Abbiamo il secondo debito pubblico pro capite più alto d’Europa, ma ciò che conta è la sostenibilità: per gli interessi si spendono 90 miliardi all’anno.
C’è un conto che prosegue inesorabilmente a salire. È uno degli indicatori più osservati per valutare l’operato del governo in campo economico e si accumula quando lo Stato finanzia in deficit la propria crescita e i servizi forniti alla collettività. Si chiama debito pubblico e pesa sulle spalle di ogni cittadino: anche quelli di domani dato che, in futuro, i governi potranno aumentare le tasse o ridurre i servizi nel tentativo di alleggerirlo.
Per renderlo più tangibile, spesso si dice che il debito grava su tutta la popolazione, «neonati compresi». È una formula classica per sottolineare come il debito riguarda ogni singolo cittadino, fin da subito. Solitamente è il Prodotto interno lordo a essere espresso pro capite, così come il debito pubblico è rapportato al PIL per indicare la capacità dello Stato di sostenerne il peso. Tuttavia, è possibile metterlo in relazione anche alla popolazione, per calcolare idealmente quanto debito grava su ognuno di noi.
Cosa dicono i dati
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