Petrolio WTI: medie mobili supportano i prezzi, attesa per breakout pattern inside

I corsi del derivato sul petrolio texano continuano a proseguire lateralmente dopo il test delle medie mobili a 50 e 200 giorni. La validazione di un pattern di compressione potrebbe favorire l’implementazione di operazioni long. Ecco i livelli da monitorare secondo l’analisi tecnica

Petrolio WTI: medie mobili supportano i prezzi, attesa per breakout pattern inside

Le quotazioni del WTI future continuano a stazionare all’interno della recente area di compressione laterale che si è sviluppata dal 6 maggio scorso.

I corsi del derivato sul greggio dopo aver testato la resistenza statica in area 66,60 dollari al barile hanno infatti segnato il ritracciamento più esteso sia in termini temporali che di escursione di prezzo dai minimi segnati il 24 dicembre scorso.


WTI future, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

Proprio tale movimento ribassista ha evidenziato i primi segnali di cedimento della tendenza ascendente precedentemente menzionata, violando la trendline rialzista il 2 maggio scorso.

A seguito di questo breakout i prezzi dell’oro nero hanno proseguito in sostanziale lateralità sostenuti dal duplice livello supportivo rappresentato dalla media mobile a 50 e 200 giorni, transitanti rispettivamente a 61,20 e 60,30 dollari al barile.

L’intersezione della SMA50 al di sopra di quella a 200 giorni, avvenuta il 6 maggio scorso, rafforza la view positiva sulla materia prima (segnale Golden cross), facendo quindi privilegiare strategie di matrice rialzista.

A tal proposito vanno evidenziate le serie di candele di compressione a partire da lunedì scorso. La validazione di questo pattern inside multiplo darebbe il via ad operazioni di matrice rialzista in linea con il trend dominante.

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Strategie operative su WTI future


Elaborazione Ufficio studi di Money.it

Considerata la struttura tecnica del petrolio WTI si potrebbero privilegiare strategie di matrice rialzista. In particolare, la rottura dei massimi a 62,95 dollari al barile darebbe il via a strategie long con stop loss collocabile poco al di sotto del minimo segnato nella seduta del 6 maggio scorso, più precisamente sul livello tondo dei 60 dollari al barile.
Un primo obiettivo di profitto potrebbe essere collocato sui top registrati il 23 aprile scorso a 66,60 dollari, mentre un target ben più ambizioso a contatto con la trendline ascendente che conta i minimi segnati a febbraio ad agosto 2018, ora transitante a 74 dollari al barile.

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