Giorni di interessi (da incassare e da conoscere) su alcuni titoli di Stato della famiglia dei BTP Valore
Di Valore in Valore, e di interessi in interessi, siamo giunti a un altro stacco cedole per alcuni titolari di questo bond retail. Com’è noto venerdì 27, in tarda mattinata, il MEF comunicherà la serie dei tassi minimi cedolari del nuovo BTP Valore 2032. L’obbligazione avrà una durata di 6 anni scissi secondo la sequenza 2-2-2, e ad ogni biennio sarà accostato un dato tasso annuo lordo. Esso sarà pagato su base trimestrale, per cui se in anno esso sarà pari al 3%, per esempio, vuol dire che ogni 91,5 giorni circa arriverà una cedola dello 0,75% lordo. Nell’articolo nel riquadro in basso abbiamo stimato una possibile sequenza dei tassi cedolari definitivi.
Intanto andiamo sul sicuro e parliamo dello stacco cedola su un titolo Valore in attesa di sapere gli interessi sul BTP Valore 2032.
Le differenza chiave del BTP Più 2033
Ad oggi si contano 6 serie del BTP Valore, di cui 5 aventi espressamente questa dicitura e uno solo no, pur facendone parte per stessa ammissione MEF. Si tratta del BTP Più 2033 nato l’anno scorso e giunto al suo primo compleanno, visto che ha data regolamento il 25/02/2025. Con la cedola trimestrale di mercoledì 25 si chiude il ciclo del 1° anno e si ripartirà dal 2°, e così via per altri 6 anni per complessivi 8.
Il perché della scelta MEF di cambiar nome per la 5° serie dei bond Valore è presto detta. Il titolo offre qualcosa in più rispetto agli altri della stessa famiglia, e cioè la possibilità di esercitare la call per tutto o una parte del capitale investito dopo 4 anni dall’acquisto. Il Più 2033 è il bond della famiglia Valore dalla durata ad oggi più lunga che vi sia, cioè 8 anni in origine (e altri 7 di vita residua). Si sa che più è la lunga la durata e più sale la duration, cioè il rischio mercato. Tradotto, più cresce il rischio di vedersi sotto scivolare i corsi sotto 100 (ma anche sopra) nel corso della sua vita fruttifera.
Ormai da mesi il titolo prezza da mesi sopra la parità, ma a marzo ‘25 è stato più vero il contrario. Il minimo storico a 99,03 centesimi, infatti, lo toccò il 6 marzo 2025 mentre quello relativamente più recente a 99,90 è datato al 10 dicembre.
Ancora, l’esercizio della call è riservato ai soli sottoscrittori della prima ora e non agli acquirenti successivi e avverrà a 100, alla pari. Inoltre potrà essere esercitato per il solo capitale nominale ancora posseduto a febbraio 2029, cioè non liquidato nel frattempo. Si tratta di un bonus tutt’altro che irrilevante dato che nei corporate callable bond questo esercizio è nelle mani del debitore e non del creditore.
Cedola trimestrale e rendimento attuale di questo bond retail
Al pari dei titoli-fratelli anche il BTP Più 2033 ha doppio ISIN, di cui riservato ai soli acquirenti in collocamento (IT0005634792) e un altro ordinario, l’IT0005634800. Gli 8 anni di vita del titolo sono scissi in due quadrienni con tassi nominali annui pari al:
- 2,85% p.a. per il 1°, 2°, 3° e 4° anno, ossia lo 0,7125% lordo trimestrale (lo 0,6234% netto). Considerato il flottante di 14.905,67 mln di € (451.831 contratti registrati per un taglio medio di quasi 33mila €) si tratta di un monte cedole che sfiora i 93 mln di €;
- 3,70% p.a. (il 3,2375% netto) per il 5°, 6°, 7° e 8°;
- nessun premio fedeltà finale a naturale scadenza, il 25/02/2033.
Le cedole hanno periodicità trimestrale con date stacco al 25 maggio, 25 agosto, 25 novembre e 25 febbraio di ogni anno fino al termine. Al momento il titolo passa di mano sul MOT a 100,75 centesimi circa, per un rendimento effettivo a scadenza del 3,23% (dati: Borsa Italiana). In particolare, mercoledì 18/02 il bond ha ritestato per la 3° volta in un anno il suo massimo storico a 101,05.
Un altro aspetto interessante è la buona liquidità del titolo sul MOT. I contratti giornalieri dell’ultimo mese si attestano sui 200 in media, mentre il controvalore giornaliero spazia nel range dei 4-8 mln di €. Il bond è liquido, è ben scambiato.
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Stacco cedola su un titolo Valore in attesa di sapere gli interessi sul BTP Valore 2032
Dunque, il 1° anno di vita del titolo è andato via senza grossi patemi d’animo per chi lo ha acquistato sin dall’inizio. È pur vero che l’emittente ha offerto l’importante paracadute dell’uscita alla pari a metà vita, ma mai dire mai. In un qualunque momento può sorgere la necessità di rientrare del capitale o si può presentare l’occasione di un investimento “migliore” di quello in essere. In quei frangenti diventa importante avere un sottostante privo di potenziale perdita in conto capitale, ossia dalle quotazioni di mercato sotto cento. Anzi, liquidarlo a premio rappresenterebbe una sorta di “bonus di uscita” per l’essersi assunto nel frattempo una serie di rischi, tipo quelli di mercato ed emittente.
I prossimi 3 anni dovrebbero essere quelli a maggior rischio quotazioni nel senso di più sensibili, più variabili sopra e sotto cento. Poi entreranno di scena le cedole più ricche e nel mentre la vita residua si ridurrà per la metà. Vediamolo nei numeri per farci un minimo di possibile idea al riguardo. Il BTP Più Fb33 con 7 anni di vita residua ha oggi una duration modificata del 6,09. Invece quella del BTP Tf 3,50% Mz30, quasi la stessa cedola e quasi la durata del Più ma al passaggio di step, è il 3,64. Il rischio mercato scemerà, quindi, il che non vuol dire che scomparirà.
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