Azioni a Piazza Affari, questo titolo può schizzare di oltre +230%

Laura Naka Antonelli

11/03/2026

Il momento, per queste azioni scambiate a Piazza Affari, non è sicuramente dei migliori. Ma la fiducia non manca, come confermano il rating e il target price più alto in assoluto.

Azioni a Piazza Affari, questo titolo può schizzare di oltre +230%

C’è un titolo a Piazza Affari che potrebbe balzare anche fino a oltre il 230% nei prossimi 12 mesi.

A dispetto delle notizie poco rassicuranti che sono state annunciate qualche giorno fa dall’azienda, e che sono state scontate pesantemente dalle azioni, alcuni analisti hanno fatto notare infatti che, nel caso in cui si avverassero alcune condizioni, i titoli potrebbero segnare un rally decisamente stellare.

Tra le condizioni sine qua non affinché si concretizzi lo scenario migliore, una solida crescita sia dei ricavi che dei margini, capace di spazzare via i recenti dubbi del mercato. Non un outlook impossibile da raggiungere dal momento che, sebbene nel breve periodo i dubbi sul trend del business permangano, ragionando in un’ottica di più lungo termine le prospettive sono promettenti.

Amplifon, la resurrezione per le azioni dopo il grande crollo? Il giorno nero per il titolo a Piazza Affari

Le azioni in questione, scambiate sul Ftse Mib di Piazza Affari, sono quelle di Amplifon, leader nella produzione di apparecchi acustici.

Amplifon si è confermata triste protagonista della borsa di Milano la scorsa settimana, esattamente lo scorso 5 marzo 2026 quando, a seguito della presentazione di conti deludenti e dell’assenza di una guidance sui numeri, le azioni non sono riuscite a fare prezzo in avvio di seduta, per poi registrare un tonfo superiore a -10%.

I pesanti sell hanno portato i titoli a scendere ai minimi in quasi 10 anni, ovvero dal marzo del 2017.

A deludere soprattutto la scelta della società di non fornire una guidance quantitativa, con il CEO del gruppo Enrico Vita che si è così espresso:

“Il 2025 è stato un anno sfidante per l’intero settore dell’hearing care, cresciuto al di sotto dei livelli storici soprattutto a causa delle note tensioni globali che hanno inciso sulla fiducia dei nostri pazienti. In questo contesto, abbiamo intrapreso una serie di azioni per accelerare i ricavi e migliorare strutturalmente la profittabilità che stanno già producendo dei risultati molto positivi. Tra questi emergono il ritorno alla crescita organica nel secondo semestre dell’anno e l’accelerazione del piano di miglioramento della performance ‘Fit4Growth’. Queste iniziative, in un mercato che ci attendiamo in progressivo miglioramento, ci consentono di guardare con rinnovata fiducia alle prospettive future del nostro business”.

Indicazioni piuttosto vaghe, che hanno alimentato l’incertezza sul futuro degli affari di Amplifon.

Ma come sta davvero Amplifon? La spiegazione di Barclays Research

La pubblicazione dei numeri ha portato così gli analisti di Barclays ad apportare subito aggiustamenti alle loro previsioni, dopo aver fatto notare che, per Amplifon, il quarto trimestre del 2025 è stato caratterizzato da un valore dell’EBITDA inferiore di circa il 6% rispetto alle stime del consensus, a causa di ricavi e margini più deboli.

Allo stesso tempo, Barclays Research ha sottolineato che i vertici hanno spiegato la debolezza dei conti più con il mix di canali e aree geografiche, che con una vera perdita di quote di mercato, motivo quest’ultimo per cui Amplifon prevede di continuare a sovraperformare il mercato anche nel 2026.

Certo, ha indicato Barclays, “ interrogativi di breve termine sulla quota di mercato e sull’esecuzione permangono, ma noi continuiamo a vedere valore in un arco di più lungo termine ” .

E sono gli stessi vertici a rimanere fiduciosi nella capacità di Amplifon di assistere a una espansione dei margini anche senza una crescita organica, grazie ad alcuni fattori come l’uscita dalle attività nel Regno Unito con margini bassi e l’uscita, anche, da un contratto di managed care negli Stati Uniti poco redditizio.

A queste decisioni si uniscono i benefici del programma Fit4Growth, che dovrebbero iniziare a vedersi quest’anno. Il titolo era crollato anche alla fine di gennaio.

Barclays ha tagliato le previsioni sull’EBITDA adjusted ma dice ancora Overweight. TP tagliato dell’11%

Vero che Barclays ha tagliato le attese sull’EBITDA adjusted del 4-5% e che la raccomandazione o anche rating è Overweight ma con convinzione più bassa.

Tuttavia, i suoi analisti hanno ribadito la loro fiducia nelle potenzialità di Amplifon nel lungo periodo, sottolineando di individuare valore nei livelli attuali delle azioni che, hanno fatto notare gli esperti, viaggiano a un P/E (rapporto prezzo-utili) stimato per il 2026 pari a 14 volte, inferiore alle 16 volte a cui le azioni delle rivali nel settore vengono scambiate.

Le azioni vengono considerate dunque meno rischiose e, anche, ha spiegato Barclays, meno dipendenti dal lancio di nuovi prodotti.

Gli analisti hanno detto anche di credere che un miglioramento nell’esecuzione potrebbe tradursi in una rivalutazione del titolo.

