Quanto guadagnano gli avvocati? Stipendi in Italia e in Europa

Negli ultimi 20 anni c’è stata una crescita notevole del numero di avvocati attivi in Italia: questo, come dimostra il recente rapporto Censis, ha avuto ripercussioni negative sui loro redditi.

Quanto guadagnano gli avvocati? Stipendi in Italia e in Europa

Pubblicato il rapporto Censis annuale nel quale vengono messi in risalto i redditi professionali degli avvocati; il report conferma la tendenza al ribasso degli ultimi anni, con gli avvocati italiani - così come altri professionisti - che non percepiscono più gli stipendi elevati di un tempo.

Dimenticate quindi il mito per cui diventare avvocato è sinonimo di ricchezza perché da qualche anno - almeno in Italia - non è più così.

Analizzando il report possiamo notare la correlazione che c’è tra il numero elevato di avvocati in Italia e quello delle cause. Infatti è stato rilevato che nelle zone dove il numero degli avvocati iscritti all’albo professionale è più alto, specialmente nel Sud Italia, le cause sono di più mentre i compensi sono più bassi.

Una concorrenza spietata che fa scattare ad una corsa al ribasso dei compensi ed è per questo che i professionisti del foro non guadagnano più come un tempo. I redditi di una volta sono un miraggio e i più penalizzati sono i giovani e i meridionali.

La perdita di guadagni nel settore forense però è un caso prettamente italiano; infatti c’è una netta differenza tra lo stipendio di un avvocato in Italia e quello di un professionista in Europa.

Quanto guadagna un avvocato in Italia?

In Italia sono migliaia gli aspiranti avvocati che ogni anno partecipano all’esame avvocato con la speranza di ottenere l’abilitazione. Tuttavia, superare l’esame di Stato e diventare avvocato potrebbe anche non essere una grande conquista. Almeno non dal punto di vista economico.

Conviene ancora diventare avvocato? Tanti anni di studi su codici e manuali, corsi e pratica ripagheranno gli aspiranti avvocati dei sacrifici fatti? A quanto pare no, poiché anche gli avvocati, così come altri professionisti, a causa della crisi non guadagnano più come un tempo, come possiamo notare dal recente report Censis.

Il problema è che negli anni che vanno dal 1995 e il 2017 la professione legale ha avuto talmente tanto appeal tra i giovani da suscitare un incremento di oltre il 190% di avvocati in Italia, fino a raggiungere le 243mila unità (1 avvocato ogni 250 abitanti); negli ultimi anni questa tendenza al rialzo pare essersi stabilizzata, tantè che tra il 2016 e il 2017 la crescita è stata solamente dello 0,4%.

L’incremento ha riguardato principalmente le donne avvocato, le quali in poco più di 20 anni sono aumentate di oltre 95mila unità arrivando così a modificare la composizione di genere della professione: infatti, se fino a qualche anno fa erano molti di più gli avvocati uomini rispetto alle donne, adesso pare esserci una distribuzione omogenea.

A questo incremento, però, segue una riduzione del guadagno percepito da un avvocato. Infatti, il reddito medio annuo per il 2016 è stato pari a 38.437€, circa 100€ in più rispetto al 2015 quando questo aveva ottenuto lo stesso risultato di quello registrato 20 anni prima, con la differenza che allora i prezzi erano molto più bassi rispetto ad oggi.

Tradotto: negli ultimi anni il potere di acquisto del reddito di un avvocato ha perso circa 29%.

Come anticipato il problema guadagni è particolarmente grave al Sud, dove gli avvocati percepiscono compensi inferiori alla media nazionale (complice specialmente l’alta presenza di avvocati sul territorio). Nel Centro-Nord, invece, gli stipendi si alzano, tant’è che si può parlare di redditi medio alti. Nel dettaglio, la differenza tra Nord e Sud è di circa 30mila euro; si va dai 55mila euro del Nord, ai 41mila del Centro fino a 22mila euro dichiarati in media al Sud e nelle Isole.

Naturalmente a guadagnare di più sono gli avvocati con una certa esperienza nel settore; analizzando i dati Censis, infatti, notiamo un vero e proprio punto di svolta intorno ai 45 anni, quando il reddito medio passa da 29.000€ a 41.000€. I più poveri comunque sono gli avvocati under 30, dove i guadagni annui toccano appena i 10mila euro.

Purtroppo, se da una parte si segnala un incremento di avvocati donna nel Paese, lo stesso non si può dire per i loro stipendi; in media, infatti, queste guadagnano il 43,8% rispetto ai colleghi maschi, con un reddito che non raggiunge neppure i 30.000€ l’anno.

Quanto guadagna un avvocato in Europa?

L’Italia è uno dei Paesi europei in cui la concentrazione di avvocati è più alta.

Nel nostro Paese, infatti, ci sono circa 4 avvocati ogni 1.000 abitanti e ciò influisce inevitabilmente sulla retribuzione. Peggio di noi solamente il Liechtenstein (6 avvocati per 1.000 abitanti) e la Spagna (5 avvocati ogni 1.000 abitanti).

È la Spagna ad avere il maggior numero di avvocati: 253.190 professionisti che esercitano regolarmente. Al secondo posto abbiamo l’Italia (246.786) seguita da Regno Unito (188.263) e Germania (163.690). In Francia il numero di legali è molto più basso rispetto al nostro (60.223), mentre in Grecia superano di poco i 21mila.

Questi numeri hanno hanno delle ripercussioni anche sullo stipendio dei legali. In Germania, ad esempio, un giovane avvocato può raggiungere, sin dai primi anni di professione, una retribuzione pari ai 50mila euro annui. Cifra che sale sensibilmente per gli avvocati che lavorano degli uffici legali delle grandi aziende, per i quali lo stipendio può essere perfino di 100mila euro all’anno.

In Spagna, dove abbiamo visto che il numero dei professionisti è simile al nostro, la retribuzione annua media è di circa 30mila euro. Leggermente più alta in Francia dove è pari a 33mila euro. L’Italia quindi è molto indietro, poiché come abbiamo visto questo stipendio si riesce ad ottenere solo al raggiungimento dei 40 anni di età.

Possono sorridere, invece, gli avvocati del Regno Unito per i quali è prevista una retribuzione media annua di 50.000 Sterline, che equivalgono a più di 57mila euro. Ma niente in confronto allo stipendio di un avvocato negli Stati Uniti: oltreoceano, infatti, la professione legale è una delle meglio pagate, con 92.700 mila dollari l’anno.

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