Il Ministero dell’Economia e delle Finanze dà il via libera all’eventuale rottamazione locale gestita dall’Agenzia delle Entrate Riscossione che sarà uguale per tutti. Vediamo cosa cambia.
Le rottamazioni locali non sono ancora partite, anche se la rottamazione quinquies è a pochi giorni dalla scadenza (e ha ricevuto un’accoglienza abbastanza tiepida e il Governo stia cercando di standardizzare quella locale per evitare un altro flop dovuto alla troppa confusione burocratica). Si sta pensando, quindi, di estendere la rottamazione dei tributi locali anche ai carichi affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione e di standardizzare la sanatoria rendendola uguale, per scadenze e regole, in tutti i 7.900 Comuni italiani.
L’idea è quella di lasciare che sia l’Agenzia delle Entrate Riscossione a gestirla e su questo c’è stato un confronto tra Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ragioneria generale dello Stato e la stessa AdER. Il nulla osta politico per la cosa è arrivato dal Mef e la misura potrebbe trovare posto nel prossimo decreto fiscale (attualmente all’esame della Commissione bilancio del Senato) con un emendamento.
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Attualmente, come abbiamo detto, le rottamazioni locali non sono ancora state avviate in parte per difficoltà operative visto che gli enti locali sono, spesso, impossibilitati a rottamare i carichi affidati alla riscossione di AdER e in parte perché la rottamazione locale lascia ampio margine di manovra ai singoli Comuni (scadenze, rateizzazioni e partenze).
Il fatto che le rottamazioni locali sono slegate dalle rottamazione quinquies, che doveva essere un punto di forza degli enti locali si è trasformato in una difficoltà di gestione. Ora, proprio per venire a capo di una misura che ha evidenti difficoltà di avvio, si sta pensando di renderla unica per tutti i Comuni e applicabile per tutti con tempistiche di avvio e termine standardizzati.
Rottamazione locale presto al via
La rottamazione locale potrebbe partire a breve e nell’emendamento che si pensa di presentare per il decreto fiscale si sta pensando di offrire all’Agenzia delle Entrate Riscossione due euro di contributo per ogni contribuente invece dell’ordinario aggio previsto, per fare in modo che l’AdER gestisca la sanatoria locale.
La proposta raccoglierebbe i consensi della maggior parte dei Comuni grandi, ma il Mef prima di dare il via libera definitivo vuole sondare per comprendere quale sarà l’adesione da parte di tutti i Comuni perché, è da sottolineare, i Comuni avranno una scelta: aderire alla rottamazione locale gestita dall’AdER o avviare in proprio la rottamazione in base a quanto previsto dalla legge di Bilancio 2026.
Se la proposta è quella di due euro a contribuente, la controproposta dell’Agenzia delle Entrate Riscossione dovrebbe essere di circa 4 euro per ogni contribuente, ma la parte economica, in larga parte, dipenderà dal livello di adesione e dalla conseguente platea di contribuenti interessati. Se da una parte il Ministero dell’Economia intende farsi carico dei costi per l’infrastruttura informatica, di contro chiede ai Comuni di sensibilizzare i cittadini sulla possibilità di aderire alla sanatoria locale pubblicizzandola. Senza una comunicazione forte, il rischio è che i contribuenti non sappiano nemmeno della possibilità di rottamare IMU e TARI.
Non si esclude che per la realizzazione di una rottamazione locale in questo modo si debba andare a rivedere quanto contenuto nella Legge di Bilancio 2026, ma se fosse necessaria anche la modifica sarebbe contenuta nel decreto fiscale.
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