Petrolio WTI: tenuta dei 60 dollari favorisce strategie rialziste

Le quotazioni del greggio sono in evidenza tra le principali commodity dopo la notizia rilasciata ieri dall’Arabia Saudita relativamente all’attacco drone contro gli oleodotti di Saudi Aramco. La struttura tecnica della materia prima favorisce operazioni di matrice rialzista su breakout

Petrolio WTI: tenuta dei 60 dollari favorisce strategie rialziste

Le quotazioni del petrolio WTI sono in evidenza nelle ultime sedute a seguito dell’attacco drone denunciato ieri dall’Arabia Saudita contro gli oleodotti di Saudi Aramco (clicca qui per approfondire).

A livello grafico i prezzi dell’oro nero continuano la loro fase laterale che si sviluppa ormai dal 6 maggio scorso, dopo la violazione della trendline ascendente che conta i minimi segnati il 26 dicembre e successivamente l’8 marzo, avvenuta il 2 maggio scorso.


WTI future, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

La recente violazione di questo livello dinamico ha deteriorato la tendenza rialzista in atto da inizio anno, ma graficamente solo una chiusura al di sotto dei 60 dollari al barile comprometterebbe significativamente la struttura tecnica a favore dei venditori.

A livello algoritmico i prezzi al momento si trovano proprio in prossimità delle medie mobili a 50 e 200 giorni, che nella seduta del 3 maggio si sono incrociate al rialzo determinando un segnale Golden cross.

A dispetto del segnale Shooting star che si è registrato il 13 maggio scorso, si potrebbero comunque privilegiare strategie di matrice rialzista che verrebbero invalidate solo con una chiusura al di sotto del livello tondo precedentemente menzionato.

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Strategie operative su WTI future


Elaborazione Ufficio studi di Money.it

Vista la struttura tecnica del petrolio WTI si potrebbero implementare strategie di matrice rialzista. In particolare la rottura dei massimi di ieri a 62,09 dollari al barile, fornirebbe un segnale di matrice rialzista con stop loss collocabile a 59,50 dollari, poco al di sotto del livello statico precedentemente menzionato.
Un primo obiettivo di profitto potrebbe essere collocato a 64,50 dollari al barile dove transita il livello statico che conta i minimi segnati a giugno e agosto 2018, ritestati nel corso di aprile. Oltrepassato questa resistenza, i corsi avrebbero ulteriore spazio di manovra almeno fino al top registrato il 23 aprile a 66,60 dollari al barile.

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