L’assegno di accompagnamento può essere percepito anche in caso di ricovero in RSA? Ecco le possibili alternative e i casi in cui si perde il sussidio di accompagnamento.
Se ho un genitore o altro familiare che fruisce dell’assegno di accompagnamento e decido di ricoverarlo in RSA, chi potrà percepire l’indennità di accompagno? Resta in favore dei familiari o si perde il sussidio?
Quando si deve accudire una persona che ha una grave disabilità sono tanti i dubbi che emergono. L’assegno di accompagnamento, regolato dalla Legge 104, è una prestazione economica, erogata a domanda dall’INPS, a favore dei soggetti mutilati o invalidi totali per i quali è stata accertata l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore oppure l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita.
Deve, quindi, trattarsi di persone totalmente incapaci per le loro condizioni di salute, di far fronte ai propri bisogni primari, come lavarsi, mangiare, assumere medicinali. La condizione di gravità richiede un’assistenza continua e quando i familiari non sono in grado di occuparsene da soli e c’è bisogno di assistenza professionale adeguata, ad esempio prestazioni di OSS oppure assistenza infermieristica quotidiana, il ricovero in strutture, ad esempio RSA, Residenza Assistenziale Sanitaria, sembra essere la scelta più opportuna, ma cosa succede in questo caso? Chi percepisce la pensione e a chi spetta l’assegno di accompagnamento?
Tre sono le strade possibili e in questa guida le affrontiamo. Ecco in quali casi si perde l’assegno di accompagnamento in caso di ricovero in RSA o Hospice, quali sono i costi in Italia e come ottenere maggiori tutele.
RSA e accompagnamento, indicazioni INPS
La Residenza Sanitaria Assistenziale è un presidio extraospedaliero che offre a persone adulte non autosufficienti, non assistibili a domicilio o in altri setting assistenziali di maggiore o minore intensità, trattamenti prevalentemente di carattere sanitario, tutelare, assistenziale e alberghiero.
A precisare in quali casi l’anziano continua a percepire l’assegno di accompagnamento è l’INPS. Nel Messaggio 18291 del 26 settembre 2011, viene precisato che, nel caso di un ricovero in RSA, l’indennità, può essere ridotta o sospesa, laddove a carico totale dello Stato, fatta eccezione per i ricoveri inferiori a un periodo di 30 giorni.
Se il costo è, invece, a carico dell’assistito e della sua famiglia, può essere mantenuta.
Cosa vuol dire? La famiglia X decide di ricoverare il disabile in una struttura e versa alla struttura la retta mensile, attualmente una retta mensile per un disabile grave ha almeno un importo di 1.300 €, le media varia in base a ubicazione e servizi messi a disposizione. In questo caso viene normalmente erogato l’assegno di pensione e l’indennità di accompagnamento e se gli importi di tali assegni sono superiori rispetto alla retta, ciò che resta è nella disponibilità del paziente e dei parenti. Se il ricovero del disabile è a spese dello Stato l’indennità di accompagnamento non viene erogata.
In quali casi il ricovero in RSA o Hospice è a carico dello Stato?
Fatta la premessa vediamo nel concreto quali sono le potenziali situazioni che possono verificarsi.
Il ricovero è a carico dello Stato nel caso in cui il paziente necessiti di un Hospice. L’Hospice rientra nei LEA cioè nei Livelli Essenziali di Assistenza ovvero le prestazioni che il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) prevede come diritto per il cittadino in tutto il Paese.
Il ricovero in Hospice è rivolto a pazienti affetti da patologie inguaribili in fase avanzata e malati in fase terminale. Il caso estremo è quello dei pazienti oncologici in fase terminale. Il ricovero è gratuito in quanto l’Hospice è una Struttura Accreditata che opera per conto del Sistema Sanitario Regionale (non è prevista una tariffa a carico dell’utente). La degenza presso la struttura risulta tuttavia incompatibile con l’indennità di accompagnamento che è dunque sospesa nel momento in cui il malato viene ricoverato.
La durata del ricovero in Hospice varia in base all’evolversi della malattia, ma la degenza in Hospice è pensata per una assistenza di breve durata e per le situazioni in cui è più complessa l’assistenza e la gestione dei sintomi presso il domicilio del malato.
In questi casi la pensione viene comunque erogata.
Ricovero in strutture private o accreditate e indennità di accompagnamento
Torniamo indietro, se il paziente ha una grave disabilità, ma si prevede una lunga degenza e il paziente è comunque gestibile in casa, non è previsto il ricovero totale a spese dello Stato. In questi casi ci possono essere due strade:
- ricovero in regime privato;
- ricovero presso strutture accreditate con parte della spesa a carico della Regione (in questo caso in base a disponibilità di posti si crea una graduatoria).
