Assenze per malattie, la classifica dell’assenteismo in Europa. Dov’è l’Italia?

Alberto De Pasquale

15/01/2025

La classifica dell’assenteismo in Europa sorprende. Dov’è l’Italia? Ecco il Paese dove i lavoratori si assentano di più per malattia.

Assenze per malattie, la classifica dell’assenteismo in Europa. Dov’è l’Italia?

Ragionando per luoghi comuni si potrebbe immaginare, come spesso accade per varie statistiche, un’Europa spaccata in due: da una parte i rigorosi Paesi nordici, portati avanti da veri e propri stacanovisti e dall’altra quelli mediterranei, con lavoratori non proprio instancabili e più inclini a darsi malati.

In realtà, bisogna mettere da parte i cliché e armarsi di una sana dose di curiosità per leggere attraverso i dati relativi ai giorni di assenza per malattia dei lavoratori italiani ed europei.

Assentarsi dal lavoro per malattia, percependo comunque una retribuzione, nella misura e per il tempo previsti dalla legge e dai contratti collettivi, è un diritto dei lavoratori. Farne minore o maggiore ricorso non è quindi da considerarsi un merito.

Fatta questa doverosa premessa, potrebbe in ogni caso stupire come tra i Paesi economicamente avanzati ci si assenti per malattia soprattutto in Norvegia e in Finlandia. E in Germania molto più che in Italia.

I dati sulle assenze per malattie in Italia

Secondo un’indagine del Centro studi Confindustria, in Italia nel 2023 sono state 1.701 le ore pro capite cosiddette “lavorabili”, ossia le ore per le quali mediamente a ciascun lavoratore è stato richiesto di fornire la propria prestazione.

Di queste, in media 111,9 non sono state “lavorate” a causa di assenze dal lavoro (considerando sia quelle retribuite, sia quelle non retribuite). Ne deriva che il tasso di assenteismo, inteso come rapporto tra ore di assenza e ore lavorabili è stato quindi quasi del 6,6%. Nel 2023 la principale causa di assenza per i lavoratori italiani è stata rappresentata dalle malattie non professionali, con in media 58,5 ore non lavorate pro capite, pari a oltre il 3,5% del totale delle ore lavorabili.

La classifica dell’assenteismo in Europa

Stando ai dati Ocse riferiti al 2022 (o al periodo più recente disponibile), citati anche in un recente approfondimento realizzato da Bloomberg, i lavoratori dei Paesi dell’organizzazione internazionale si assentano dal lavoro per malattia mediamente per 14 giorni all’anno.

Analizzando i numeri, ne deriva la seguente classifica dell’assenteismo in Europa (con indicata la media dei giorni di assenza in 12 mesi):

  1. Norvegia: 27,5
  2. Finlandia: 26,6
  3. Portogallo: 23,7
  4. Francia: 22,5
  5. Spagna: 22,4
  6. Germania: 17,7
  7. Italia: 8,3
  8. Lussemburgo: 7,7
  9. Ungheria: 6,3
  10. Grecia: 1,4

In Norvegia le giornate di assenza arrivano in media a 27,5 in 12 mesi, mentre il primo paese Ue per giornate non lavorate per malattia è la Finlandia (26,6), seguita da Portogallo (23,7), Francia (22,5) e Spagna (22,4). Per la Germania le stime Ocse parlano invece di circa 17,7 giorni di assenza per malattia per lavoratore all’anno (ben sopra la media), mentre per l’Italia ne indicano 8,3. Sempre stando ai dati dell’organizzazione, solamente i lavoratori di Lussemburgo (7,7 giorni in media all’anno), Ungheria (6,3) e Grecia (1,4) si assentano dal lavoro per malattia per meno giorni rispetto a quelli italiani.

Ultimamente in Germania si è aperto un acceso dibattito a seguito delle dichiarazioni di Oliver Bäte, da oltre dieci anni amministratore delegato di Allianz, che ha lanciato la proposta di non pagare ai lavoratori tedeschi lo stipendio del primo giorno di malattia. A sostegno dell’idea controversa, Bäte ha citato proprio le statistiche che individuano per la Germania un tasso di assenza da lavoro per malattia superiore alla media.

Tornando in Italia, è lecito chiedersi: ci si ammala di più nel settore pubblico o privato? Storicamente sono soprattutto i lavoratori delle pubbliche amministrazioni a richiedere giorni di assenza per malattia. Lo ha confermato di recente un’analisi della Cgia di Mestre su dati Inps, secondo cui tra gennaio e marzo 2024 il 33% dei dipendenti pubblici italiani ha usufruito di almeno un giorno di malattia, contro il 22% di quelli privati. Tra aprile e giugno le richieste di malattia sono diminuite per entrambe le categorie, ma sempre con un chiaro vantaggio per i dipendenti pubblici (26% contro 18%).