Art Bonus: cos’è, beneficiari e come chiedere il rimborso del 65%

Art Bonus: cos’è, chi sono i beneficiari e come funziona il rimborso fiscale del 65% per i mecenati che investono nel recupero delle opere artistiche, culturali e paesaggistiche d’Italia? Ecco tutte le informazioni utili.

L’Art Bonus, introdotto due anni fa con il Decreto Legge 83/2014 e reso permanente con la Legge di Stabilità 2016 ha superato i 131 milioni di euro di donazioni arrivate da 3.646 mecenati. A comunicare il successo dell’Art Bonus è stato il Ministro per i Beni e per le Attività Culturali Dario Franceschini, promotore della misura insieme al Premier Matteo Renzi.

Che cos’è l’Art Bonus? Si tratta del credito d’imposta destinato a tutti coloro, privati cittadini, oppure imprese, che decidono di effettuare erogazioni liberali di denaro a sostegno della cultura, per la valorizzazione e il recupero del patrimonio culturale italiano. Consente di portare in detrazione d’imposta, per tre anni, il 65% dell’importo erogato dai mecenati in favore di musei e restauri.

L’Art Bonus è partito a maggio del 2014, decisamente in sordina (decreto legge n. 83/2014 “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo”) e per diversi mesi ci si è interrogati sulla sua effettiva efficacia. Non sono mancate le critiche di chi considerava un flop questo provvedimento, che rischiava di restare uno strumento sostanzialmente inutilizzato.

Adesso arrivano i dati che, contro le aspettative, mostrano il successo della misura a sostegno del patrimonio artistico e culturale italiano. Ma c’è di più: l’Art Bonus sarà utilizzato dalla Regione Lazio per la valorizzazione dei beni storici, culturali e ambientali. Si tratta della prima volta che l’agevolazione fiscale rivolta a privati e imprese viene inclusa in un progetto di rivalutazione artistica e culturale di una regione.

L’annuncio dell’avvio del progetto Art Bonus regionale arriva durante la conferenza organizzata il 29 novembre a Roma, alla presenza non solo di Zingaretti ma anche del principale promotore dell’agevolazione al 65% per le opere di recupero artistico, il Ministro di Beni culturali Franceschini.

La Regione Lazio fa il primo passo verso l’estensione e l’utilizzo dell’Art Bonus da parte di tutte le regioni, con l’obiettivo di valorizzazione e recuperare i beni storici, culturali e ambientali d’Italia. L’auspicio è che con la possibilità di chiedere il rimborso fiscale del 65%, l’Art Bonus diventerà l’incentivo per i mecenati, imprese, imprenditori e cittadini ad investire in progetti promossi dalle regioni.

Insomma, dopo due anni dal suo avvio, l’Art Bonus ha dimostrato di essere un valido strumento per la promozione e la rivalorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano. Nell’articolo ci soffermeremo su come funziona, chi sono i beneficiari e quali sono le donazioni per le quali è possibile richiedere l’Art Bonus, ovvero l’agevolazione fiscale del 65%.

Ecco di seguito tutti i dettagli sull’Art Bonus e le informazioni utili sull’utilizzo e sulle modalità di rimborso fiscale del 65% dell’importo erogato.

Art Bonus: cos’è, beneficiari e come chiedere il rimborso del 65%

L’Art Bonus, misura introdotta in via sperimentale con Decreto Legge del 2014 e resa stabile con la Legge di Stabilità 2016, consiste in un rimborso fiscale del 65% rivolta ai mecenati, ovvero persone fisiche, soggetti titolari di reddito d’impresa, che investono in opere di restauro e recupero del patrimonio artistico e culturale dell’Italia.

L’agevolazione fiscale dell’Art Bonus prevede che in 3 anni il soggetto benefattore possa recuperare a titolo di credito d’imposta il 65% di quanto donato. La misura si è rivelata un successo e, come comunicato dal Ministro Franceschini, fino ad oggi sono stati donati 131 milioni di euro in favore di opere di recupero e restauro.

La novità è che l’Art Bonus verrà utilizzato dalle regioni, con l’obiettivo di finanziare il recupero e il restauro di opere di interesse storico e culturale. A dare avvio all’iniziativa è Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, con l’obiettivo di valorizzare e riqualificare 11 beni del Lazio tramite il coinvolgimento di privati e imprese. Si tratta della prima regione a dare avvio al proprio Art Bonus ma non sarà certamente l’unica.

Ma quali sono gli interventi per i quali è possibile beneficiare del rimborso fiscale previsto dall’Art Bonus? Si tratta, nello specifico, di risorse donate per interventi di:

  • manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
  • sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica (es. musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali, come definiti dall’articolo 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al Decreto Legislativo 22/01/2004 n. 42), delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione;
  • realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti, di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo.

