stanno scambiando in rosso, deluse dall’assenza di novità di rilievo.

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