Il 24% di chi chiede aiuto alla Caritas ha un lavoro: il nuovo volto della povertà italiana.
Avere un lavoro non basta più per il benessere economico. Nonostante la povertà continui a essere associata esclusivamente alle persone più vulnerabili e fuori dal mondo del lavoro, si tratta di un fenomeno sfaccettato e che da tempo, in Italia più che altrove, tocca in realtà da vicino anche quelle che hanno un impiego.
Tra retribuzioni basse e precarietà, il fenomeno è trasversale e riguarda più strati della popolazione: anche chi dispone di un reddito per provvedere ai costi di casa, energia, trasporti e spese di prima necessità. Il nostro è uno dei paesi europei più colpiti dal lavoro povero, cioè dall’occupazione che non garantisce risorse sufficienti per vivere dignitosamente.
Si parla di rischio di povertà per indicare la quota di popolazione che ha un reddito disponibile inferiore a una soglia convenzionale, fissata al 60% del reddito disponibile medio-equivalente nazionale. Pur non implicando necessariamente un basso tenore di vita, è un valore rivelatore dei soggetti che rischiano di non riuscire a provvedere alle spese per i servizi di base. [...]
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