Avvocati: nuove specializzazioni e colloquio orale in Gazzetta Ufficiale

Isabella Policarpio

30 Dicembre 2020 - 08:44

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Cambia il percorso di specializzazione degli avvocati dal 27 dicembre 2020. Ecco le novità del regolamento pubblicato in Gazzetta Ufficiale, le nuove specializzazioni e le modalità di accesso.

Avvocati: nuove specializzazioni e colloquio orale in Gazzetta Ufficiale

Per gli avvocati che aspirano alla specializzazione, il 2020 si conclude con grandi novità: sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il "Regolamento concernente modifiche al decreto del Ministro della giustizia 12 agosto 2015, n. 144, recante disposizioni per il conseguimento e il mantenimento del titolo di avvocato specialista, ai sensi dell’articolo 9 della legge 31 dicembre 2012, n. 247”, con il decreto del Ministero della Giustizia n. 163/2020 (in allegato).

Questo entrerà in vigore a partire dal 27 dicembre 2020.

Vediamo cosa cambia per le specializzazioni forensi.

Nuovi settori di specializzazione per avvocati

Nel decreto pubblicato è previsto che ciascun avvocato non possa conseguire più di due specializzazioni nei seguenti settori:

  • diritto civile;
  • diritto penale;
  • diritto amministrativo;
  • diritto del lavoro e della previdenza sociale;
  • diritto tributario, doganale e della fiscalità internazionale;
  • diritto internazionale;
  • diritto dell’Unione europea;
  • diritto dei trasporti e della navigazione;
  • diritto della concorrenza;
  • diritto dell’informazione, della comunicazione digitale e della protezione dei dati personali;
  • diritto della persona, delle relazioni familiari e dei minorenni;
  • tutela dei diritti umani e protezione internazionale;
  • diritto dello sport.

In questo modo viene modificato l’articolo 3 del decreto del Ministro della Giustizia n. 144/2015, recante la vecchia disciplina dei settori di specializzazione.

Diritto civile: tutti gli indirizzi possibili

In ambito civile, gli indirizzi di specializzazione sono i seguenti:

  • diritto successorio;
  • diritti reali, condominio e locazioni;
  • diritto dei contratti;
  • diritto della responsabilità civile, della responsabilità professionale e delle assicurazioni;
  • diritto agrario;
  • diritto commerciale e societario;
  • diritto industriale, della proprietà intellettuale e dell’innovazione tecnologica;
  • diritto della crisi di impresa e dell’insolvenza;
  • diritto dell’esecuzione forzata;
  • diritto bancario e dei mercati finanziari;
  • diritto dei consumatori.

Settori di specializzazione in ambito penale

L’elenco degli indirizzi di specializzazione nel settore del diritto penale (comma 4) è il seguente:

  • diritto penale della persona;
  • diritto penale della pubblica amministrazione;
  • diritto penale dell’ambiente, dell’urbanistica e dell’edilizia;
  • diritto penale dell’economia e dell’impresa;
  • diritto penale della criminalità organizzata e delle misure di prevenzione;
  • diritto dell’esecuzione penale;
  • diritto penale dell’informazione, di internet e delle nuove tecnologie.

Diritto amministrativo: gli indirizzi di specializzazione possibili

Passando al diritto amministrativo (comma 5), questi sono gli indirizzi possibili:

  • diritto del pubblico impiego e della responsabilità amministrativa;
  • diritto urbanistico, dell’edilizia e dei beni culturali;
  • diritto dell’ambiente e dell’energia;
  • diritto sanitario;
  • diritto dell’istruzione;
  • diritto dei contratti pubblici e dei servizi di interesse economico generale;
  • diritto delle autonomie territoriali e del contenzioso elettorale;
  • contabilità pubblica e contenzioso finanziario-statistico.

Come diventare avvocato specializzato

Secondo la nuova disciplina, l’avvocato che vuole diventare specialista in diritto civile, penale o amministrativo, deve farne domanda al proprio Consiglio dell’Ordine, che provvederà a trasmetterla al Consiglio Nazionale Forense.

Dopo la richiesta, l’avvocato sarà convocato per sostenere un colloquio orale, esporre e discutere i titoli presentati e ogni altra documentazione prodotta. Il colloquio ha lo scopo di dimostrare la “comprovata esperienza” nel settore di specializzazione prescelto.

Il colloquio si svolgerà di fronte a una commissione formata da:

  • tre avvocati iscritti all’albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori;
  • due professori universitari di ruolo, specializzati nelle materie giuridiche del settore oggetto della domanda dell’avvocato richiedente.

Iscrizione all’Albo per almeno 8 anni

La specializzazione può essere conseguita dimostrando l’anzianità d’scrizione all’Albo degli avvocati per un periodo ininterrotto di almeno 8 anni; di questi, negli ultimi 5 anni, l’avvocato deve dimostrare di essersi occupato in maniera prevalente o esclusiva del settore per il quale richiede il riconoscimento della qualifica di “avvocato specializzato”.

Deve, inoltre, dimostrare la trattazione di un certo numero di incarichi professionali: almeno 10 nell’ultimo quinquennio e non più di 15 per ciascun anno.

In difetto del requisito numerico, la Commissione può tenere conto dell’importanza degli incarichi documentati.

Mantenimento del titolo di avvocato specializzato

Per mantenere il titolo di avvocato specializzato già acquisito, il richiedente può dimostrare di aver esercitato nel triennio di riferimento in modo assiduo, prevalente e continuativo l’attività in uno dei settori di specializzazione previsto dalla legge.

La prova deve essere fornita mediante documentazione giudiziale o stragiudiziale, da cui deve risultare che il richiedente abbia trattato nel triennio precedente almeno 10 incarichi professionali fiduciari rilevanti per quantità e qualità.

Opinioni e reazioni alla nuova disciplina

La nuova disciplina è stata accolta con entusiasmo dal presidente del Consiglio Nazionale Forense, Maria Masi:

“è un passaggio molto importante per l’avvocatura, per il processo di qualificazione dell’avvocato e per i cittadini che avranno maggiori elementi per orientare le scelte di assistenza e di patrocinio. Gli avvocati che intendono specializzarsi potranno acquisire il titolo sulla base della formazione specifica con l’esperienza maturata nell’esercizio dell’attività professionale. Ma se la specializzazione è una grande opportunità per chi vorrà conseguirla la formazione permanente a cui si affiancherà dovrà essere altrettanto solida e investire in settori nuovi in continua evoluzione.”

Si tratta di misure - afferma il presidente Antonio de Notaristefani - “più equilibrate” delle precedenti, che favoriscono tutti gli avvocati, e non soltanto gli studi professionali più grandi.

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