Azioni ENI, fioccano i premi. Lo scenario migliore e quello peggiore con previsioni prezzi petrolio

Laura Naka Antonelli

27/02/2026

Reazione positiva delle azioni ENI alla diffusione dei risultati del 2025, che hanno battuto le attese su più fronti. E occhio a raffica nuovi annunci dagli analisti.

Azioni ENI, fioccano i premi. Lo scenario migliore e quello peggiore con previsioni prezzi petrolio

Cosa fare con le azioni ENI dopo la pubblicazione dei conti del 2025 e i vari annunci che sono stati snocciolati dal colosso petrolifero guidato dall’amministratore delegato Claudio Descalzi? Sotto i riflettori, oltre ai numeri relativi agli utili e ai ricavi, la promessa del gruppo, come ha rimarcato Descalzi, a soddisfare l’appetito degli azionisti per i dividendi.

Per avere maggiori dettagli, ha sottolineato il CEO, bisogna attendere il Capital Markets Update di marzo, “ma possiamo confermare che un dividendo solido e attraente è una nostra priorità ”. Lo dimostra la storia, visto che “negli ultimi 5 anni abbiamo aumentato il dividendo del 5% all’anno riflettendo la nostra crescita”.

La promessa, dunque, c’è: “La politica di remunerazione rimane attrattiva”. Piazza Affari ha subito premiato le azioni ENI, quotate sull’indice Ftse Mib, guardando con soddisfazione ai numeri annunciati e pregustando l’arrivo dei nuovi target finanziari del periodo 2026-2029, nel giorno del CMD, in calendario il prossimo 19 marzo. E i buy vanno avanti anche oggi, grazie alla carrellata di giudizi positivi che sono arrivati, nelle ultime ore, dalla comunità degli analisti, da cui sono arrivati diversi premi sul titolo. Il titolo scatta del 2% circa, a quota 19,73 euro.

Intanto, occhio alla data del prossimo 19 marzo, quando gli azionisti e gli investitori avranno a disposizione tutte le informazioni sui target formulati da ENI, guardando ai prossimi anni.

Nell’annunciare i conti nella giornata di ieri, ENI ha dato comunque qualche indicazione, sottolineando di prevedere una crescita della produzione di idrocarburi coerente con gli obiettivi del piano 2025-2028, investimenti lordi per €7 miliardi; investimenti netti a circa €5 miliardi e un gearing - parametro per misurare il livello di indebitamento netto in rapporto al patrimonio netto complessivo (inclusi i debiti)- previsto tra il 10% e il 15%, assumendo un prezzo del petrolio Brent di 62 dollari al barile.

Tutti i messaggi arrivati dai conti di ENI. Battute le previsioni su più fronti

In evidenza i commenti di alcuni esperti, tra cui quelli di Barclays Research che, in una nota ad hoc dedicata alle azioni ENI, hanno sottolineato la solidità dei conti riportati in particolare nel quarto trimestre, nello specifico dell’utile netto adjusted che, a quota 1,2 miliardi di euro, si è confermato superiore di ben il 25% rispetto alle attese compilate dal consensus degli analisti e in crescita di più del 40% rispetto alle previsioni elaborate da Barclays.

A incidere positivamente, hanno fatto notare gli esperti, soprattutto l’impatto minore delle tasse e il contributo della divisione E&P più solido delle stime, grazie alla maggiore produzione.

ENI ha spiegato l’aliquota fiscale più bassa con due fattori: da un lato con il mix geografico più favorevole degli utili dell’E&P (maggiore produzione proveniente da giurisdizioni a fiscalità più bassa dopo la razionalizzazione del portafoglio) e, dall’altro lato, con le decisioni finali di investimento (FID) su progetti esplorativi, che hanno consentito di sbloccare benefici fiscali differiti relativi a costi di esplorazione sostenuti in precedenza.

Altro elemento tra i più importanti emersi con la pubblicazione dei conti la produzione di petrolio e gas che, sempre nel quarto trimestre dell’anno, è salita di oltre il 7% su base annua a 1,84 mln boe/g, superando le attese, sia del consensus che di Barclays, del 2%.

Il flusso di cassa operativo riportato, al netto del capitale circolante (ex WC), si è attestato inoltre a 3 miliardi di euro, valore superiore di oltre il 9% rispetto al consensus e del 6% rispetto alle previsioni stilate dalla divisione del colosso britannico.

Occhio anche alla leva leva finanziaria pro-forma, che si è attestata al 14% alla fine del quarto trimestre (rispetto alla guidance FY25 del 15-18%), includendo operazioni di portafoglio concordate ma non ancora completate.

Barclays ha reso noto a tal proposito di stimare una leva finanziaria (debito netto ante leasing) pari al 18% a fine 4° trimestre.

Azioni ENI, fioccano i premi dagli analisti. I nuovi target price, da Barclays a Goldman Sachs

I numeri di ENI hanno portato Barclays Research a confermare il rating “Overweight” sulle azioni, e ad apportare alcuni aggiustamenti sia all’outlook sull’EPS (utile per azione), che al target price.

