Vaccino coronavirus: perché i vertici di Moderna stanno svendendo tutte le azioni societarie?

Cristiana Gagliarducci

28/05/2020

25/06/2021 - 12:40

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I vertici di Moderna, l’azienda che si è detta pronta a sviluppare un vaccino anti-coronavirus, stanno scaricando le azioni societarie. Che sta succedendo?

Vaccino coronavirus: perché i vertici di Moderna stanno svendendo tutte le azioni societarie?

Nel pieno della pandemia globale, Moderna è entrata di diritto nella lista delle società più in vista per lo sviluppo di un vaccino contro il coronavirus.

L’azienda statunitense ha fatto sperare il mondo intero qualche giorno fa, quando ha comunicato di aver rilevato le prime risposte immunitarie in alcuni volontari.

La domanda a questo punto sorge spontanea. Perché, visti i progressi comunicati, i vertici di Moderna stanno continuando a vendere azioni societarie e a scaricare titoli in maniera massiccia?

Paradosso Moderna: azienda studia vaccino, mentre vertici vendono titoli

I cinque principali executive di Moderna hanno venduto più di $89 milioni di azioni societarie dall’inizio dell’anno ad oggi, mentre il prezzo di queste ultime è salito vertiginosamente grazie alle speranze sull’imminente arrivo del vaccino contro il coronavirus.

Le operazioni di vendita hanno permesso di incassare circa $80 milioni di profitti, ed erano già state prestabilite in virtù di un programma legale che ha permesso agli insider dell’azienda di vendere e comprare a posteriori - la possibilità di programmare i trade è stata approvata dalla normativa 10b5-1 della SEC con l’obiettivo di diversificare i portafogli dei dirigenti delle quotate.

A preoccupare, però, sono stati sia il volume che la tempistica di questo selling, visto che soltanto qualche giorno fa Moderna ha annunciato la sua intenzione di racimolare più di un miliardo di dollari tramite stock offering.

Si pensi soltanto a Tal Zaks, il chief medical officer della società che ha inaugurato il 2020 con 100.000 azioni in portafoglio. A fine febbraio, poco prima dell’annuncio relativo ai primi test sull’essere umano, il CMO ha venduto 10.000 titoli.

Nelle 11 settimane successive, quando il prezzo delle azioni societarie è schizzato da $18 a $50, Zaks ha liquidato completamente la sua posizione portando a casa complessivi 18 milioni di dollari dall’inizio dell’anno in poi.

Ma perché gli interni alla società stanno vendendo azioni proprio adesso che gli studi sul vaccino sono entrati nel vivo?

Due possibili spiegazioni

Secondo gli osservatori di mercato, le ipotesi sarebbero diverse. In primo luogo la vendita potrebbe essere stata semplicemente determinata dai trade programmati citati in precedenza.

I vertici delle quotate molto spesso detengono imponenti quantità di azioni nei propri portafogli e sono piuttosto sbilanciati in tal senso. Vendere titoli tramite la normativa 10b5-1 permette agli stessi di ottenere maggiore liquidità.

In quest’ottica, ha dichiarato il professore della Northwestern University’s Kellogg School of Management Thomas Lys, e visto che aziende come Moderna salgono in Borsa solo sulla base dei risultati ottenuti nello sviluppo dei farmaci, vendere non è stata una cattiva idea.

La seconda ipotesi, formulata dal docente universitario, si è basata su una spiegazione decisamente più cruda:

“C’è sempre l’altra possibilità...che questi ragazzi sappiano che questa è tutta una farsa e che stiano vendendo finché è ancora fattibile”.

Al momento, ovviamente, qualsiasi sbilanciamento appare del tutto inappropriato visto che gli studi sul vaccino non sono ancora terminati. Certamente però le mosse degli insider di Moderna e dei vertici continueranno ad essere monitorate con attenzione.

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