Certificato di malattia 2017: la guida per l’invio telematico all’INPS

Certificato di malattia 2017: chi ha l’obbligo di inviarlo all’INPS? Cosa deve fare il lavoratore? Tutte le risposte nella nostra guida dedicata al certificato di malattia.

Il certificato medico è l’attestazione, rilasciata dal medico curante o da quelli del Sistema Sanitario Nazionale, con la quale si giustifica l’assenza dal posto di lavoro a causa di una malattia.

Sia i lavoratori del settore pubblico che quelli del settore privato, quindi, nei casi di assenza per malattia sono obbligati a presentare il certificato medico al proprio datore di lavoro. Il lavoratore invece non deve inviare il certificato all’INPS, poiché questo è un compito che spetta al medico che lo ha compilato.

La procedura della certificazione telematica della malattia è stata introdotta pochi anni fa, esattamente nel 2010, al fine di semplificare una procedura dispendiosa, anche a livello di tempi.

La normativa quindi è cambiata qualche anno fa e per questo, anche se è il medico ad occuparsi dell’invio telematico, vi consigliamo di informarvi sulle ultime novità così da non rischiare di commettere errori che potrebbero avere delle conseguenze spiacevoli, ed onerose, per la vostra retribuzione.

Cosa va indicato nel certificato medico

Per essere valido il certificato medico deve essere compilato nella maniera corretta con tutte le informazioni richieste dalla normativa.

Naturalmente qualsiasi medico sa, o dovrebbe sapere, come compilare il certificato di malattia, ma vi consigliamo di documentarvi anche voi così da accorgervi tempestivamente di eventuali errori.

Nel dettaglio, il certificato di malattia deve avere:

  • generalità del lavoratore;
  • prognosi dei giorni di malattia;
  • data e luogo di compilazione;
  • indicazione della data di inizio o di continuazione della malattia;
  • firma e timbro del medico;
  • indirizzo del domicilio del lavoratore nel quale verrà eseguita la visita fiscale.

Come funziona l’invio telematico?

Il certificato di malattia nella maggior parte dei casi viene rilasciato dal proprio medico di base, che lo compila utilizzando l’apposito formulario. In casi particolari, ad esempio se il lavoratore si è rivolto ad uno specialista per esigenze correlate alla patologia sofferta, il certificato di malattia può essere rilasciato anche da un altro medico del SSN, o anche da strutture ospedaliere e di Pronto Soccorso.

Il lavoratore che, in stato di malattia, chiede al medico il certificato, non riceverà più il certificato vero e proprio (ovviamente può ottenerlo su richiesta), bensì il numero di protocollo che lo identifica e che potrà essere usato per consultarlo sul sito dell’INPS. Il lavoratore dovrà fare attenzione che tutte le informazioni siano corrette, soprattutto l’indirizzo dove ricevere le eventuali visite fiscali.

Il certificato di malattia verrà allora inviato dal medico di base al SAC (il Sistema di Accoglienza Centrale) del MEF, che, a sua volta, inoltra il certificato medico all’INPS. La circolare dell’INPS n. 113 del 2013 spiega tutte le novità sulla trasmissione telematica delle certificazioni di malattia all’INPS, recepite in base al decreto ministeriale del 18 aprile 2012.

Il datore di lavoro riceverà l’attestato di malattia, in cui sono riportati tutti i dati del certificato medico, esclusa la diagnosi (considerato dato “sensibile”).

Come abbiamo visto la procedura telematica del certificato di malattia interessa diversi attori:

  • i lavoratori;
  • i datori di lavoro;
  • i medici abilitati;
  • il Ministero Economia e Finanze;
  • l’INPS.

Ci sono delle casistiche nelle quali è consentito un invio diverso da quello telematico. Ad esempio, se il medico o la struttura sanitaria sono impossibilitati ad inviare il certificato per via telematica, il lavoratore deve consegnare la certificazione in forma cartacea al proprio datore di lavoro e all’INPS (solo se dipendente privato).

È possibile inviare il certificato di malattia in formato cartaceo anche nel caso in cui la malattia comporta il ricovero ospedaliero.

Nel caso in cui il certificato viene inviato dal lavoratore è bene farlo nel minor tempo possibile; l’indennità di malattia, infatti, non spetta nei giorni non coperti dalla certificazione medica.

Nel dettaglio, sono indennizzabili sono i primi due giorni di ritardo e non i successivi; al lavoratore spetta comunque la facoltà di provare l’esistenza di un motivo valido che giustifichi il ritardo nell’invio del certificato medico.

Come consultare il certificato medico?

Con l’entrata in vigore del certificato medico telematico il datore di lavoro non può più richiedere, salvo i casi appena citati, la copia cartacea al dipendente che si assenta per malattia. È il datore di lavoro, infatti, a doverlo reperire utilizzando i servizi online dell’INPS; l’unico obbligo del lavoratore è quello di fornire il codice di protocollo del certificato medico.

Consultare il certificato medico è molto semplice, basta essere muniti di PIN INPS. Possono consultarlo sia il lavoratore che il datore di lavoro tramite l’accesso ai servizi dedicati:

Il lavoratore, al quale spetta l’obbligo di comunicare tempestivamente il suo stato di malattia al datore di lavoro, per verificare l’invio del certificato di malattia può contattare anche al numero verde INPS 803.164.

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