UBI Banca: struttura grafica impostata positivamente per nuovi rialzi

I recenti rialzi di UBI Banca ne hanno migliorato notevolmente la struttura grafica. Dal punto di vista tecnico, eventuali correzioni possono costituire delle occasioni per implementare un’operatività di matrice rialzista

UBI Banca: struttura grafica impostata positivamente per nuovi rialzi

Seduta brillante per le azioni UBI Banca, che al momento della scrittura si apprezza del 4,55% (3,262 euro), posizionandosi in vetta al FTSE Mib.

A contribuire ai recenti rialzi del titolo sono i risultati positivi del quarto trimestre 2019, pubblicati lo scorso 10 febbraio (per approfondire). Oltre a questo, si fa alta l’attesa degli operatori per la presentazione del Piano Industriale al 2022, che verrà reso noto il prossimo 17 febbraio.


UBI Banca, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

Nelle ultime sette sedute, le quotazioni dell’istituto di credito sono riuscite a rimbalzare dall’area supportiva a 2,70 euro, corroborata dal transito della linea di tendenza che unisce i massimi del 21 ottobre a quelli dell’8 novembre 2019 e dal livello orizzontale lasciato in eredità dai massimi dell’8 luglio 2019.

Il rally scaturito da questo sostegno ha permesso ai corsi di recuperare la resistenza a 2,856 euro (parte superiore della lunga congestione che ha accompagnato il titolo durante tutto il 2019), per poi effettuare la violazione dell’ostacolo a 3,093 euro.

L’attuale impulso ascendente ha però raggiunto la soglia di eccesso di acquisti da parte dell’RSI settato a 14 periodi, il quale sta evidenziando una divergenza di inversione bearish. Se da un lato i compratori possono avere ulteriore margine di salita, dall’altro ci si può attendere un movimento correttivo che vada a testare la zona di concentrazione di domanda a 3,093 euro.

Con i rialzi di oggi inoltre, è stato superato il 61,8% del ritracciamento di Fibonacci disegnato sulla gamba di ribasso iniziata a ottobre 2018.

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Strategie operative su UBI Banca


Elaborazione Ufficio Studi di Money.it

Operativamente, si potrebbero valutare strategie di natura long in caso di correzione a 3,093 euro. Lo stop loss sarebbe piuttosto ampio, a 2,815 euro, mentre l’obiettivo principale ambizioso a 3,50 euro. Il target finale sarebbe invece identificabile a 3,642 euro, dove verrebbe chiuso il gap down aperto dal 28 settembre 2018.

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