AMD vola del +18,6% sull’AI. Questi titoli italiani possono essere i prossimi?

Claudia Cervi

7 Maggio 2026 - 13:08

Da STMicroelectronics a Prysmian, il boom dei data center AI si è già visto a Piazza Affari. Ma un titolo resta ancora distante dai target degli analisti, con upside potenziale fino al +48%.

AMD vola del +18,6% sull’AI. Questi titoli italiani possono essere i prossimi?

AMD è salita del 18,6% in una sola seduta dopo i conti trimestrali. A far scattare gli acquisti sono stati soprattutto due numeri: ricavi oltre le attese e business dei data center AI cresciuto del 57% in un anno. Da mesi si parla di bolla dell’intelligenza artificiale, ma finora ogni correzione è stata riassorbita rapidamente.

Michael Burry è tornato a puntare contro diversi nomi legati all’AI e ai semiconduttori, da Palantir a Nvidia. Nel mirino sono finiti anche ETF tecnologici come quelli esposti al Nasdaq 100, che nell’ultimo mese ha però guadagnato circa il 18%. Per ora gli short stanno soffrendo, ma è un campanello d’allarme da considerare prima di investire in titoli che hanno già corso tanto.

Il mercato intanto continua a salire anche fuori dagli Stati Uniti. Anche a Piazza Affari, il tema data center ha acceso alcuni titoli molto più del listino: STMicroelectronics è salita del 67% in un mese, Prysmian di quasi il 40%.

L’Italia non ha società paragonabili ad AMD o Nvidia, ma ci sono comunque realtà esposte a energia, reti elettriche, cavi, infrastrutture, connessioni necessarie per l’AI. Resta però da capire quali abbiano ancora spazio per correre e quali, invece, abbiano già incorporato gran parte dell’entusiasmo.

I titoli di Piazza Affari che sono già partiti

Anche a Piazza Affari alcuni titoli legati alla domanda di infrastrutture sono già partiti.

Nel 2026, STM prevede di incassare oltre 500 milioni di euro dal business dei data center. Cifra che sale a oltre 1 miliardo nel 2027. Per lo sviluppo di satelliti a bassa orbita per le comunicazioni il gruppo italofrancese prevede vendite per 3 miliardi in tre anni. Dopo il rally, il margine per una crescita ulteriore si è ridotto e anche i target degli analisti si posizionano in un range compreso tra 48 e 53 euro, sui livelli attuali o al massimo il 9% sopra.

Prysmian ha già corso parecchio, spinta dalle aspettative di crescita delle reti elettriche e dei collegamenti ad alta capacità sempre più centrali per sostenere i data center. Anche questo è già stato prezzato: i target degli analisti si posizionano addirittura al di sotto dei prezzi attuali.

Poi ci sono utility come Terna ed Enel , spesso citate nelle analisi dedicate al boom dei data center, perché il vero collo di bottiglia europeo resta la disponibilità di energia e la connessione alla rete. Eppure, difficilmente possono avere movimenti esplosivi.

Perché Inwit potrebbe essere il titolo più interessante

Tra i titoli italiani collegati al tema data center, Inwit è forse quello che il mercato continua a guardare con più diffidenza.

Le stime aggiornate al 4 maggio 2026 non raccontano, però, una società in piena accelerazione, anzi. Gli analisti prevedono ricavi pari a circa 1,07 miliardi di euro nel 2026, sostanzialmente in linea con l’anno precedente. L’EBITDA è atteso a 967 milioni, in calo dai 984 milioni del 2025, mentre il recurring free cash flow viene stimato a 584 milioni dai 634 milioni dell’ultimo esercizio. Da una prima lettura, non sembrano numeri in grado di sostenere una corsa del titolo come quella vista su altri nomi legati all’AI.

Eppure alcuni analisti vedono spazio di crescita fino a 10,85 euro, massimi del 2025, con un upside potenziale fino al 48%.

Per Inwit, però, il mercato potrebbe guardare meno ai numeri di bilancio e più alle cause aperte con Telecom Italia e Fastweb. È lì che il titolo rischia di diventare molto più volatile.

Il prossimo passaggio chiave sarà il 13 maggio, quando il gruppo presenterà i risultati del primo trimestre 2026.

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