Conti solidi per Prysmian, ma a questi prezzi il margine di errore si riduce. È ancora un’occasione o si sta pagando troppo la crescita?
Sembrava l’inizio della classica seduta da presa di profitto. Apertura in rosso dopo i conti, qualche vendita ordinata, il copione che in Borsa si ripete quando un titolo arriva da un rally poderoso. E invece no. Le vendite si sono riassorbite, i compratori sono tornati e Prysmian ha girato con decisione, superando i massimi di ieri e spingendosi oltre 102 euro.
Dopo un +55% in dodici mesi, non era affatto scontato. Anzi, quando un titolo corre così tanto, basta un dettaglio fuori posto per innescare una correzione più profonda. E invece il mercato sembra sostenere il trend partito alla fine 2024, quando il tema dell’elettrificazione globale ha iniziato a tradursi in ordini, backlog e visibilità sugli utili. Reti da potenziare, cavi sottomarini per l’eolico offshore, investimenti infrastrutturali in Europa e negli Stati Uniti. In questo scenario, Prysmian è diventata uno dei nomi chiave.
Ma adesso il punto non è più se l’azienda stia facendo bene. La domanda è un’altra: a 100-101 euro stiamo ancora comprando crescita o stiamo pagando entusiasmo? [...]
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