Assemblea Confindustria 2026, Orsini lancia “le cinque leve”. Cosa cambia per le PMI?

Redazione Imprese

26 Maggio 2026 - 17:21

Energia, innovazione e semplificazione: il presidente di Confindustria indica al governo una roadmap per riportare la crescita al 2% e rafforzare la competitività delle imprese italiane.

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All’assemblea annuale di Confindustria, ospitata oggi 26 maggio 2026 a Roma presso il La Nuvola, il presidente Emanuele Orsini ha tracciato una linea netta sul futuro dell’industria italiana, davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il messaggio è stato diretto: senza scelte strutturali e coraggiose, il rischio è quello di una progressiva perdita di capacità industriale. Al centro della relazione, le cosiddette “cinque leve” per riportare il sistema produttivo su un sentiero di crescita stabile, indicato nell’ordine del 2% annuo.

Orsini ha costruito il suo intervento attorno a un giudizio severo sul contesto europeo e nazionale: da un lato una regolazione comunitaria sempre più complessa, dall’altro vincoli interni che rallentano investimenti e sviluppo. Tra i nodi più critici, il caro energia definito una “minaccia esistenziale” per la competitività delle imprese e il blocco di circa 4.000 autorizzazioni per impianti rinnovabili in Italia, segnale di una transizione energetica ancora frenata da procedure e tempi amministrativi.

Le cinque leve per la crescita industriale

Le priorità indicate da Orsini si articolano in cinque direttrici principali.

  1. La prima riguarda l’energia, con l’obiettivo di ridurre i costi per le imprese e accelerare lo sviluppo delle rinnovabili, oggi rallentate da iter autorizzativi complessi.
  2. La seconda è la crescita dimensionale delle PMI, considerate ancora troppo frammentate per competere stabilmente sui mercati globali.
  3. La terza leva riguarda contratti di sviluppo e innovazione, con un rafforzamento degli strumenti pubblici a sostegno degli investimenti tecnologici.
  4. La quarta leva è la semplificazione normativa, con un focus particolare sulla riforma della responsabilità amministrativa degli enti (legge 231), giudicata un freno per molte imprese soprattutto sul fronte della compliance.
  5. La quinta riguarda infine la necessità di adeguare le risorse pubbliche agli obiettivi industriali, anche attraverso una riallocazione di circa 20 miliardi di euro di spesa, secondo la proposta avanzata da Orsini.

Energia e burocrazia: i nodi strutturali

Uno dei passaggi più critici della relazione ha riguardato il sistema regolatorio europeo, descritto come eccessivamente stratificato. Orsini ha parlato di una “burocrazia lunare”, evidenziando come tra novembre e dicembre 2025 siano stati adottati dieci nuovi pacchetti legislativi a livello UE, con impatti diretti sulla capacità di pianificazione delle imprese. Il tema della competitività energetica resta centrale: i costi elevati rispetto ad altri grandi blocchi economici continuano a penalizzare la produzione industriale italiana ed europea.

In questo contesto, la lentezza autorizzativa sugli impianti rinnovabili rappresenta un ulteriore collo di bottiglia. Le 4.000 pratiche ferme sono state citate come esempio di inefficienza strutturale che rallenta sia la transizione energetica sia la riduzione dei costi.

Imprese, lavoro e riforme: la sfida del 2026

Sul fronte del lavoro, Confindustria ha ribadito la necessità di un’azione congiunta con i sindacati per contrastare i cosiddetti “contratti pirata”, considerati un elemento di distorsione del mercato. L’obiettivo è rafforzare la contrattazione regolare e garantire condizioni più stabili per imprese e lavoratori.

Nel complesso, il messaggio dell’assemblea è quello di una chiamata all’azione per il governo e per le istituzioni europee: senza una revisione profonda di energia, regole e strumenti di investimento, la crescita del 2% appare difficile da raggiungere. Le cinque leve indicate da Orsini rappresentano così una piattaforma di confronto politico-industriale che segnerà probabilmente l’agenda economica del secondo semestre 2026.