Il rating Overweight sulle azioni Amplifon è stato dunque confermato, a fronte di un target price che è stato tuttavia tagliato dell’11% dai precedenti 18 a quota 16 euro.

Azioni Amplifon, lo scenario migliore indica 35 euro (+231%)

Come nel caso di altre azioni, Barclays ha presentato però anche per Amplifon lo scenario migliore e peggiore, tornando a spiegare il giudizio overweight con il fatto che il gruppo rimane “ben posizionato” nei confronti delle rivali, a fronte di possibili opportunità positive sui mercati di Stati Uniti e Cina.

Barclays ha ricordato a tal proposito che lo scenario migliore per le azioni del gruppo implica un balzo dei titoli addirittura fino a 35 euro, rispetto ai 10,55 euro attuali.

In questo caso, Amplifon schizzerebbe di ben oltre il 230% rispetto ai livelli attuali.

L’upside case, si legge nella nota ad hoc dedicata al gruppo, si basa sull’ipotesi altrettanto ottimistica di una accelerazione delle vendite su base CAGR (ovvero al tasso di crescita percentuale media annua) pari a +9%, e su una espansione dei margini di circa 200 punti base, che porterebbe il titolo a essere rivalutato a 35 volte il rapporto P/E.

L'upside case e il downside case per le azioni Amplifon presentati da Barclays Research L’upside case e il downside case per le azioni Amplifon presentati da Barclays Research Nello scenario migliore presentato dal report di Barclays Research, si fa riferimento a un target price pari a ben 35 euro nei prossimi 12 mesi per le azioni Amplifon. (Fonte: Barclays Research).

C’è tuttavia anche un worst case scenario o downside case stilato dalla comunità degli analisti e riportato da Barclays, che paventa uno scivolone fino a 8 euro, che si potrebbe manifestare nel caso in cui i ricavi rallentassero a circa +5%, a fronte di una contrazione dei margini di circa 50 punti base e una riduzione della valutazione del titolo fino a 18x P/E.

Il titolo Amplifon è sotto pressione anche nella seduta di oggi, mercoledì 11 marzo 2026, perdendo il 2% circa, a quota 10,55 euro.

Pur non volendo considerare il best case scenario, è più che positivo il target price di Barclays che, pari a 16 euro, implica un balzo nei prossimi 12 mesi dei titoli superiore al 51%.

Lo scenario migliore, che punta a un balzo fino a 35 euro per le azioni, implica invece uno scatto di oltre +231%.

Lo scenario peggiore, invece, che presuppone un calo fino a 8 euro, presuppone una flessione del 24,17% circa rispetto ai livelli attuali.

Occhio anche all’altro forte tonfo sofferto dalle azioni Amplifon a Piazza Affari la scorsa estate.

Azioni Amplifon, occhio anche alla nota di Equita SIM post roadshow

Intanto, occhio alla nota arrivata anche dagli analisti di Equita SIM, che hanno pubblicato una nota di aggiornamento post risultati, contenente anche il feedback dal roadshow avuto con il management venerdì scorso.

Equita ha annunciato di avere una visione positiva sulle azioni ma anche di avere abbassato il target price sui titoli da 23 euro a 20 euro.

La SIM ha ridotto anche le previsioni sui ricavi di Amplifon dell’1%, così come sull’Adj. EBITDA del 2% e l’Adj. EPS del 3% per il periodo 2026/27, sulla base di un’ipotesi di crescita organica pari a +3% nel 2026 e dell’esecuzione del piano di efficienze Fit4Growth (€ 20 milioni di risparmi attesi al 2026).

Così la SIM:

“Ad oggi ci sembra che la visibilità sul trend di costi e capex (e quindi su FCF) sia buona mentre la visibilità sulla riaccelerazione della top-line rimanga più limitata vista la velocità di uscita dal 2025 (+0,6%), la poca chiarezza sui motivi che stanno producendo un postponimento degli acquisti da parte dei consumatori (sia nuovi che ripetuti), il venir meno in corso d’anno del contributo positivo del mercato francese (da noi atteso in calo su base annua in valore) e un consumer sentiment che rimane depresso, alla luce anche degli eventi geopolitici. A favore della riaccelerazione organica, oltre ai messaggi simili forniti dagli altri principali player dell’industria, ci sono la base di confronto più facile e l’anniversario del rimbalzo post Covid in mercati come Italia e Spagna che sono stati più sensibili a questo tema”.

Ancora, Equita ha spiegato la decisione di abbassare il target price a € 20PS, rendendo noto di avere applicato un multiplo di 20x PE (da 25x precedente) alle stime 2027, scontate a 12 mesi da oggi.

Gli analisti hanno messo in evidenza anche i seguenti parametri che, a loro avviso, sono ormai tipici di aziende non più considerate “growth”, assumendo una crescita organica del 3%:

  • 6,8x EV/EBITDA.
  • 12,4x P/E rettificato.
  • 8,3% FCF yield nel 2026.

Livelli che tuttavia, secondo la SIM milanese non riconoscono tuttavia il valore strategico dell’asset, visto che Amplifon tratta a circa 1,6x EV/Sales, mentre le acquisizioni di piccole società nel settore in Europa e America avvengono più vicino a 2x EV/Sales. Questo, nonostante l’azienda vanti “una posizione di leadership con 13% di market share globale,
grazie a una rete di 10.000 punti vendita e 11K audioprotesisti difficilmente replicabile
”.

In poche parole, pur rivedendo al ribasso il target price, per Equita le azioni Amplifon sono sottovalutate.

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