Assenza dal lavoro per depressione: indennità di malattia INPS e visite fiscali

Simone Micocci

23 Aprile 2018 - 16:45

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La depressione è una malattia e come tale da diritto a determinate tutele: dall’indennità INPS alle visite fiscali, ecco quello che c’è da sapere.

La depressione è un disturbo dell’umore che ad oggi colpisce circa il 15% della popolazione italiana. Non va assolutamente sottovalutata: la depressione infatti è a tutti gli effetti una malattia e per questo chi ne è affetto ha diritto ad alcune tutele. Uno di questi è il diritto ad assentarsi dal lavoro percependo l’indennità sostitutiva di malattia da parte dell’INPS.

Quando è affetto da depressione, infatti, il lavoratore si trova in uno stato di tristezza permanente, si sente vuoto e afflitto da pensieri negativi. Questa malattia va immediatamente curata perché potrebbe portare la persona a fare gesti inconsulti, come ad esempio a tentare il suicidio.

Nella maggior parte dei casi il medico che accerta lo stato di depressione del lavoratore potrebbe consigliare un periodo di riposo dal lavoro e di prendere parte ad attività ricreative utili per uscire dallo stato di tristezza in cui si è entrati.

Per questo motivo - così come per chi è affetto da influenza - il medico indica dei giorni di riposo nel certificato medico indicando come motivazione la depressione del lavoratore; depressione che dà diritto all’indennità di malattia INPS (per le assenze superiori ai tre giorni) e ad alcune agevolazioni in tema di visite fiscali.

Indennità di malattia e depressione

Se da mesi vi sentite inutili e non vedete alcun aspetto positivo in quello che fate, se avete perso totalmente autostima oppure avete continuamente dei sensi di colpa per qualcosa che è successo a voi o ad un vostro parente, vi consigliamo di rivolgervi ad uno psicologo o ad uno psichiatra così da poter capire come superare al più presto questo stato depressivo. Specialmente se la depressione vi porta ad avere dei pensieri negativi come l’autolesionismo o il suicidio.

A seconda della gravità della situazione, infatti, ci sono delle terapie più adatte: ad esempio alcune volte potrebbe essere sufficiente un percorso di psicoterapia, mentre in altri casi sarà necessario anche prendere dei farmaci.

Spetta al medico curante comunque stabilire se effettivamente siete affetti da depressione e qual è la terapia più adatta alla vostra situazione.

Al contempo il medico potrebbe decidere che visto il vostro stato di salute è consigliabile un periodo di riposo dal lavoro. Così come per qualsiasi altra patologia riconosciuta anche della depressione del lavoratore se ne dà comunicazione nel certificato medico, il quale viene inviato all’INPS tramite la procedura telematica.

Nel certificato sono indicati anche i giorni in cui il lavoratore è giustificato ad assentarsi dal posto di lavoro, durante i quali il dipendente continua a percepire una retribuzione.

L’indennità di malattia viene corrisposta dall’INPS ma solo dal quarto giorno di assenza; i primi tre giorni - ma solo se previsto dal CCNL di riferimento - sono totalmente a carico del datore di lavoro.

Nel periodo di assenza però il dipendente non percepisce l’intero stipendio: l’indennità di malattia, infatti, equivale al 50% della retribuzione giornaliera media dal 4° al 20° giorno e al 66,66% dal 21° al 180° giorno.

Inoltre nel periodo indicato dal certificato del medico il lavoratore depresso non può essere licenziato, a meno che il licenziamento dipenda da motivi non riguardanti il dipendente (ad esempio è consentito il licenziamento collettivo per crisi aziendale).

Ricordiamo infine che anche dell’assenza per depressione bisogna darne il preavviso al datore di lavoro, inviandogli anche il numero di protocollo telematico del certificato medico.

Visite fiscali e depressione

Nel periodo coperto dall’indennità di malattia il dipendente ha l’obbligo di essere reperibile negli orari delle visite fiscali disposte dall’INPS.

Orari che variano a seconda del settore lavorativo di appartenenza:

  • pubblico: dalle 9:00 alle 13:00 dalle 15:00 alle 18:00.
  • privato: dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00;

Nei suddetti orari il lavoratore ha l’obbligo di farsi trovare presso l’indirizzo indicato nel certificato medico per permettere al medico incaricato dall’INPS di svolgere il controllo per l’accertamento dello stato di malattia.

Ci sono dei casi però in cui il dipendente è esonerato dal rispettare l’obbligo di reperibilità: questo vale ad esempio per coloro che hanno subito un infortunio sul lavoro, o anche per le lavoratrici con una gravidanza a rischio.

Per quanto riguarda chi è affetto da depressione bisogna far riferimento a quanto stabilito dalla sentenza 6375/2011 della Corte di Cassazione, secondo la quale il lavoratore in malattia può uscire di casa anche durante le fasce di reperibilità se così gli è stato prescritto dal medico curante.

Quindi è possibile non rispettare quanto previsto dal regolamento delle visite fiscali, ma solo quando è il certificato medico che attesta la depressione a prescrivere al lavoratore una terapia che prevede lo svago e l’uscire di casa.

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