Anticipo TFR: come e quando è possibile richiederlo?

Anticipo TFR: ecco come e quando è possibile richiedere il trattamento di fine rapporto al proprio datore di lavoro e i casi in cui invece può essere rifiutata la richiesta del lavoratore.

Anticipo Tfr: quando e come è possibile richiedere al proprio datore di lavoro l’anticipo del trattamento di fine rapporto? Ci sono alcuni casi specifici in cui il lavoratore ha diritto a fare richiesta anticipo del Tfr, ovvero quella somma che mensilmente viene accantonata e verrà erogata al lavoratore al termine del rapporto di lavoro.

Per richiedere l’anticipo del Tfr è necessario rispettare alcuni requisiti e, in ogni caso, la liquidazione anticipata del trattamento di fine rapporto riguarda soltanto una parte del trattamento di fine rapporto accantonato, ovvero il 70% e può essere erogata esclusivamente per rapporti di lavoro che sono durati almeno 8 anni.

Il Codice Civile all’articolo 2120, commi 6-11, stabilisce nel dettaglio quelli che sono i casi in cui è possibile fare richiesta di anticipo Tfr; la legge ha disposto che il lavoratore ha diritto a chiedere il trattamento di fine rapporto in anticipo soltanto in determinate situazione e qualora si trovi nella condizione di dover affrontare spese improvvise e inderogabili.

Ci sono, di conseguenza, casi in cui il datore di lavoro può rifiutare di erogare l’anticipo Tfr al lavoratore che ne fa richiesta ed erogarlo quindi, in via ordinaria, all’atto di risoluzione del rapporto di lavoro.

Ecco tutte le informazioni necessarie a chiarire come e quando può essere richiesto l’anticipo Tfr e quando, invece, viene negato al lavoratore.

Anticipo TFR: quando è possibile richiederlo?

Non è sempre possibile richiedere l’anticipo Tfr e nel Codice Civile, all’articolo 2120, è innanzitutto stabilito che il lavoratore può presentare richiesta di anticipo del trattamento di fine rapporto al datore di lavoro nel rispetto delle seguenti condizioni:

  • avere maturato almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro (art. 2120 c.c., c. 6);
  • l’anticipo Tfr deve essere contenuto nei limiti del 70% del trattamento spettante nel caso di cessazione del rapporto alla data della richiesta (art. 2120 c.c., c. 6);
  • l’anticipo Tfr deve essere altresì contenuto nei limiti del 10% degli aventi titolo e, comunque, del 4 % del numero totale dei dipendenti (art. 2120 c.c., c. 7);
  • l’anticipo Tfr può essere ottenuto una sola volta nel corso del rapporto di lavoro (art. 2120 c.c., c. 9).

I successivi commi dell’articolo 2120 specificano quando è possibile richiedere l’anticipo Tfr. Si tratta di casi specifici, durante i quali il lavoratore si trova a dover sostenere spese improvvise e che ammettono la richiesta di anticipo del Tfr, ovvero:

  • eventuali spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche (art. 2120 c.c., c. 8 lett. a);
  • acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli, documentato con atto notarile (art. 2120 c.c., c. 8 lett. b);
  • eventuali spese da sostenere durante i periodi di fruizione dei congedi parentali e per formazione del lavoratore (art. 5 D.Lgs. 151/2001 e art. 7 Legge 53/2000), come nei periodi di congedo facoltativo a seguito della nascita di un figlio o di conseguimento titolo e partecipazione ad attività di formazione.

Una delle domande che i lavoratori che devono sostenere spese straordinarie si pongono è se si può richiedere anticipo del trattamento di fine rapporto in caso di ristrutturazione della propria casa. Bisogna specificare che nel Codice Civile tale possibilità non è ammessa ma che la facoltà di erogare l’importo al lavoratore è determinata dalla scelta finale del proprio datore di lavoro. In più, i CCNL di categoria possono intervenire a disciplinare casi in cui è ammessa la richiesta di anticipo Tfr, anche in situazioni diverse da quanto disposto dal Codice Civile.

Il diritto a richiedere l’anticipo Tfr non è ammesso per i lavoratori dipendenti di aziende dichiarate in crisi, sulla base di quanto disposto dall’art. 4, comma 3 della legge 297/1982.

Anticipo TFR: come richiederlo?

Per richiedere l’anticipo Tfr bisogna presentare modulo cartaceo e domanda scritta, alla quale bisognerà allegare i propri dati anagrafici, quelli del datore di lavoro, l’anzianità di servizio e la motivazione della richiesta.

I documenti da allegare per richiedere l’anticipo trattamento di fine rapporto variano sulla base del motivo per il quale si richiede l’importo al datore di lavoro; per quanto riguarda le somme richieste per l’acquisto della prima casa, sarà necessario allegare alla domanda l’atto d’acquisto della casa o il contratto preliminare di vendita. Nel caso di richiesta per pagare spese mediche sarà necessario allegare certificazione medica oppure, per le richieste durante periodi di congedo, il dettaglio delle spese da sostenere per le quali si necessità dell’anticipo Tfr.

Anticipo TFR: quando il datore di lavoro può negarlo?

In alcuni casi, di cui abbiamo già parlato in parte nei precedenti paragrafi, il datore di lavoro può rifiutare la richiesta di anticipo del Tfr da parte del lavoratore.

Innanzitutto, l’anticipo del Tfr può essere negato per i lavoratori di aziende in crisi, così come previsto dall’art. 4, comma 3 della legge n. 297/82.

In seconda istanza, il datore di lavoro come abbiamo già affermato ha il dovere di soddisfare le richieste di anticipo Tfr nel limite del 10% dei dipendenti aventi diritto e del 4% del numero totale dei dipendenti.

L’anticipo Tfr non è ammesso nel caso di lavoratori con meno di 8 anni di servizio presso la stessa azienda, fatta esclusione per cessioni, scissioni o fusioni di imprese che non hanno però comportato la liquidazione del Tfr al lavoratore al momento del passaggio ad altro datore di lavoro.

Leggi anche -> Calcolo TFR netto: tassazione separata, aliquota media ed esempio numerico

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