Allerta gas in Europa, il prezzo sale con la tensione Iran-Israele

Violetta Silvestri

16 Aprile 2024 - 12:27

Cosa c’entra il prezzo del gas in Europa - in rialzo - e la tensione in aumento tra Iran e Israele?

Allerta gas in Europa, il prezzo sale con la tensione Iran-Israele

Non solo petrolio, anche il prezzo del gas si dimostra vulnerabile alle dinamiche geopolitiche del Medio Oriente.

Il benchmark olandese riferimento per la quotazione europea, infatti, è in aumento sulla scia delle tensioni tra Iran e Israele non ancora archiviate e dalle imprevedibili conseguenze. Il prezzo del gas, nello specifico, viaggia oltre i 33 euro per megawattora nella mattinata di martedì 16 aprile.

I futures sul gas naturale europeo sono quindi stati scambiati vicino ai massimi di tre mesi, in un contesto in cui le mosse iraniane sono osservate da vicino per la rilevanza che possono avere sul prezzo delle materie prime energetiche in transito soprattutto nello Stretto di Hormuz controllato da Teheran.

Europa, prezzo del gas torna a salire. Effetto Iran-Israele e non solo

I prezzi europei del gas naturale sono in aumento a causa delle preoccupazioni per le interruzioni della fornitura con le crescenti ostilità in Medio Oriente.

Il TTF olandese di riferimento è in rialzo del 6% a 33,165 euro al megawattora, il livello più alto da gennaio. “La minaccia di interruzione delle navi cisterna per GNL che attraversano lo Stretto di Hormuz ha visto gli acquirenti assicurarsi rapidamente i carichi spot”, affermano in una nota gli analisti di ANZ Research.

Da ricordare che il Qatar, il più grande esportatore mondiale di gas naturale liquefatto, invia quasi tutto il suo GNL attraverso lo Stretto. Circa 80 milioni di tonnellate, ovvero il 20% dei flussi globali di GNL, passano attraverso lo Stretto ogni anno, secondo Vortexa. L’Iran, in caso di una ulteriore risposta israeliana alla pioggia di missili di Teheran di sabato notte, potrebbe decidere di utilizzare il controllo dello strategico passaggio come ritorsione.

Nel frattempo, un’interruzione non pianificata presso l’impianto di trattamento del gas norvegese di Nyhamna sta interrompendo i flussi verso il resto d’Europa, fornendo ulteriore supporto ai prezzi. Allo stesso tempo, le importazioni di GNL dai Paesi asiatici sono in aumento, con gli acquisti dalla Cina che hanno raggiunto i 6,61 milioni di tonnellate a marzo.

I recenti guadagni sono stati trainati anche dai persistenti attacchi contro le infrastrutture energetiche in Russia e Ucraina. L’Europa conta su siti di stoccaggio ucraino, ma in questa nuova fase del conflitto gli impianti che producono e contengono materie prime energetiche sono presi di mira per sbloccare una fase di difficoltà della guerra.

Nonostante ciò, i mercati europei del gas sono ben forniti, con riserve attualmente al 61,7% della capacità. Inoltre, fattori come le previsioni di un clima più caldo, l’aumento della produzione di energia eolica, la forte produzione di energia nucleare francese e l’aumento dell’offerta di gas norvegese stanno esercitando un’influenza ribassista sul mercato.

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