Assegno sociale 2026, nuovi importi e requisiti dall’1 gennaio. Guida completa

Simone Micocci

05/01/2026

Guida all’Assegno sociale, conosciuto ancora come pensione sociale. Ecco quanto spetta quest’anno - e quando - a chi non è riuscito a garantirsi una pensione.

Assegno sociale 2026, nuovi importi e requisiti dall’1 gennaio. Guida completa

Dall’1 gennaio 2026 cambiano importi e requisiti dell’Assegno sociale Inps, quella prestazione, che spesso viene ancora chiamata “pensione sociale”, che va a supporto di coloro che al raggiungimento dell’età pensionabile - pari a 67 anni nel 2027 - sono in una situazione economica di difficoltà.

Spesso quindi l’Assegno sociale va a supporto di coloro che non riescono ad assicurarsi una pensione - ad esempio perché non hanno raggiunto abbastanza contributi, 20 anni nel caso delle pensione di vecchiaia - per quanto le due misure siano comunque compatibili (ma non cumulabili) tra loro. Per come è stato pensato l’Assegno sociale, infatti, questo interviene anche a supporto di coloro che hanno una pensione molto bassa, attraverso un’integrazione tale da garantire perlomeno l’importo dell’ex pensione sociale stessa. Uno strumento utile a coloro che percepiscono una pensione bassa e non hanno diritto all’integrazione al trattamento minimo, ad esempio perché hanno l’intero assegno calcolato con le regole del contributivo.

La buona notizia appunto è che dall’1 gennaio l’importo dell’Assegno sociale aumenta per effetto della rivalutazione, quel meccanismo che - al pari di quanto previsto per le pensioni - assicura il mantenimento dello stesso potere d’acquisto attraverso un aumento pari all’inflazione registrata negli ultimi 12 mesi. E dal momento che la soglia economica entro cui stare per godere dell’Assegno sociale è calcolata dallo stesso importo, anche questa si alza permettendo così a un maggior numero di persone di goderne.

E non è tutto, perché l’Assegno sociale gode indirettamente di un altro vantaggio: dall’1 gennaio 2026 l’incremento al milione, maggiorazione sociale che spetta anche a coloro che percepiscono di questa prestazione, viene aumentato di 20 euro al mese per effetto di quanto deciso dalla legge di Bilancio 2026. Pertanto, l’importo massimo spettante con l’Assegno sociale aumenta ulteriormente.

Ma vediamo di quanto e quali sono i requisiti aggiornati per godere di una tale prestazione nel 2026.

Requisiti

Per richiedere l’assegno sociale 2026 bisogna innanzitutto rispettare alcuni specifici requisiti, ovvero:

  • età, pari almeno a 67 anni;
  • essere cittadini italiani, comunitari o extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo. Spetta anche agli stranieri o apolidi titolari dello status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;
  • residenza effettiva e dimora abituale in Italia;
  • reddito personale non superiore all’importo annuo dell’assegno sociale stesso, mentre il reddito coniugale non deve superare di due volte lo stesso valore.

Possono presentare domanda anche i cittadini comunitari ed extra-comunitari titolari di carta di soggiorno e i residenti in Italia in via continuativa da almeno 10 anni.

Quali redditi si considerano

Ai fini del calcolo della sussistenza dei requisiti per presentare domanda di assegno sociale, rientrano nel reddito utile:

  • redditi assoggettabili all’Irpef, al netto dell’imposizione fiscale e contributiva;
  • redditi esenti da imposta;
  • redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta. Ad esempio: vincite derivanti dalla sorte, da giochi di abilità, da concorsi a premi, corrisposte dallo Stato, da persone giuridiche pubbliche e private;
  • redditi soggetti a imposta sostitutiva. Ad esempio: interessi postali e bancari, interessi dei Bot, Cct e di ogni altro titolo di Stato, interessi, premi e altri frutti delle obbligazioni e titoli similari, emessi da banche e società per azioni;
  • redditi di terreni e fabbricati;
  • pensioni di guerra;
  • rendite vitalizie erogate dall’Inail;
  • pensioni dirette erogate da Stati esteri;
  • pensioni e assegni erogati agli invalidi civili, ai ciechi civili, ai sordi;
  • assegni alimentari corrisposti a norma del codice civile.

Al contrario, non vengono considerati per il calcolo del reddito:

  • i trattamenti di fine rapporto e gli anticipi sui trattamenti stessi;
  • il reddito della casa di abitazione;
  • le competenze arretrate soggette a tassazione separata;
  • le indennità di accompagnamento per invalidi civili, ciechi civili e le indennità di comunicazione per i sordi;
  • assegno vitalizio erogato agli ex combattenti della guerra 1915/1918;
  • arretrati di lavoro dipendente prestato all’estero.

