Aston Martin: il primo test in Borsa è un flop

Test di debutto negativo per la casa automobilistica britannica, che lunedì sbarca ufficialmente sull’Lse della Borsa di Londra.

Aston Martin: il primo test in Borsa è un flop

Non è andata come previsto e il test di debutto di Aston Martin alla Borsa di Londra si è rivelato un flop.

La seduta si è chiusa con un ribasso del 5% dopo che le azioni erano arrivate a perdere fino al 7,5%.

Lo sbarco vero e proprio sul London Stock Exchange della società è previsto per lunedì 8 ottobre.

Come è andato il test di debutto

Per il debutto di lunedì prossimo sull’Lse londinese, Aston Martin aveva fissato a 19 sterline il prezzo per azione per una valorizzazione del gruppo di 4,33 miliardi di sterline, circa 4,86 miliardi di euro.

Il titolo, però, nel primo test di ieri ha deluso le aspettative, chiudendo come detto a -5%.

Sul mercato arriva il 25% delle azioni della nota casa automobilistica di lusso e a vendere sono stati i principali azionisti del gruppo. Si tratta del fondo Investindustrial guidato dall’italiano Andrea Bonomi, dei soci del Kuwait Adeem Investments e della società di investimento Primewagon.

Ha deciso, invece di mantenere intatta la sua quota del 4,9% il costruttore tedesco Daimler, che non venderà prima di un anno.

Aston Martin guarda avanti

L’esito della giornata di ieri non sembra preoccupare i vertici di Aston Martin. L’amministratore delegato del gruppo, Andy Palmer, ha infatti definito la quotazione “un momento storico”.

“Ci abbiamo messo 105 anni per arrivare a un Ipo non ci andiamo a preoccupare molto di come vanno le azioni nella fase iniziale e come sempre guarderemo al lungo termine”

ha commentato l’ad, aggiungendo che la società continuerà nella sua strategia di crescita.

Ma cosa non ha funzionato nel primo test in Borsa? Intanto la valutazione dell’Ipo di Aston Martin – 4,33 miliardi di sterline – è stata ritenuta troppo elevata dagli investitori: secondo i dati di Bloomberg la cifra corrisponde a 20,7 volte i profitti del primo semestre.

Lo scetticismo del mercato

A incidere sulla performance di pre-quotazione, inoltre, ci sarebbero anche la mancata fiducia del mercato verso il gruppo automobilistico sulla capacità che possa lanciare nuovi modelli di successo.

Fondata nel 1913, Aston Martin è tornata all’utile nel 2017 dopo diversi anni di rosso. Lo scorso anno, la casa automobilistica di lusso è riuscita a vendere oltre 5mila veicoli, segnando un record dal 2008.

Il gruppo ha confermato la guidance per il 2018 e prevede di consegnare tra 6.200 e 6.400 vetture per la fine dell’anno in corso. L’obiettivo è sfiorare quota 10mila entro il 2020.

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