Non serve guardare a Wall Street per guadagnare in Borsa: anche Piazza Affari ha le sue magnifiche 7. Nonostante l’incertezza che continua ad agitare i mercati, tra venti di recessione, tensioni geopolitiche e i tira e molla sui dazi, Piazza Affari sta vivendo una fase sorprendentemente positiva. L’indice Ftse Mib è a ridosso dei massimi storici e alcuni titoli risultano molto interessanti per investitori.
Parliamo di aziende solide, ben posizionate nei rispettivi settori, dalla finanza alle infrastrutture, passando per l’industria, che hanno saputo resistere ai momenti più difficili degli ultimi mesi e che oggi viaggiano vicino ai loro massimi, in alcuni casi assoluti, toccati anche oltre vent’anni fa.
E non è solo una questione di performance passate: anche l’analisi monetaria sulle opzioni (utile per studiare il comportamento degli investitori professionali) conferma una visione positiva per l’indice principale italiano.
Livelli monetari Ftse Mib future
Fonte Bruno Nappini per Money.it
Dunque, puntare sulle magnifiche 7 di Borsa Italiana potrebbe rivelarsi una scelta profittevole almeno per i prossimi 2-3 mesi, in attesa che i mercati trovino finalmente una direzione più chiara.
Poste Italiane
Grafico Poste Italiane
Fonte Tradingview
Tra le top 7 di Piazza Affari troviamo Poste Italiane, con una capitalizzazione di 24,3 miliardi e prezzi vicino al record storico di 18,8 euro. Poste Italiane rappresenta uno degli esempi più completi di evoluzione industriale italiana. In dieci anni, il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha realizzato una trasformazione profonda, che lo ha portato a essere un player di riferimento non solo nei servizi postali, ma anche in quelli finanziari, assicurativi, nei pagamenti digitali e nella logistica. Il rendimento in dieci anni è monstre: +379%.
L’ingresso di Poste Italiane nel capitale di Tim, con l’acquisizione del 24,8%, apre nuovi scenari nel delicato gioco del consolidamento delle telecomunicazioni in Italia. Un’operazione che aggiunge un tassello importante alla strategia del gruppo. Gli analisti di Morgan Stanley mantengono un approccio prudente: confermano un target price di 20 euro e un giudizio “Equalweight”.
Terna
Protagonista silenziosa della transizione energetica, Terna è in crescita di oltre il 16% da inizio anno, a circa il 2% dai massimi storici. La società che gestisce la rete elettrica nazionale rappresenta un asset strategico per il Paese e una scelta difensiva per gli investitori, in un settore regolamentato ma in forte espansione.
Negli ultimi dieci anni ha garantito un rendimento del 121%, confermando la capacità di generare cassa, distribuire dividendi e investire in innovazione.
Banca Popolare di Sondrio
Grafico Banca Popolare di Sondrio
Fonte Tradingview
Spinta dall’appeal speculativo legato all’Ops lanciata da Bper Banca, Pop Sondrio è diventata un nome caldo nel settore bancario italiano. Il titolo scambia oggi a 11,80 euro, appena il 4,4% sotto il massimo storico, con una crescita del 178% nell’arco di un decennio.
Oltre all’interesse per possibili aggregazioni, la banca valtellinese ha convinto anche per la qualità degli attivi, la redditività in miglioramento e un profilo prudente nella gestione del rischio.
FinecoBank
La banca digitale nata dallo spin-off di UniCredit ha costruito un modello di business ad alta marginalità, scalabile e orientato al lungo termine. Oggi il titolo è scambiato a 19,15 euro, a circa il 3% dal massimo storico.
Negli ultimi dieci anni il rendimento di FinecoBank è stato pari al +174%, alimentato da una crescita costante degli utili e da una fidelizzazione della clientela rara nel settore bancario. Jp Morgan ha appena alzato il target a 20 euro e confermato il giudizio overweight, rivedendo al rialzo le stime di Eps fino al 2027. Anche Intesa Sanpaolo ha alzato il fair value a 21,20 euro dopo i dati di raccolta di maggio.
Iveco Group
Grafico Iveco
Fonte Tradingview
Nel settore industriale, Iveco è uno dei titoli più dinamici del listino. Attualmente scambia a 16 euro, distante il 10% dai massimi e in progresso di oltre il 70% da inizio anno. L’azienda sta seguendo il trend globale della decarbonizzazione, puntando su veicoli commerciali elettrici, tecnologie a idrogeno e innovazioni per il trasporto pesante. E il mercato la premia. Anche gli analisti iniziano a rivedere al rialzo le stime, segnalando come il gruppo possa beneficiare nel medio termine della transizione ecologica e dei piani europei per la mobilità sostenibile.
Italgas
Grafico Italgas
Fonte Tradingview
Lontana dai riflettori ma centrale nel futuro energetico italiano, Italgas è uno di quei titoli che continua a macinare risultati solidi. Il titolo viaggia oggi intorno ai 7 euro, appena l’1% sotto il massimo storico, con una performance decennale del +120%.
La società ha puntato forte sulla digitalizzazione delle reti di distribuzione del gas, un elemento chiave per aumentare l’efficienza, ridurre le perdite e accelerare l’integrazione con nuove fonti di energia.
Hera
Chiude la lista Hera, società bolognese che opera nella gestione integrata di energia, acqua e rifiuti. Un modello diversificato, attento alla sostenibilità e capace di produrre valore stabile nel tempo. Il titolo quota 4,3 euro, con una distanza del 3,8% dai massimi storici e un rendimento decennale del 91%.
La forza di Hera sta nella sua strategia che prevede continui investimenti, una gestione efficiente dei servizi pubblici locali, attenzione all’innovazione e una governance che ha sempre privilegiato la sostenibilità operativa. Non a caso, è considerata una delle utility più solide del panorama europeo e non solo italiano.
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