Assegno di ricollocazione verso proroga dei termini: 30 giorni non bastano

L’assegno di ricollocazione è riconosciuto in automatico ai percettori di reddito di cittadinanza, ma i tempi per scegliere il Centro per l’impiego o l’Agenzia per il lavoro sono troppo stretti: le Regioni chiedono una proroga.

Assegno di ricollocazione verso proroga dei termini: 30 giorni non bastano

I 30 giorni di tempo per scegliere il servizio di assistenza e ricerca del lavoro dopo l’attribuzione dell’assegno di ricollocazione non sono sufficienti. Serve una proroga di ulteriori 30 giorni, così da estendere il tempo a disposizione per individuare a quale Centro dell’impiego o Agenzia per il lavoro rivolgersi.

Questo è quanto hanno chiesto le Regioni al Ministero del Lavoro per agevolare i beneficiari di reddito di cittadinanza nelle ricerca di un impiego. Ciò perché le misure anti-contagio hanno reso ancor più difficile rispettare il termine indicato, già di per sé breve.

Assegno di ricollocazione, troppo breve il termine di 30 giorni

La richiesta è stata inviata al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo in seguito alla Conferenza delle Regioni, sotto la firma di Cristina Grieco, assessore al Lavoro in Toscana. Le Regioni chiedono di estendere il termine imposto per legge per scegliere l’operatore adibito alla ricerca del lavoro, altrimenti per molti beneficiari di Rdc sarà troppo difficile, se non impossibile, rispettare le tempistiche.

Molti rischiano di perdere l’aiuto statale; infatti il decreto legge 4/2019 (Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e pensioni) sancisce un termine perentorio per scegliere l’operatore pubblico o privato di politiche attive e iniziare il percorso per l’inserimento nel mondo del lavoro. Spirato il termine di 30 giorni l’assegno di ricollocazione decade.

Questo aiuto - strettamente connesso al reddito di cittadinanza - consiste in una somma di denaro erogata dallo Stato, emessa sotto forma di voucher, da spendere in Centri per l’impiego oppure Agenzie per il lavoro private che aiutano il beneficiario nelle ricerca intensiva di un posto di lavoro. Tale ricerca dura al massimo 6 mesi, prorogabili per ulteriori 6 mesi qualora il beneficiario non abbia consumato integralmente l’assegno di ricollocazione.

Proroga necessaria per coronavirus

Rispettare il termine di 30 giorni è diventato ancora più difficile a causa delle misure anti-covid adottate nei mesi scorsi: la maggior parte delle attività sono state sospese o limitate, anche quelle dei Centri per l’impiego, con l’effetto che in molti casi i 30 giorni previsti dalla normativa sono già spirati. Per questo le Regioni chiedono una “proroga tecnica” necessaria a dare attuazione all’assegno di ricollocazione che, altrimenti, per molti beneficiari è destinato a decadere.

Nelle prossime settimane il ministero del Lavoro si esprimerà sulla richiesta, chiarendo se e fino a quando potrà operare l’estensione dei termini.

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