Importo e limite di reddito

Grazie alla rivalutazione dell’1,4% che dall’1 gennaio viene effettuata sui trattamenti assistenziali e previdenziali, l’importo mensile dell’assegno sociale erogato nel 2025 sale a 546,24 euro e la prestazione è riconosciuta per 13 mensilità. Importo che grazie all’incremento al milione può salire ulteriormente, fino a 768,29 euro, per merito del combinato disposto tra incremento al milione e relativa maggiorazione di 20 euro introdotta con la manovra, al compimento dei 70 anni di età.

Hanno diritto all’assegno sociale in misura intera:

  • i soggetti non coniugati che non possiedono alcun reddito;
  • i soggetti coniugati che abbiano un reddito familiare inferiore all’ammontare annuo dell’assegno, quindi 7.101,12 euro nel 2026.

Hanno diritto all’assegno o pensione sociale in misura ridotta:

  • i soggetti non coniugati che hanno un reddito inferiore all’importo annuo dell’assegno, quindi 7.101,12 euro;
  • i soggetti coniugati che hanno un reddito familiare compreso tra l’ammontare annuo dell’assegno e il doppio dell’importo annuo dell’assegno, dunque 14.202,24 euro nel 2026.

A seconda dei casi, quindi, spetta un importo pieno o una sola integrazione, con l’intento comunque di garantire alla persona un reddito annuo di almeno 7.101,12 euro.

Come si calcola

Nessun problema per coloro che hanno un reddito personale pari a zero, o un reddito coniugale inferiore all’importo dell’assegno sociale stesso. Questi, infatti, hanno diritto comunque al massimo dell’importo, pari a 546,24 per 13 mesi.

L’importo viene ridotto per chi ha un reddito diverso da zero ma comunque inferiore ai limiti annui. In tal caso l’assegno sociale si calcola sottraendo dal limite annuo il valore del reddito personale (o coniugale a seconda dei casi).

Ad esempio, chi ha un reddito personale di 3.000 euro avrà diritto a una pensione sociale di 4.100,86 euro (7101,12 - 3.000), quindi circa 315 euro al mese.

Per chi è sposato si tiene conto anche del reddito coniugale. Dalla soglia di 14.202,24 euro va infatti sottratta la somma dei redditi percepiti da marito e moglie.

L’importo spettante sarà quello più basso risultato dalle due operazioni (reddito individuale e reddito coniugale).

Quando si perde

L’assegno sociale si perde quando vengono a mancare i requisiti richiesti. Ad esempio, quando in un successivo momento il titolare dell’assegno percepisce un reddito superiore a quello richiesto dalla normativa.

Per questo motivo ogni anno chi percepisce l’assegno sociale deve inviare il modello Red all’Inps. Nel caso in cui da questo modello ne dovesse risultare un superamento delle suddette soglie reddituali, allora l’assegno sociale decade.

Ma attenzione: l’assegno sociale si perde anche qualora il suddetto modello non viene inviato entro la scadenza. Nei primi 60 giorni di ritardo l’Inps lo sospende, dopodiché l’assegno sociale decade e bisognerà fare una nuova domanda.

Come fare domanda

La domanda per richiedere l’assegno sociale nel 2024 può essere inoltrata esclusivamente in modalità telematica, attraverso i seguenti canali:

  • contact center (803164 gratuito da rete fissa o 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico);
  • patronati e intermediari dell’Inps.

Nella domanda per richiedere la pensione sociale bisogna inserire i seguenti documenti:

  • l’autocertificazione dei dati personali;
  • la dichiarazione della situazione reddituale;
  • la dichiarazione di responsabilità riguardo eventuale ricovero in istituto con retta a carico dello Stato.

In caso di ricovero infatti l’assegno viene ridotto:

  • del 50% se la retta è a totale carico dello Stato;
  • del 25% se la retta è pagata dall’interessato o dai familiari ed è di un importo inferiore alla metà dell’assegno sociale;
  • nessuna diminuzione se la retta comporta una spesa superiore al 50% dell’assegno.

Se l’assegno o la pensione sociale viene rifiutata, si può fare ricorso al Comitato provinciale dell’Inps entro 90 giorni dal ricevimento della comunicazione di rifiuto.

Attenzione: non è possibile richiedere gli arretrati dell’assegno sociale.

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