In realtà, le stime sull’EPS su base adjusted per il 2026 sono state riviste al ribasso, a 1,76 euro. “Tuttavia, abbiamo aumentato il nostro target price a 22,5 euro da 20 euro, per riflettere soprattutto una valutazione più alta per la divisione upstream, mentre ci aspettiamo che le spese per gli investimenti dell’azienda (capex) scendano di più andando avanti, grazie alla migliore efficienza ”.

Altri premi sono arrivati dalla divisione di ricerca di UBS, che ha rivisto al rialzo il target price sulle azioni da 18 euro a 21 euro, a fronte di un rating “Buy”, mentre il prezzo obiettivo di HSBC è stato aumentato da 16,5 a 17,5 euro.

Upgrade anche da parte di Goldman Sachs, che ha migliorato il target price da 17 a 19 euro, a fronte di un rating “Buy”.

JPMorgan decisamente meno ottimista, con un rating “Underweight”. Detto questo, il target price è stato alzato da 17 a 17,5 euro.

Focus su worst & best case scenarios firmati da Barclays, a seconda trend prezzi petrolio

Come sempre, nella nota di Barclays sono stati illustrati anche lo scenario migliore e quello peggiore per le azioni.

In generale, nel motivare la valutazione “Overweight”, gli analisti della divisione del colosso britannico hanno scritto di intravedere un potenziale di upgrade per l’EPS di ENI più alto rispetto a quello stimato per le società rivali, così come un re-rating, anche, dei dividendi.

Nel migliore dei casi, che presuppone una corsa dei prezzi del petrolio fino a 100 dollari, il target price previsto da Barclays nel suo scenario migliore (upside case) è pari a 27,50 euro.

Lo scenario peggiore (downside case), che si basa su una discesa dei prezzi del petrolio fino a $40, è di un target price a 12 euro.

Equita: view positiva, upgrade previsioni EPS e target price sulle azioni migliorato a 20 euro

Un premio per le azioni ENI è arrivato oggi anche dalla divisione di ricerca di Equita SIM, che ha annunciato, a seguito della pubblicazione di risultati di bilancio migliori delle previsioni, di aver rivisto al rialzo l’outlook sull’EPS (utile per azione) relativo al 2026 del 2%, mantenendo invariate le ipotesi di scenario:

  • Produzione upstream +2% su base annua (migliorabile visto l’exit rate del quarto trimestre).
  • Petrolio Brent a $65 dollari al barile (nel 2025 pari a $69/bbl).
  • TTF gas a €30/MWh (nel 2025 pari a €36/MWh).
  • Sul mercato del forex rapporto euro-dollaro a 1,15 (nel 2025 pari a 1,13).
  • SERM refining margin (indicatore che misura indicatore quanto guadagna (in teoria) una raffineria per ogni barile lavorato) a $6 al barile (nel 2025 pari a $7,3 al barile).

Equita ha aggiunto di attendere a questo punto maggiori dettagli al CMD del 19 marzo, anche se in ogni caso “il tono resta costruttivo su crescita, efficienza e capital discipline”.

Fiducia anche nella capacità di ENI di fare la gioia degli azionisti. Così infatti la SIM:

La nuova guidance di capex 2026 a €7 miliardi lordi e €5 miliardi netti supportano la remunerazione con un dividendo che ci attendiamo in crescita a €1,10 per azione (+5% su base annua) oltre ad un altro programma di buyback che riteniamo fattibile attorno a €1-1,2 miliardi, assumendo un (petrolio) Brent a $60-65 al barile ”, e a fronte di un budget di ENI sul 2026 che “sarà ragionevolmente cauto basato su un Brent a 62 dollari al barile ”.

Gli analisti della SIM milanese hanno annunciato di avere migliorato anche il target price sulle azioni ENI dell’11%, a
€20ps, aggiungendo di mantenere “una visione positiva”.

Il trend delle azioni ENI a Piazza Affari YTD e su base annua. La forte corsa

Guardando al trend delle azioni e paragonandolo ai target price finora presentati dagli analisti e in generale dal consensus, il sospetto è che, a meno che non arrivino grandi novità con il Capital Markets Day del prossimo 19 marzo, in alcuni casi il titolo sia vicino a testare il picco o lo abbia già da un po’ superato.

Gli analisti di Barclays sono tra quelli che intravedono tuttavia un ulteriore margine di rialzo consistente, visto che il nuovo target price è pari a 22,5 euro.

Il mercato continua a premiare nel frattempo le azioni ENI, che nell’ultimo mese ha segnato un rally pari a +15%, volando di quasi +23% negli ultimi tre mesi.

Dall’inizio del 2026, ovvero YTD, lo scatto è stato di ben +22,7% mentre su base annua il trend è stato di un guadagno del 43% circa.