Apple controcorrente: Tim Cook sfida la febbre dell’AI con una strategia di cautela

Redazione Money Premium

21 Agosto 2025 - 07:05

Mentre la Silicon Valley spende oltre 100 miliardi l’anno in AI, Apple mantiene un approccio cauto, con 11 miliardi di investimenti previsti, affrontando dazi e indagini antitrust.

Apple controcorrente: Tim Cook sfida la febbre dell’AI con una strategia di cautela

Nel panorama tecnologico del 2025, Apple rappresenta un’eccezione. Guidata da Tim Cook, la società di Cupertino ha perso il 15% in borsa dall’inizio dell’anno, peggio solo di Tesla tra i cosiddetti “Magnifici 7” di Wall Street. La sua strategia si distingue per un approccio più prudente agli investimenti in intelligenza artificiale, in netto contrasto con i colossi rivali.

Mentre Alphabet e Meta pianificano spese record – rispettivamente 203 e 147 miliardi di dollari in asset fissi – Apple prevede per il 2026 appena 11 miliardi di dollari di investimenti in conto capitale, circa un decimo di quanto programmato da Microsoft o Meta. Una scelta che appare conservativa, ma che per alcuni investitori potrebbe ridurre il rischio di esporsi a un’eventuale bolla dell’AI.

Le priorità di Cook sembrano essere altrove. I dazi imposti su prodotti provenienti da India e Vietnam, due poli chiave per la produzione di iPhone e accessori, comporteranno una riduzione stimata di 1,1 miliardi di dollari nei margini del trimestre in corso. A ciò si aggiungono le sfide legali: le autorità antitrust minacciano di ridurre i ricavi derivanti dagli accordi con Google per il preinstallamento dei suoi servizi e dalle commissioni sugli acquisti effettuati tramite l’App Store.

Nonostante questi ostacoli, i risultati trimestrali hanno mostrato segnali di solidità, con ricavi in crescita del 10% su base annua. La quota dei servizi – come pagamenti digitali, streaming e abbonamenti – è salita al 29% del fatturato, a testimonianza di una diversificazione che Cook ha perseguito negli ultimi anni.

Sul fronte delle acquisizioni, Apple ha mantenuto la sua tradizionale prudenza: nel 2025 sono state completate sette operazioni, tutte di dimensioni ridotte. Eppure, con una liquidità netta di 31 miliardi di dollari e una capitalizzazione di mercato di 3.100 miliardi, l’azienda avrebbe le risorse per acquisire anche attori emergenti dell’AI, come la francese Mistral AI.

Per ora, la scommessa di Cook è quella di non farsi trascinare dalla corsa all’oro dell’intelligenza artificiale, puntando su stabilità, redditività e controllo dei costi. Una strategia che, se l’attuale entusiasmo per l’AI dovesse raffreddarsi, potrebbe trasformarsi in un vantaggio competitivo inatteso.