Posso fare l’autocertificazione se lavoro in nero?

Si può uscire per andare al lavoro con modulo di autocertificazione; ma che succede a chi lavora in nero senza contratto? Quali sono i rischi? Facciamo chiarezza.

Posso fare l'autocertificazione se lavoro in nero?

Nelle regioni della zona arancione e rossa è tornato il modulo di autocertificazione per gli spostamenti, sempre consentiti per “comprovate esigenze lavorative”.

Le cose si complicano per chi lavora in nero e, quindi, non ha un regolare contratto di lavoro con il quale provare che lo spostamento sia avvenuto effettivamente per impegni lavorativi. Molti temono di essere “scoperti” dalle Forze dell’ordine e quindi rischiare la multa, la denuncia per falsa attestazione o l’ispezione dell’Ispettorato del lavoro. Facciamo chiarezza su quali possono essere le conseguenze per il lavoratore e per il datore che sfrutta il lavoro nero.

Lavoro nero e autocertificazione, si può fare?

Che il lavoro sommerso sia uno dei grandi problemi dell’Italia è cosa nota. Chi non ha un regolare contratto di lavoro in questo particolare momento si trova doppiamente in difficoltà: da una parte non può ricevere aiuti e indennizzi statali (vedi quelli dei decreti Ristori e Ristori bis), dall’altra non sa cosa scrivere nell’autocertificazione da consegnare alle Forze dell’ordine durante i controlli a campione.

Nel modulo, infatti, chi esce per andare al lavoro deve barrare con una X “comprovate esigenze lavorative” e chi dichiara informazioni false o inesatte rischia la denuncia per Falso e il carcere da 1 a 6 anni (articolo 495 del Codice penale). Inoltre chi esce senza motivo rischia la multa da 400 a 1000 euro per violazione delle misure anti-Covid (stabilite dal decreto Cura Italia).

Chiariamo subito che chi lavora in nero può compilare l’autocertificazione senza conseguenze civili e penali. Ciò perché, anche in assenza di contratto, il rapporto di lavoro in nero esplica tutti i tipici effetti di un regolare rapporto subordinato. Lo dimostra il fatto che in caso di stipendio - o di altre indennità - non pagato, è possibile ricorrere di fronte ad un giudice per far accertare sia il rapporto di lavoro che il diritto a ricevere quanto spetta.

Questo significa che chi lavora senza contratto può scrivere nel modulo “motivi di lavoro” senza rischia la denuncia per falsa dichiarazione.

Eventualmente, in caso di controllo, non sarà il lavoratore in nero a rischiare la multa bensì il datore di lavoro che sfrutta il lavoro sommerso (qui le sanzioni previste per il lavoro nero). Gli unici casi in cui il lavoratore rischia delle sanzioni è se lavora in nero nonostante sia percettore di assegno di disoccupazione erogato dall’INPS o del reddito di cittadinanza.

Motivi di lavoro, quando serve l’autocertificazione

Compilare e firmare il modulo per gli spostamenti serve nella zona arancione se per raggiungere il luogo di lavoro si deve uscire dal comune di residenza; invece nella zona rossa - dove vigono le restrizioni maggiori - serve per ogni tipo di spostamento dalla propria abitazione, anche entro i confini del comune.

Chi vive nella zona gialla non ha bisogno dell’autocertificazione per andare al lavoro, a meno che non debba spostarsi verso una regione classificata arancione o rossa.

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