Indennità di malattia INPS, la guida: requisiti, importo, durata e obblighi del dipendente

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Indennità di malattia INPS, la guida: requisiti, importo, durata e obblighi del dipendente

Indennità di malattia INPS: quando e quanto spetta al dipendente che si assenta dal lavoro a causa di una malattia? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

L’indennità di malattia è quella parte di retribuzione che viene corrisposta ai lavoratori, sia italiani che extracomunitari, che si ammalano.

Questa è riconosciuta dall’INPS quando il lavoratore è vittima di un evento morboso che lo rende incapace temporaneamente di svolgere le normali mansioni lavorative.

Anche se versata dall’INPS, l’indennità di malattia è erogata anticipatamente dall’azienda. L’importo dell’indennità, riconosciuta a partire dal 4° giorno consecutivo di malattia, non equivale al 100% della retribuzione prevista per il lavoratore, ma varia a seconda della categoria professionale alla quale si appartiene e al periodo di malattia indicato nel certificato medico.

Inoltre, bisogna specificare che l’indennità di malattia INPS non è riconosciuta a tutti i lavoratori. I lavoratori interessati sono quelli del settore privato, gli impiegati del settore Terziario e Servizi, nonché i disoccupati e i lavoratori sospesi dal lavoro a patto che il rapporto di lavoro sia terminato o sospeso da non più di 60 giorni prima dell’inizio della malattia.

Ecco una guida completa con tutto quello che c’è da sapere sull’indennità di malattia INPS; vediamo nello specifico come funziona, a chi spetta, e quali sono gli obblighi per il lavoratore.

A chi spetta?

L’indennità di malattia a carico dell’INPS è dovuta:

  • agli operai del settore industria;
  • agli operai ed impiegati del settore terziario/servizi;
  • ai lavoratori dell’agricoltura;
  • agli apprendisti;
  • ai disoccupati;
  • ai lavoratori sospesi dal lavoro;
  • ai lavoratori dello spettacolo;
  • ai lavoratori marittimi;
  • ai lavoratori iscritti alla gestione separata (art. 2 comma 26 della legge 335/95).

Ne sono invece esclusi:

  • i collaboratori familiari (COLF e Badanti);
  • gli impiegati dell’industria;
  • i dirigenti;
  • i portieri.

Importo

In generale per i lavoratori dipendenti l’indennità ammonta:

  • al 50% della retribuzione media giornaliera per i primi 20 giorni di malattia;
  • al 66,6% per i giorni successivi della malattia o nei casi di ricaduta.

L’indennità di malattia è ridotta:

  • durante i periodi di ricovero se il soggetto non ha familiari a carico;
  • nei casi di disoccupazione o sospensione dal rapporto di lavoro.

L’indennità non è dovuta per ciascun giorno di ritardo nell’invio del certificato, a meno che il lavoratore dimostri un motivo serio che giustifichi il ritardo.

Il lavoratore deve indicare in modo chiaro e corretto l’indirizzo di reperibilità durante il periodo di malattia visto che l’impossibilità di effettuare le visite fiscali, a causa di incompleta, inesatta o mancata indicazione dell’indirizzo, comporta l’interruzione dell’indennità fino all’indicazione dell’indirizzo corretto.

Durata

L’indennità di malattia dura per un massimo di 180 giorni in ciascun anno solare per:

  • i lavoratori a tempo indeterminato dell’industria;
  • i lavoratori a tempo indeterminato dell’agricoltura;
  • gli apprendisti;
  • i lavoratori sospesi.

I primi tre giorni dell’indennità sono di carenza; questi quindi sono a carico del datore di lavoro, ma solo se previsto nel contratto.

Casi particolari

Rispetto all’erogazione dell’indennità di malattia dobbiamo distinguere dei casi particolari sintetizzati nella seguente tabella.

LavoratoriIndennità di malattia
Lavoratori con contratto a tempo determinato Indennità per periodi non superiori all’attività eseguita nell’ultimo anno, con un massimo di 180 giorni annui. L’erogazione viene interrotta in concomitanza con la fine del rapporto di lavoro, ma è comunque garantita fino a 30 giorni di malattia anche se nell’ultimo anno il lavoro è stato svolto per meno di 30 giorni
Lavoratori agricoli a tempo determinato L’indennità di malattia è concessa purché risultino iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dell’anno precedente per almeno 51 giornate o previo rilascio del certificato d’iscrizione d’urgenza in caso di primo anno di iscrizione
Lavoratori in part-time verticale L’indennità di malattia è garantita solo per i giorni in cui è previsto lo svolgimento dell’attività lavorativa e non per quelli di “pausa contrattuale”
Lavoratori parasubordinati Hanno diritto all’indennità in caso di ricovero ospedaliero, per 180 giorni massimo nell’anno solare, e dal 1 gennaio 2007 all’indennità giornaliera di malattia, totalmente a carico dell’INPS


Inoltre, in molti non sanno che anche chi prende l’assegno di disoccupazione Naspi ha diritto all’indennità di malattia. L’importo in questo caso è pari ai due terzi della percentuale prevista per i dipendenti.

Indennità di malattia INPS e certificato medico

Per ricevere l’indennità di malattia il dipendente deve farsi rilasciare il certificato dal medico curante. Sarà questo a trasmetterlo per via telematica all’INPS.

Il lavoratore quindi non è obbligato ad inviare il certificato di malattia al proprio datore di lavoro, mentre deve prestare attenzione alla correttezza dei dati indicati nel certificato medico. Un altro elemento che non può mancare sul certificato è l’indirizzo di reperibilità. Il lavoratore che si assenta per malattia, infatti, ha l’obbligo di essere reperibile negli orari delle visite fiscali fissati dalle attuali normative, presso l’indirizzo indicato nel certificato medico.

Tuttavia, se per qualsiasi motivo la trasmissione telematica non è possibile, il lavoratore deve richiedere il certificato in forma cartacea e presentarlo, entro due giorni dal rilascio, alla struttura territoriale dell’INPS di competenza e al datore di lavoro. Per il dipendente che non adempie a quest’obbligo, la normativa prevede la perdita dell’indennità di malattia per ogni giorno di ingiustificato ritardo.

Anche per i lavoratori che si assentano dal lavoro a causa di un ricovero ospedaliero, non devono presentare nulla al datore di lavoro, poiché è la struttura sanitaria a procedere con l’invio telematico. Se questo non sarà possibile allora sarà il lavoratore a doverlo consegnare, entro il termine di un anno di prescrizione dalla prestazione.

Visite fiscali

Come anticipato, al fine di verificare l’effettivo stato di malattia del lavoratore, sono previste le cosiddette visite fiscali le quali possono effettuarsi tutti i giorni (inclusa la domenica e i giorni festivi) nelle seguenti fasce orarie:

  • dalle 10,00 alle 12,00;
  • dalle 17,00 alle 19,00.

Se il lavoratore non viene trovato a casa durante il controllo:

  • alla prima assenza ingiustificata si verifica la perdita totale dell’indennità di malattia fino ad un massimo di 10 giorni;
  • alla seconda assenza ingiustificata si riduce del 50% l’indennità per il restante periodo di malattia.

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