Anche l’Italia è un paradiso fiscale, ecco chi paga meno tasse

Patrizia Del Pidio

13 Maggio 2024 - 14:14

Per alcuni soggetti l’Italia rappresenta un paradiso fiscale. Vediamo che nel nostro Paese paga meno tasse.

Anche l’Italia è un paradiso fiscale, ecco chi paga meno tasse

Anche l’Italia, a sorpresa, rientra nei paradisi fiscali. Chi paga meno tasse nel nostro Paese e a chi conviene la tassazione applicata? Come ogni anno il Dipartimento delle Finanze ha pubblicato i dati relativi alla dichiarazione dei redditi, si tratta della campagna 2023, relativa al periodo di imposta 2022. I dati che emergono sono inaspettati per un occhio poco esperto, perché risulta che per circa 37mila contribuenti l’Italia è alla stregua di un paradiso fiscale.

C’è chi paga solo il 10%, chi il 7% e chi, ancora, paga le tasse solo sul 50% del reddito prodotto. Anche se i regimi speciali sfruttati da questi contribuenti sono stati inseriti per riportare in Italia i cervelli in fuga e per attrarre nel nostro Paese contribuenti esteri con patrimoni cospicui, si tratta comunque di regimi paragonabili a quelli dei paradisi fiscali.

Quanto sono tassati i redditi esteri per chi trasferisce la residenza?

Contribuenti che hanno scelto di portare la residenza in Italia per avere una tassazione più bassa non sono moltissimi. Si tratta di poco meno di 1.000 contribuenti che hanno prodotto nel nostro Paese un reddito complessivo pari a 75 milioni di euro (di cui la maggior parte arriva dai redditi da lavoro dipendente).

Dal 2017 per questi soggetti si applica la tassazione per i neo residenti sui redditi prodotti all’estero: si tratta di una tassazione forfettaria e sostitutiva. L’imposta da versare è pari a 100.000 euro e, se estesa anche ai familiari l’imposta forfettaria, per questi ultimi, è pari a 25.000 euro. Questo regime agevolato vale 15 anni mentre si pagherà l’aliquota ordinaria sui redditi prodotti in Italia.

Paradiso fiscale per i pensionati

Visto il grande successo riscosso dai paradisi fiscali per i pensionati esteri, l’Italia dal 2019 ha cercato di attrarre questa tipologia di contribuenti.

L’agevolazione italiana promette una tassazione agevolata per i pensionati esteri che trasferiscono la residenza in un Comune di Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise, Calabria, Sardegna e Sicilia, con meno di 20.000 abitanti. Sulle pensioni estere di questi soggetti che trasferiscono la residenza in un Comune del Mezzogiorno poco popoloso, è prevista una imposta sostitutiva al 7% sui redditi da pensione estera.

L’Italia è riuscita ad attrarre 474 stranieri che percepiscono un totale di 19 milioni di euro di pensione (una media di 40.210 euro ognuno). L’imposta lorda versata da questi contribuenti ha sfiorato i 2 milioni di euro nel 2023.

Sconto per i cervelli in fuga

Un’altra agevolazione fiscale è prevista per il rientro dei cervelli in fuga e riguarda tutti coloro che in passato hanno scelto di scappare dall’Italia per evitare la pressione fiscale troppo alta, scegliendo Paesi in cui trovavano condizioni economiche migliori (stipendi più alti e tasse meno pesanti).

Se queste persone decidono di tornare in Italia possono contare su un regime fiscale agevolato. Inizialmente poteva sembrare un’offerta interessante, ma il Governo Meloni ha ridotto il regime agevolato del 50% e lo ha lasciato in vigore solo per alcune categorie di lavoratori, come insegnanti, ricercatori e pochi altri.

A fruire di questa agevolazione nel 2023, per redditi prodotti nel 2022, sono stati in 3.300.

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