In arrivo i controlli sui rimborsi del 730/2026, chi rischia di non ricevere subito i soldi?

Patrizia Del Pidio

1 Luglio 2026 - 11:26

Controlli preventivi sul modello 730 modificato: i chiarimenti delle Entrate sulle incongruenze, la soglia dei 4.000 euro e i tempi dei rimborsi.

In arrivo i controlli sui rimborsi del 730/2026, chi rischia di non ricevere subito i soldi?

Ogni estate migliaia di italiani attendono il rimborso del 730, ma non tutti riceveranno le somme entro breve. Dipendenti e pensionati a partire dal mese di luglio controllano la busta paga e il cedolino della pensione per verificare l’accredito del rimborso del 730, ma per migliaia di contribuenti le somme non arrivano durante l’estate.

Anche se molti pensano che il ritardo sia dovuto a errori del datore di lavoro o dell’Inps, molto spesso la mancanza dell’accredito in busta paga dipende dai controlli che l’Agenzia delle Entrate effettua sulla dichiarazione congelando il denaro dei rimborsi.

A mettere le regole dei controlli nero su bianco è il provvedimento 182408 del 17 giugno 2026 con cui l’Agenzia delle Entrate ha delineato i criteri che fanno scattare i controlli preventivi che bloccano l’erogazione dei rimborsi. Vediamo quali sono e come cambiano i tempi di attesa delle somme per le dichiarazioni dei redditi soggette a controlli.

Il contribuente a rischio controlli sul 730

A delineare quali sono i contribuenti a rischio controllo sono diversi fattori, tra cui la modalità con cui si trasmette la dichiarazione. Per chi accetta il 730 precompilato senza apportare modifiche i controlli preventivi non scattano e il rimborso segue il calendario solito arrivando con la busta paga relativa al mese successivo a quello di trasmissione della dichiarazione.

Per chi modifica i dati precaricati dall’Agenzia delle Entrate alterando il calcolo del reddito complessivo o dell’imposta dovuta il controllo potrebbe scattare, anche se la modifica è necessaria. Non per forza il controllo preventivo scatta per ogni dichiarazione modificata, questo va chiarito.

Oltre alla modifica, infatti, è necessario che siano presenti altri segnali. Vediamo quali.

Quali sono i motivi che bloccano il rimborso?

Esistono quattro fattori che portano al controllo del 730 trasmesso e sono:

  • incongruenze con la Certificazione Unica in possesso dell’Agenzia delle Entrate: i dati dichiarati dal contribuente vengono, infatti, incrociati con quelli che hanno trasmesso i sostituti di imposta. Se i redditi subiscono uno scostamento significativo la dichiarazione viene controllata dal Fisco;
  • spese detraibili e deducibili gonfiate: se le spese comunicate dalle farmacie, dalle Università, dalle banche e dagli altri soggetti terzi vengono modificate (per chi lo fa è essenziale avere sempre i documenti giustificativi) portando ad avere una detrazione maggiore rispetto a quella calcolata dal Fisco la dichiarazione subisce un controllo. Se, ad esempio, nel sistema dell’Agenzia delle Entrate risultano 500 euro di spese mediche che danno diritto a una detrazione e il contribuente inserisce manualmente spese per 4.000 euro, lo scostamento è ritenuto incoerente e il Fisco blocca l’accredito per verificare se il cittadino è in possesso della documentazione che giustifichi le spese indicate;
  • la storia del contribuente: il Fisco ha una memoria di ferro e nel provvedimento del 17 giugno si specifica che gli algoritmi alzano la soglia di attenzione nei confronti di contribuenti che in passato si sono macchiati di irregolarità, omissioni o debiti con il Fisco. Chi ha già subito contestazioni o è stato chiamato a correggere altre dichiarazioni subisce verifiche più stringenti;
  • la soglia dei 4.000 euro: questo è un criterio valido anche per dichiarazioni prive di incongruenze, quando il credito Irpef supera i 4.000 euro Il Fisco provvede a un controllo della dichiarazione.

730 sottoposto a controllo, quando arriva il rimborso?

Quando la dichiarazione dei redditi viene sottoposta a un controllo preventivo l’Agenzia delle Entrate può procedere o per via automatizzata (in questo caso incrocia i dati presenti nei suoi database) o per via documentale. Nel secondo caso il contribuente è chiamato a esibire scontrini, fatture e ricevute.

L’iter dei controlli, inevitabilmente, rende i tempi di pagamento del rimborso più lunghi. I controlli, in ogni caso, devono concludersi entro 4 mesi dalla scadenza ordinaria di trasmissione della dichiarazione dei redditi con 730, ovvero il 30 settembre, e questo significa che possono durare fino alla fine di gennaio 2027 e che il rimborso, quindi, potrebbe arrivare solo da febbraio 2027 in poi. Nel caso in cui la dichiarazione sia stata presentata oltre il termine ultimo del 30 settembre, invece, i controlli si devono concludere entro 4 mesi dalla data effettiva di invio della dichiarazione.

La normativa prevede che se l’esito dei controlli è positivo l’Agenzia delle Entrate deve procedere a liquidare l’eventuale rimborso non oltre il sesto mese successivo al termine di trasmissione del 730 e questo significa che al massimo il rimborso arriverà entro marzo 2027.