Armi alla Turchia: quanto vale la vendita di armamenti dell’Italia?

Armi alla Turchia: alcuni Stati hanno già deciso il divieto di esportazione come reazione alla guerra contro i curdi. Ma quanto vale l’export dell’Italia verso Ankara? Scopriamo i dettagli della vendita di armamenti ai turchi, anche di Francia e Germania.

Armi alla Turchia: quanto vale la vendita di armamenti dell'Italia?

Armi alla Turchia: il divieto di vendita è arrivato da alcuni Stati europei. L’Italia non ha rilasciato dichiarazioni unilaterali sulla volontà di bloccare l’esportazione di materiale bellico verso Ankara. Quanto vale l’export di armamenti dell’Italia in Turchia?

Il volume di affari è importante per il nostro Paese. Il ministro Luigi Di Maio ha annunciato lo stop dell’export delle armi italiane alla Turchia e sta valutando anche di fermare contratti di vendita futuri.

Olanda, Norvegia, Finlandia, Germania e Francia hanno invece già deciso di sospendere l’esportazione di armamenti e materiale bellico verso la Turchia, come risposta ad un attacco considerato inopportuno e assolutamente grave per la stabilità della regione e per le conseguenze dirette sulla popolazione curda.

La strategia della sospensione della vendita di materiale bellico alla Turchia ha come obiettivo fermare l’offensiva turca che rischia di innescare una guerra dagli esiti incerti e drammatici.

Il commercio delle armi, che coinvolge un po’ tutti gli Stati europei e rappresenta importanti entrate per le economie nazionali, è da sempre nel mirino quando scoppiano nuove guerre. Se ne parlerà anche oggi al Consiglio europeo dei ministri degli Esteri.

Quanto vale il blocco degli armamenti?

Vendita armi alla Turchia: ecco quanto vale l’export dell’Italia

L’attenzione rivolta in queste ore sulla guerra turca contro i curdi nella Siria del Nord e sull’ultima decisione riguardante l’embargo sulle armi alla Turchia solleva un interrogativo: qual è il valore dell’export di materiale bellico?

Il nostro Paese ha ufficializzato l’embargo nazionale sulle armi alla Turchia, malgrado risulti uno degli Stati più coinvolti nell’export di armamenti verso il mercato turco.

Secondo i dati di Rete Italiana per il Disarmo la Turchia è tra i più importanti compratori di materiale bellico prodotto dall’industria italiana. Dal 2015 le nostre forniture militari verso la Turchia hanno raggiunto un valore di 890 milioni di euro. Le consegne di armi e materiali affini ad Ankara sono state di 463 milioni di euro.

Il commercio italiano verso la Turchia riguarda soprattutto munizioni, missili, bombe, arazzi, siluri, armi di vario calibro. Soltanto nel 2018, le esportazioni italiane di armamenti in Turchia hanno avuto un valore di 360 milioni di euro.

Stop vendita armi alla Turchia da Francia e Germania: quanto vale il blocco armamenti?

In Germania, le esportazioni di armi verso la Turchia rappresentano circa un terzo di quelle totali nel settore. il Paese tedesco, infatti, figura tra i primi fornitori di armamenti di Ankara. Nel 2018 l’export di materiale bellico verso la Turchia ha raggiunto il valore di 243 milioni di euro. Nei primi quattro mesi del 2019, la Turchia ha ricevuto armi dalla Germania per un valore di 184 milioni di euro.

Anche la Francia ha annunciato l’embargo sulle armi alla Turchia con una nota congiunta dei ministri degli Esteri e della Difesa nella quale è stata espressa la volontà di: «sospendere tutti i piani per esportare in Turchia armi che potrebbero essere utilizzate in questa offensiva. Questa decisione ha effetto immediato».

Nonostante lo Stato francese non rientri tra i primi fornitori di armamenti alla Turchia, alcuni scambi di materiale bellico sono avvenuti tra i due Paesi. Dal 2009, ci sarebbero stati ordini di dalla Turchia per un valore di 594,5 milioni euro per attrezzature varie da impiegare nel settore militare nell’assunzione di ordini dalla Turchia. Inoltre, la Francia ha consegnato 461,7 milioni di euro di armi ad Ankara in 10 anni.

Come reagirà la Turchia all’embargo sulle armi?

Lo scopo dell’embargo sulle armi è quello di fermare immediatamente l’attacco turco ai curdi. Come reagirà la Turchia a questa decisione di importanti Paesi europei? Quali effetti avrà un’ipotetica presa di posizione UE contro la vendita di armamenti ad Ankara?

Al momento Erdogan sembra poco scosso dalla strategia messa in atto. La lotta contro il terrorismo - così viene definita la guerra in Siria del Nord dai turchi - non si fermerà nemmeno dinanzi alla sospensione della vendita delle armi: questa la posizione ufficiale della Turchia.

In queste ore i combattimenti ed i bombardamenti sono diventati più intensi, causando sfollati, vittime civili e insicurezza nell’intera regione.

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