Anticipo dello stipendio: come richiederlo e cosa deve fare il datore di lavoro

Il dipendente può chiedere un acconto dello stipendio, ma è il datore di lavoro a decidere se concederlo o meno. Attenzione alle modalità di pagamento.

Anticipo dello stipendio: come richiederlo e cosa deve fare il datore di lavoro

Potrebbe accadere che, ad esempio per far fronte a delle spese impreviste, il dipendente chieda all’azienda un anticipo dello stipendio. Non ci sono norme, infatti, che vietano al lavoratore subordinato di chiedere che lo stipendio venga pagato - tutto, o solamente per un acconto - prima del termine previsto dall’accordo collettivo.

Allo stesso tempo, però, non ci sono obblighi per il datore di lavoro il quale è libero di decidere se concedere o meno l’anticipo dello stipendio.

Chiedere l’acconto dello stipendio o anche che la retribuzione venga pagata in anticipo, quindi, è una facoltà in capo al lavoratore subordinato, ma non è un suo diritto assoluto dal momento che il datore di lavoro può rifiutarsi anche senza giustificazione.

Tuttavia, qualora dipendente e datore di lavoro si mettano d’accordo per il pagamento anticipato dello stipendio (anche solo di una parte) ci sono delle regole da rispettare, specialmente per quel che riguarda le modalità di pagamento. Di questi obblighi ve ne parleremo nel prosieguo dell’articolo, dove faremo chiarezza anche sulle modalità per presentare la richiesta di anticipo dello stipendio al proprio datore di lavoro.

Modalità per la richiesta dell’acconto

Come anticipato non ci sono norme che disciplinano l’anticipo dello stipendio; ecco perché allo stesso tempo non è prevista una procedura da seguire per presentare la richiesta.

Nonostante ciò consigliamo ai lavoratori di presentare la domanda per iscritto, motivando la propria richiesta in maniera dettagliata. Ricordiamo infatti che la possibilità di erogare un anticipo di stipendio in busta paga è rimessa alla volontà delle parti, quindi spetta al datore di lavoro valutare se esistono i presupposti per accettare la richiesta del dipendente.

A sua volta il datore di lavoro, nel caso accetti di concedere un acconto di stipendio, dovrà far firmare al dipendente una ricevuta nella quale questo conferma di aver ricevuto un anticipo. Nella stessa bisognerà indicare la data in cui è avvenuto il pagamento (che come vedremo di seguito dovrà essere effettuato con metodi tracciabili) e la mensilità a cui l’anticipo si riferisce.

Infine l’importo erogato a titolo di acconto dovrà essere sottratto dalla busta paga del mese di riferimento. Per farlo basta indicare nelle modalità di pagamento (se evidenziate) la dicitura “già saldata tramite b.b. in data X” specificando la somma pagata in anticipo.

Come pagare l’anticipo dello stipendio

È bene ricordare che dal 1° luglio 2018 è entrata in vigore la norma che vieta ai datori di lavoro di pagare lo stipendio in contanti; la retribuzione, infatti, deve essere corrisposta utilizzando esclusivamente delle modalità di pagamento tracciabili.

Ricapitolando, sono metodi consentiti:

  • bonifico su conto corrente (postale o bancario) identificato da codice Iban;
  • pagamento in contanti ma presso lo sportello (postale o bancario) dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  • strumenti di pagamento elettronico;
  • assegno consegnato direttamente al lavoro o - in caso di un comprovato impedimento - ad un suo delegato.

Questi metodi di pagamento valgono anche per l’anticipo dello stipendio, visto che la firma che il dipendente pone sulla busta paga - o anche sulla ricevuta che certifica l’erogazione dell’acconto - non ha alcun valore legale.

In caso di mancato rispetto, ossia qualora il datore di lavoro decida di pagare un anticipo dello stipendio in contanti, questo andrà incontro (indipendentemente dal valore dell’acconto) ad una sanzione amministrativa pecuniaria che va da 1.000€ a 5.000€ euro.

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