In regime privato deve essere versata la retta alla RSA e continua a essere erogato l’assegno di accompagnamento. Si è detto che per un paziente in gravi condizioni di salute in genere la retta minima da versare è di circa 1.300 €, ma parliamo di retta minima che prevede una serie di ulteriori costi a carico dei familiari del paziente.
Ad esempio molte strutture nel prezzo base non comprendono il servizio di lavanderia, quindi, i familiari dovranno provvedere o con un costo aggiuntivo presso una lavanderia esterna, oppure utilizzando la lavanderia della struttura dietro pagamento (media 80 euro mensili) o, infine, dovranno fare il bucato a casa, ma devono essere assicurate condizioni igieniche minime.
Nella retta non sono comprese le spese per farmaci, ad esempio ticket o farmaci che non sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
Nella retta non sono ricomprese prestazioni mediche specialistiche a cui dovranno far fronte i parenti in caso di necessità. Il servizio di trasporto presso centri medici spesso è fornito ma resta carico del paziente/familiari. Il vestiario è a carico del paziente, così come i prodotti per l’igiene personale.
Costi medi in Italia per ricovero in RSA
Si è parlato di 1.300 euro al mese, ma ci sono pesanti differenze tra le varie zone d’Italia. Abbiamo fatto una piccola ricerca e al Sud (Molise), la retta più bassa trovata è di 43 € al giorno, ma sposandosi cambia tutto. A Bergamo 73 € al giorno.
RSA accreditate: costi e rapporto con assegno di accompagnamento
In alcuni casi è possibile accedere a strutture residenziali protette pubbliche o convenzionate, in questo caso il costo può essere in parte a carico dello Stato o meglio rientra nel budget regionale per la Sanità, ma purtroppo in Italia non ci sono molte strutture simili e, quindi, la capienza è ridotta rispetto alla domanda. Ricordiamo che l’Italia è una Paese in cui ci sono molte persone anziane e di conseguenza la domanda di accesso in queste strutture è davvero elevata.
Il rapporto Istat 2025 consegna una fotografia non positiva, infatti, aumenta l’età media, ma si riducono gli “anni in buona salute” degli italiani
Nel 2024, gli uomini possono aspettarsi di vivere in buona salute 59,8 anni in media, in linea con il 2019. Per le donne, invece, il valore scende a 56,6 anni, il minimo dell’ultimo decennio.
Possiamo fare degli esempi: la regione Lazio prevede la partecipazione alle spese per i richiedenti con Isee inferiore a 20.000 euro. La partecipazione alle spese è commisurata all’Isee. La spesa giornaliera, stabilita dalla Regione Lazio in Euro 59,20 (per il Mantenimento Alto) e in Euro 49,20 (per il Mantenimento Basso) viene condivisa dal Comune di appartenenza.
Di volta in volta occorre, quindi, anche valutare le misure economiche di sostegno messe a disposizione.
La regione Umbria sta, invece, affrontando una vera e propria emergenza con oltre 1.500 anziani che attendono l’accesso in una struttura accreditata e strutture private con rette da 3.000 € al mese. Come si può notare la situazione non è delle più leggere.
In allegato proponiamo, invece, i costi previsti dalla regione Campania per le strutture accreditate, con determinazione della partecipazione pubblica alle Spese.
Agevolazioni fiscali ricovero in RSA
Resta, infine, l’ultimo punto, cioè la possibilità di ottenere agevolazioni fiscali. Chi ricovera un disabile in RSA, casa di cura, ha diritto alla detrazione fiscale, ma la stessa spetta solo per la quota riferibile alle spese sanitarie. Occorre, quindi, chiedere alla struttura di emettere fattura separando le diverse voci di spesa.
Sul punto è possibile leggere l’approfondimento Detrazione casa di riposo modello 730/2026: istruzioni e regole per anziani e familiari.
Sintesi: ricovero RSA e assegno di accompagnamento
Riepilogando:
- se la struttura è privata, le spese sono a carico del paziente/familiare e non si perde l’assegno di accompagnamento;
- se la struttura è pubblica o accreditata, a carico del Servizio Sanitario Nazionale c’è una quota della spesa (variabile in base alle normative regionali) e non si perde l’assegno di accompagnamento;
- se il ricovero è in Hospice e riguarda in un paziente le cui spese di ricovero sono a carico dello Stato, l’assegno di accompagnamento non può essere percepito (tranne il caso di ricovero inferiore a 30 giorni).
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