In sede di conversione del D.L. 83/2014, la misura agevolativa è stata estesa anche alle erogazioni liberali in denaro effettuate per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, laddove destinate ai soggetti concessionari o affidatari dei beni oggetto di tali interventi.
Inoltre, con la legge n. 190 del 2014 sono entrate in vigore le agevolazioni fiscali in favore dei teatri di tradizione, valide per erogazioni effettuate a partire dal 2015.

Vediamo nel dettaglio chi sono i soggetti beneficiari dell’Art Bonus al 65%.

Art Bonus: soggetti beneficiari del rimborso fiscale al 65%

L’agevolazione fiscale del 65% prevista dall’Art Bonus si rivolge a soggetti pubblici e privati che effettuano erogazioni liberali a sostegno della cultura.
Nello specifico, soggetti beneficiari del rimborso fiscale triennale previsto dall’Art Bonus sono:

  • Persone fisiche ed enti che non svolgono attività d’impresa, ovvero privati cittadini, enti non commerciali e società semplici, ai quali è riconosciuto un rimborso fiscale del 65% sull’importo erogato nella misura del 15% del proprio reddito imponibile;
  • Soggetti titolari di reddito d’impresa, ovvero società, ditte individuali e stabili organizzazioni, che hanno diritto ad un credito d’imposta nel limite del 5 per mille dei ricavi annui conseguiti.

Sul sito internet artbonus.gov.it, a cura del ministero per i Beni e le Attività Culturali, è previsto un aggiornamento mensile circa i finanziamenti liberi che aziende o privati cittadini hanno finora erogato. Ad oggi la lista delle elargizioni liberali che hanno usufruito dell’Art Bonus conta 3692 soggetti benefattori e consultando l’apposita sezione del sito è possibile visionare le società e i soggetti che hanno deciso di rendere pubblica la propria donazione.

Art Bonus: come chiedere il rimborso fiscale del 65%

I mecenati che aderiscono all’iniziativa e decidono di usufruire dell’Art Bonus dovranno tenere a mente alcuni accorgimenti. Per poter richiedere il rimborso fiscale del 65% sull’importo donato le elargizioni liberali dovranno essere effettuate in denaro mediante bonifico bancario, ufficio postale, carte di credito, carte di debito e prepagate o assegni bancari e circolari. Sarà necessario, ai fini della dichiarazione dei redditi, conservare la documentazione utile ad attestare l’avvenuta erogazione della donazione, indicando nella causale Art Bonus ed ente beneficiario.

Il rimborso fiscale del 65% previsto dall’Art Bonus sarà erogato nelle seguenti modalità:

  • Persone fisiche ed enti che non svolgono attività d’impresa: in dichiarazione dei redditi, per 3 anni (prima quota nella misura di 1/3 dell’importo maturato nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui in cui è avvenuta l’erogazione);
  • Soggetti titolari di reddito d’impresa: in compensazione, in 3 anni, a partire dal primo giorno del periodo d’imposta successivo a quello dell’erogazione liberale,

Art bonus: guida alla compilazione della dichiarazione dei redditi

Per richiedere il rimborso fiscale previsto dall’Art Bonus, nella dichiarazione dei redditi per le persone fisiche bisognerà compilare il quadro CR, SEZIONE VII – Credito d’imposta per le erogazioni liberali a sostegno della cultura (art - bonus) Rigo CR14.

Il dichiarante dovrà indicare:

  • Colonna 1 (Spesa 2015): cifra delle erogazioni effettuate nel 2015
  • Colonna 2 (Residuo 2014): il credito d’imposta residuo indicato nel rigo RN30, col. 2, del Mod. UNICO PF 2015 o quello riportato nel rigo 130 del prospetto di liquidazione (Mod. 730-3) del Mod. 730/2015
  • Colonna 3 (Seconda rata 2014): l’importo indicato nel rigo RN30, col. 1, del Mod. UNICO PF 2015 o quello risultante dalla somma degli importi riportati nei righi 55 e 130 del prospetto di liquidazione (Mod. 730-3) del Mod. 730/2015.
  • Colonna 4 (Quota credito ricevuta per trasparenza): indicare l’importo che viene attribuito nell’anno d’imposta al contribuente in qualità di socio di società semplice. Detto importo dovrà essere compreso nella colonna 2 del rigo RN30 (totale credito) nella misura di un terzo.

I soggetti titolari di reddito d’impresa dovranno, invece, compilare il quadro RU del modello Unico.

Ai fini di eventuali accertamenti fiscali, è importante conservare la documentazione, quali copia del bonifico bancario, e la causale dello stesso dovrà indicare la normativa di riferimento.

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