Analisi Borsa Italiana: ottobre da dimenticare

Si è concluso un ottobre estremamente duro per Piazza Affari, con l’indice FTSE Mib che ha subito le crescenti tensioni a livello politico fra Roma e Bruxelles. Le principali vittime del sell-off sono stati i titoli del comparto bancario. L’analisi dell’Ufficio studi

Analisi Borsa Italiana: ottobre da dimenticare

Si conclude un mese particolarmente travagliato per Piazza Affari: l’indice FTSE Mib ha perso l’8,02% del suo valore. Il focus tecnico va posto nel forte breakout della soglia dei 20.000 punti. Continua quindi un 2018 di passione per il principale listino italiano, che da inizio anno registra una perdita del 18,96%. Quella che inizialmente sembrava una correzione ora potrebbe assumere i contorni di una vera e propria inversione della tendenza.

Diversi sono i fatti che hanno contribuito alla discesa dell’indice italiano, ma particolare importanza va data alle divergenze tra Roma e Bruxelles sul documento programmatico di bilancio e sul tanto citato rapporto deficit/Pil.

L’altro fattore che ha pesato sulle quotazioni dell’indice del Belpaese è il taglio del giudizio sul merito creditizio dello stivale da parte dell’agenzia di rating Moody’s (passato da Baa2 a Baa3) arrivato lo scorso 19 ottobre. Da considerare anche l’abbassamento dell’outlook da «stabile» a «negativo» (risalente al 26 ottobre) da parte di S&P.

Questi accadimenti hanno creato un clima di diffidenza sull’Italia che si è tradotto in pesanti vendite, in special modo sul comparto bancario.

Tutto ciò si è riflesso sullo spread tra BTP e Bund, che durante questo mese si è apprezzato di oltre il 28%, passando dai 235,4639 punti base del primo ottobre ai 304,0311 punti base di oggi.


Spread tra BTP e Bund nel mese di ottobre. Fonte: Bloomberg

Particolare degno di nota è, come si nota dal grafico, il raggiungimento di quota 326,5719 punti base del 18 ottobre, dove il differenziale tra la carta italiana e quella tedesca ha raggiunto i massimi da oltre quattro anni.

Al momento, sembra che lo spread tra il decennale tedesco e quello italiano abbia trovato un nuovo punto di equilibrio in area 300 punti base.

L’ottobre nero dei bancari italiani

Andando ad osservare l’andamento dei singoli titoli all’interno del paniere milanese si nota che, mentre le performance migliori durante questo mese sfiorano la parità, per quelle peggiori la storia è ben diversa. Gli istituti bancari hanno infatti chiuso un mese da dimenticare.

Banca Generali, Banco BPM e Ubi Banca: l’analisi

Banca Generali si guadagna il primo posto come worst performer di ottobre, lasciando sul terreno il 23,56% del suo valore e superando in un unico mese le perdite che ha subito il FTSE Mib in dieci mesi. Oltre ad essere la quotata peggiore di ottobre, risulta anche quella che nel 2018 ha perso di più, segnando un deprezzamento del 38,61%.

Dal punto di vista dei fondi, osservando gli ultimi dati sulle posizioni nette corte rilasciati oggi da Consob, la banca del leone di Trieste presenta solamente una posizione corta in essere, pari allo 0,51% del suo capitale sociale e detenuta da AQR Capital Management. Da citare anche l’acquisizione da parte di Banca Generali del gruppo Nextam Partners.

A livello prettamente grafico il mese corrente ha visto solo sette sedute in territorio positivo. Inoltre l’importante supporto dato dall’area dei 20 euro è stato rotto con forza.

Poco differente la situazione di Banco BPM, che ad ottobre subisce un deprezzamento del 21,76%. Anche a livello annuale l’istituto di credito si trova al secondo posto, perdendo in 10 mesi il 36,60% del suo valore.


Elaborazione Ufficio Studi di Money.it su dati Consob al 31/10/2018

L’istituto milanese si attesta ai primi posti anche come titolo più venduto dai fondi. Gli hedge funds tengono infatti sotto scacco l’8,02% del suo capitale.

A livello grafico la rottura di area 2 euro ad azione ha fatto scattare l’ennesimo sell-off che ha portato il titolo a nuovi minimi storici a 1,52 euro.
Nelle ultime sedute l’istituto di credito sta timidamente rialzando la testa, effettuando un recupero superiore al 10% dai minimi storici.

UBI Banca registra invece la terza peggior performance del FTSE Mib in questo mese. Le perdite ammontano al 21,88%. A differenza dei due titoli menzionati prima, la banca in questione non risulta tra le dieci società peggiori da inizio anno, anche se la perdita si attesta comunque ad un pesante 25,95%.


Elaborazione Ufficio Studi di Money.it su dati Consob al 31/10/2018

Sul fronte dell’esposizione corta dei fondi, UBI Banca registra ad oggi il 6,27% di capitale sotto l’assedio degli istituzionali.

Il grafico parla chiaro: il violento insieme di vendite che hanno colpito il titolo complica una situazione tecnica già deteriorata. I corsi hanno infatti eroso quasi i due terzi del rimbalzo che avevano messo in piedi tra l’ottobre del 2016 e 2017.

In conclusione, si nota come questo sia stato un mese nero per gli istituti bancari del Belpaese, tradizionalmente ricchi di titoli di Stato, che soffrono del violento allargamento dello spread tra BTP e Bund e dal conseguente deprezzamento del decennale italiano. Le prospettive per novembre, perlomeno a livello tecnico, non sono buone: le vendite hanno deteriorato il quadro tecnico delle principali società quotate a Piazza Affari.

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